Spesso in questo magazine abbiamo parlato di impianti fotovoltaici. Del loro funzionamento interno, di come lavora la cella di un modulo fotovoltaico, della loro installazione e dei costi relativi, degli incentivi statali e tutti gli aspetti che ne concernono l’acquisto.
Quasi nessuno sa, però, che la manutenzione dei pannelli comprende un’operazione apparentemente non correlabile a questa tipologia di impianti: la pulizia e, nello specifico, il lavaggio.
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Ambiente
Macchine per la pulizia dei pannelli fotovoltaici
Impianti fotovoltaici: la cella di un impianto fotovoltaico

La cella fotovoltaica costituisce lelemento fondamentale e primario di un impianto fotovoltaico poiché un insieme di cellule un modulo fotovoltaico e linsieme dei moduli permettono il realizzarsi del cosiddetto effetto fotoelettrico. La cella fotovoltaica infatti è formata da un sottile strato di materiale semiconduttore spesso circa tre decimi di mm. Questo strato solitamente è di silicio che può essere amorfo o cristallino. Questa parte composta di silicio viene completata attraverso linserimento nella struttura cristallina di atomi di tipo P, solitamente boro, e di atomi di tipo N, spesso fosforo.
Impianti fotovoltaici: installazione e costi
Una delle forme di energia green che negli ultimi anni è stata protagonista nella scena italiana è senza dubbio il fotovoltaico. Il suo successo si deve innanzitutto alla possibilità di piccoli impianti ad uso domestico che possono sopperire al fabbisogno dell’intera famiglia e, se non nella totalità, perlomeno in una buona percentuale.
Condizionatori d’aria: manutenzione e assistenza
I condizionatori data la loro principale funzione devono essere sottoposti ad una costante, scrupolosa e meticolosa manutenzione, che consiste principalmente in unaccurata pulizia dei filtri, cosa che garantisce anche un funzionamento ottimale oltre che ad avere effetti benefici sulla salute. Continue reading
12-13 giugno 2011: Referendum su Nucleare, Privatizzazione dell’Acqua Pubblica e Legittimo Impedimento
Tv e media ne parleranno poco, ma i prossimi 12-13 giugno 2011 si gioca una partita importantissima per il nostro paese. Il popolo italiano è infatti chiamato a dar il proprio parere, tramite lo strumento del Referendum, su 3 importantissimi temi: produzione di energia nucleare, privatizzazione dell’acqua e legittimo impedimento. Questo grazie ai comitati referendari (Fermiamo il Nucleare, Acqua Bene Comune, ecc..) che hanno raccolto le firme necessarie e ottenuto l’ok della Corte Costituzionale.
Come sempre, il referendum è ABROGATIVO: si vota SI’ per abolire la normativa vigente, NO per mantenere lo status quo. In caso di vittoria dei SI’, le leggi già approvate dal Parlamento verranno abrogate, ma ad una condizione: il raggiungimento del QUORUM. Ovvero, il 50% + 1 degli aventi diritto dovranno votare affinché qualsiasi risultato venga validato. In caso di vittoria del NO o del non raggiungimento del quorum, lo stesso referendum non potrà essere ripresentato per i prossimi 5 anni.
Proponiamo qui una rapida guida al referendum 2011 con tutte le info utili per sapere come e perché votare.
Indice
- I quesiti
- Quando, dove e come si vota
- Referendum sul nucleare
- Referendum sulla privatizzazione dell’acqua
- Referendum sul legittimo impedimento
I quesiti sulla Gazzetta Ufficiale
a) referendum popolare n. 1 (Acqua Pubblica)
Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione;
b) referendum popolare n. 2 (Acqua Pubblica)
Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma;
c) referendum popolare n. 3 (Nucleare)
Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme;
d) referendum popolare n. 4 (Legittimo Impedimento)
Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.
Quando, dove e come si vota
Domenica 12 e lunedì 13 giugno nel seggio indicato nella tessera elettorale della sezione di appartenenza dell’elettore. In un primo momento erano state proposte le date del 15-16 maggio, in concomitanza con le elezioni amministrative, ma il Governo ha rifiutato l’accorpamento, mandando in fumo circa 300 milioni di euro.
Si vota SI’ per abrogare le leggi in vigore.
Si vota NO per mantenerle invariate.
E ‘ possibile votare anche soltanto una parte a scelta dei 4 quesiti.
Gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto, dovranno esibire la tessera elettorale personale a carattere permanente e un documento di riconoscimento valido.
Possono votare per il Referendum tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del Comune italiano di residenza che abbiano compiuto 18 anni entro il primo giorno previsto per le votazioni.
Ogni risultato sarà validato soltanto in caso di raggiungimento del quorum.
Referendum sul nucleare
Sebbene gli italiani avessero già espresso chiaramente la loro opinione nel 1987, con la Legge Sviluppo del 2009 il Parlamento ha formalmente sancito il ritorno al nucleare del nostro paese.
La lista dei siti dove verranno costruite le centrali è ancora segreta, ma le Regioni, anche quelle governate da esponenti dei partiti di maggioranza, hanno già fatto ostruzionismo: sul nostro territorio nessuna centrale. Insomma, sì formale al nucleare, a patto che siano gli altri ad accollarsene la gestione e tutti i rischi del caso. Il disastro giapponese di Fukushima sembra aver infranto anche le certezze dei più inossidabili convinti, e pure l’Europa pare voler far un passo indietro. Per quante misure di sicurezza si possano attivare, infatti, le centrali saranno sempre un pericolo per l’umanità. Senza dimenticare le problematiche relative alla gestione e locazione delle scorie radioattive. E allora anche i vantaggi in termini economici derivanti dallo sfruttamento di questo tipo di energia (l’Italia, come risaputo, è carente di materie prime energetiche, e dipende in gran parte dalla Russia e dai paesi del Maghreb e Medioriente) passano decisamente in secondo piano.
Per impedire la produzione di energia nucleare in Italia, bisogna votare SI’.
Per permettere il ritorno delle centrali nel nostro paese e ‘liberarlo’ dalla “dipendenza energetica”, votare NO.
Referendum sulla privatizzazione dell’acqua pubblica, bene comune
Saranno ben due i quesiti sulla privatizzazione dell’acqua. Esattamente com’è già accaduto con l’energia elettrica e tanti altri servizi, anche l’acqua sta per finire in mano ai privati. Con tutti i rischi annessi e connessi: le compagnie distributrici potranno agire in regime di libero mercato, imponendo tariffe potenzialmente esorbitanti per i servizi idrici. La gestione pubblica è stata criticata per gli sprechi e la gestione delle risorse umane, ma in presenza di regime privatistico lo Stato non potrà più calmierare i prezzi.
Il SI’ rimetterà l’acqua in mani pubbliche, dando ragione a chi ritiene l’acqua un bene vitale di prima necessità.
Il NO lascerà strada libera alla privatizzazione dell’acqua, che potrà sì ridurre sprechi e inefficienze, ma anche dar un potere economico enorme alle aziende del settore che potranno imporre tariffe incontrollabili.
Referendum sul legittimo impedimento
Dal lodo Alfano (bocciato dalla Corte Costituzionale) fino all’approvazione della versione ‘soft’ del 10 marzo 2010 con ben due voti di fiducia – successivamente rivista dalla Corte il 14 gennaio 2011- , il legittimo impedimento è stato al centro del dibattito politico italiano per anni.
Ma cose prevede il decreto legge? La possibilità per il Presidente del Consiglio e i Ministri di giustificare la propria assenza in un’udienza penale, in caso di “concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste per leggi, nonché di ogni attività coessenziali alle funzioni di Governo”. In sostanza, consente loro di non presentarsi in aula in caso di processi a loro carico. Come da articolo 1 comma 6, il rinvio dell’udienza per “legittimo impedimento” non influisce sul corso della prescrizione del reato, che rimane sospeso per l’intera durata del rinvio e riprende il suo corso dal giorno in cui è cessata la causa della sospensione.
La finalità, come si legge nel testo ufficiale, è di assicurare il “sereno svolgimento delle funzioni attribuite dalla Costituzione e dalla legge” al Presidente del Consiglio e ai Ministri. Ad ogni modo, il ddl ha durata temporanea (18 mesi) in attesa di una legge costituzionale di più ampia portata.
Votando SI’, si decreterà la definitiva sconfitta di questa legge, ‘costringendo’ il premier e i ministri a presenziare sempre e comunque ai processi a loro carico. Della serie, la legge è uguale per tutti.
Votando NO, il legittimo impedimento potrà essere esercitato da tali cariche istituzionali.
5 domande al Ministro Romani sul decreto sulle energie rinnovabili
L’approvazione del nuovo decreto sulle energie rinnovabili ha scatenato una marea di critiche, sia da parte delle associazioni e imprese del settore che da alcune fazioni politiche (ultima in ordine di tempo, Forza del Sud di Micciché, forza parlamentare in seno alla maggioranza).
Abbiamo allora deciso di porre alcune domande sul nuovo decreto direttamente al suo ideatore, il Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani. Un’intervista di cui attendiamo a breve le risposte.
- Il nuovo decreto sulle energie rinnovabili è stato approvato e firmato dal presidente Napolitano. Quali sono i punti cruciali e gli obiettivi principe della nuova legge? Come cambia il futuro (sin qui incerto) delle rinnovabili in Italia?
- Come da direttiva UE, il nostro paese dovrà raggiungere il traguardo del 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili. Con quali misure presenti nel decreto verrà perseguito tale obiettivo?
- Nell’agosto del 2010 nasceva il Terzo Conto Energia. Oggi, a soli tre mesi dall’entrata in vigore, viene già accantonato e messo in soffitta. Perché avete deciso di prepensionarlo?
- Tra le critiche rivolte al decreto, la più forte è quella relativa alla sospensione degli incentivi per il fotovoltaico che, secondo le associazioni del settore, mette a rischio l’esistenza stessa di molte imprese. L’opinione diffusa è che sia giusto razionalizzare gli incentivi ma non la modalità con cui sono stati regolamentati e resi nuovamente incerti. Come risponde a queste critiche?
- Dopo 10 anni di braccio di ferro, il caso del Mercure, la vecchia centrale elettrica dell’Enel del Parco del Pollino che doveva essere riconvertita a biomasse nel 2002, è ancora irrisolto. Qual è a suo avviso la soluzione auspicabile?
San Mauro Mare sommersa dalla neve. E abbandonata al suo destino

San Mauro Mare totalmente imbiancata
Abbiamo dovuto aspettare 20 anni per assistere ad una nevicata con tutti i crismi del caso, ma ormai la neve a San Mauro Mare non fa più notizia. Se 12 mesi fa era stata accolta (o maledetta) come un evento eccezionale, la violenta nevicata che si è abbattuta in questi giorni, e in particolar modo nella giornata di oggi, non stupisce più nessuno.
Il clima in riviera, infatti, pare sensibilmente cambiato, con un ulteriore irrigidimento delle temperature invernali che ha favorito le precipitazioni nevose. Esemplare quel che sta accadendo in questi giorni: la neve ha imbiancato solamente la costa risparmiando l’entroterra; evento impensabile sino a qualche anno fa.
- GUARDA IL VIDEO REPORTAGE GIRATO SULLA SPIAGGIA -
10 cm di neve
Tornando alla cronaca meteorologica, nell’arco di 12 ore sono caduti copiosi 10 cm circa che hanno imbiancato totalmente la spiaggia sammaurese, regalando agli abitanti un colpo d’occhio come sempre suggestivo. Ma la neve ha giocoforza ricoperto anche le strade, creando disagi diffusi alla circolazione di auto e mezzi pubblici… altroché offerte neve, qua mica siamo in montagna!
Disagi

Emblematica la situazione delle strade sammauresi
Qui, infatti, arriva la nota dolente. Esattamente come nel 2009, non si è ancora vista ombra di spazzaneve, spargisale o affini (leggi trattori improvvisati ma comunque funzionali), mentre a San Mauro Pascoli, comune di cui la frazione fa parte, il servizio è stato prontamente fornito (perlomeno nei giorni scorsi).
Si ripropone dunque l’annoso problema che vede la frazione rivierasca abbandonata dal Comune al suo destino; un discorso che vale per la pulizia delle strade dalla neve così come dalle foglie autunnali, tanto restare alla stretta attualità. Insomma, già da tempo gli abitanti di San Mauro Mare si sentono relegati a cittadini di serie B. E pensare che basterebbe veramente poco per fornire un servizio tanto basilare quanto essenziale.
