Il Brasile si tinge di rosa

dilma rousseff presidente brasileBrasilia – Crescente progresso economico, sveltezza burocratica e pari opportunità concrete e reali. Verrebbe quasi da invidiare il Brasile, paese appartenente al cosiddetto secondo mondo ma che, a differenza di nazioni (teoricamente) più avanzate come Italia e Stati Uniti, ha eletto al soglio della presidenza, per la prima volta nella sua storia, una donna. Dilma Rousseff è infatti il nuovo numero uno verdeoro: la 62enne pupilla di Lula, presidente uscente dopo due mandati consecutivi, ha infatti sconfitto al ballottaggio il rivale José Serra ottenendo il 55% dei consensi. Un successo storico decretato in tempi record. Grazie al moderno sistema delle urne elettroniche, infatti, lo scrutinio del 92% dei voti (percentuale necessaria a sancire la vittoria del candidato del Pt) è avvenuto in appena 1 ora e quattro minuti. Ma chi è il nuovo presidente in gonnella del paese sudamericano? Nata in una famiglia di classe medio-alta da padre bulgaro (avvocato e imprenditore) e madre brasiliana, Dilma Vana Rousseff ha alle spalle anni di militanza politica nel Partito dei Lavoratori (Pt) al fianco del suo mentore e predecessore, Luiz Inacio Luala da Silva. Ma il suo cammino verso il successo è stato tutt’altro che in discesa. Donna coraggiosa e combattiva, la giovane Dilma partecipò attivamente alla lotta contro il regime militare (1964-1985), scelta che le fece abbracciare la causa della guerriglia e della resistenza in organizzazioni come il COLINA (Comando de Libertacao Nacional) e la VAR Palmares (Vanguarda Armada Revolucionaia Palmares). Esperienze che le costarono tre anni di prigione tra il 1970 e il 1972, dove venne torturata per 22 giorni.
Ripartì da Rio Grande del Sud, dove, insieme a Carlos Araujo, suo compagno per oltre trent’anni, contribuì alla fondazione del Partido Democratico Trabalhista (PDT), per confluire poi nelle file del Partido dos Trabalhadores (PT) nel 2001. Da quattro anni è ministro della Casa Civil, una sorta di sottosegretario alla presidenza del consiglio, istituito per ‘fare pulizia’ dopo il grave scandalo di corruzione che ha investito il governo nel 2005. Ora il traguardo e compito più grande. Ma siamo certi che la coraggiosa ex guerrigliera, chiamata a raccogliere la pesante eredità di Lula dal 31 gennaio 2011, vincerà anche questa sfida.

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Michael Vittori
Michael Vittori

Consulente SEO-SEM Specialist, Copywriter, Web Marketer, Esperto Facebook Ads e Giornalista Pubblicista.

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