Bper, bilancio semestrale a due facce

Un brusco (e prevedibile) calo di utili ma tanto protagonismo nello scenario finanziario italico. In attesa dei dati complessivi del 2009, il bilancio semestrale (gennaio-giugno 2009) della Banca Popolare dell’Emilia Romagna rivela due differenti volti. Da un lato ci sono i numeri nudi e crudi, influenzati nella loro ‘negatività’ dalla crisi globale, dall’altra il dinamismo di un istituto finanziario sempre più attivo ed importante nel panorama nazionale.
Partiamo dai primi, dalle note dolenti. Gli utili netti del capogruppo Bper sono passati dai 147.933 milioni di euro del giugno 2008 a 43.726 mln, subendo quindi un drastico calo del 70,44%. Va un po’ meglio, invece, se vengono presi in considerazione tutti gli istituti federati: qui, grazie anche all’acquisizione di Meliorbanca spa, l’emorragia è stata tamponata al -58,64%. Ergo, la crisi non ha risparmiato nemmeno un istituto forte come Bper, ma il suo valore patrimoniale (2.394,4 mln, + 1,8%) e commerciale sono rimasti intatti. La contrazione dell’utile, infatti, è dipesa essenzialmente dalla prudenza negli accantonamenti a fronte dei rischi di credito. In picchiata pure la raccolta diretta (-5,21%), conseguenza diretta del crollo dei “pronti conto termine” (-83,43%). Nonostante tutto ciò, il gruppo presieduto da Guido Leoni non ha lesinato finanziamenti verso la sua clientela (-0,45% rispetto a dicembre 2008) -aspetto sovente lamentato da aziende e privati nei confronti delle banche in questi ultimi mesi- ed ha continuato ad ampliarsi.

Dinamismo intatto– Il 2009, infatti, è stato l’anno dell’Opa su Meliorbanca spa e Meliorbanca Private spa, operazione che ha permesso al gruppo di allargare la sua rete di sportelli (sette in più) e dipendenti (+418). Ma anche dell’acquisizione della Banca della Nuova Terra e del gruppo assicurativo Arca Vita. E’ stato inoltre ridefinito l’assetto di Italease, dove la quota dell’istituto emiliano-romagnolo ammonta ora al 10,84%.
Ma probabilmente le mosse più importanti sono state messe a segno in altri settori. Su tutte, spicca la redazione del Piano Industriale 2009-2011, ambizioso programma volto a radicare la banca sul territorio e a garantirne maggior efficienza operativa. Nell’ambito della razionalizzazione dei mercati finanziari italiani, invece, Bper è stata inserita fra le “blue chip” di Borsa italiana, segmento comprendente i 72 titoli maggiormente capitalizzati.

Commenta

Michael Vittori
Michael Vittori

Consulente SEO-SEM Specialist, Copywriter, Web Marketer, Esperto Facebook Ads e Giornalista Pubblicista.

Comments are closed.