Firenze ‘esporta’ la sanità a Pechino

Nel Rinascimento davano lezioni di arte e letteratura a tutto il mondo. Oggi, invece, esportano il loro modello sanitario. Passano i secoli ma Firenze e la Toscana hanno sempre qualcosa da insegnare. Se ne sono accorti anche i cinesi che, per modernizzare e rendere più efficace una sanità che (inutile nasconderlo) fa acqua da tutte le parti, si sono rivolti a Toscana Promozione, alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, all’Istituto Galileo Galilei e all’Irpet, protagonisti di “Nuova opportunità di sviluppo per le relazioni economiche tra Italia e Cina: investire nell’industria della salute”, triplice incontro promosso dal “China and Italy school of police” in quel di Shangai, Chongqing e Guangzhou.
Pechino, infatti, avverte sempre più forte l’esigenza di adeguare il suo modello sanitario agli standard a cui la sta portando la sua rapida crescita economica. Pur facendo capo ad un regime comunista, la sanità cinese è tutt’altro che generosa con i suoi cittadini, poiché assicura servizi gratuiti solo ad una fascia molto ridotta della popolazione e si basa quasi esclusivamente su ospedali in cui si paga la maggior parte delle prestazioni erogate. Nei centri urbani il panorama è abbastanza confortante, ma le zone rurali versano in una situazione a dir poco critica: qui medici di famiglia, guardie mediche e una rete per l’emergenza sono ancora un sogno, mentre l’aspettativa di vita del paese è bassa rispetto alla media delle nazioni occidentali (72 anni per gli uomini e 79 per le donne, in Toscana è di 79 e 85) e la mortalità infantile è relativamente alta (18 per mille contro 2,8). Nonostante tutti questi disagi, lo stato spende troppo poco per la sanità, appena il 4,7% del PIL (contro il 7% dell’Italia): ecco i motivi che hanno scatenato il malcontento della popolazione e indotto il governo ad invertire rotta.
E’ qui che entra in scena la Toscana, già presente in territorio cinese con l’apprezzatissimo Ospedale Meyer. Secondo quanto auspicato dal triplice incontro, vari enti regionali e privati (tra cui Toscana Promozione) dovrebbero aiutare Pechino nella gestione del servizio sanitario nazionale e nella ricerca medica, fornendo al contempo attrezzature e tecnologie all’avanguardia. Una grande opportunità sia per il colosso asiatico che, come ricorda il presidente di Toscana Promozione Stefano Giovannelli, “per la sanità toscana nel suo complesso”, poiché la Cina “è uno straordinario mercato al quale possiamo offrire, fra l’altro, le nostre eccellenze nel campo della produzione e dei servizi, una non comune capacità organizzativa e gestionale e un know how di prim’ordine”.

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Michael Vittori
Michael Vittori

Consulente SEO-SEM Specialist, Copywriter, Web Marketer, Esperto Facebook Ads e Giornalista Pubblicista.

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