Proposta choc dalla Germania. Test d’intelligenza per gli immigrati

Un test d’intelligenza per tutti gli immigrati che vogliono entrare in territorio tedesco. La proposta choc che arriva dalla Germania non proviene da una nuova fazione o organizzazione di estrema destra, bensì da alcuni esponenti dei cattolicissimi e democratici Cdu e Csu, rispettivamente il partito del cancelliere Angela Merkel e dei suoi alleati bavaresi. Nonostante l’integrazione degli stranieri nel paese sia sempre più evidente e ‘felice’, come dimostra il volto multirazziale della nazionale tedesca che stiamo ammirando ai Mondiali di calcio sudafricani, il dibattito sull’immigrazione non accenna dunque a placarsi nemmeno a Berlino e dintorni. Anche se, a dir il vero, le statistiche fotografano un’altra realtà: il numero degli immigrati è in costante calo, mentre sono sempre di più le persone che lasciano la Germania. Nel 2009, infatti, gli emigrati sono stati 734.000 a fronte di 721.000 immigrati, invertendo il trend in atto dal 1985.
Alcuni esponenti dell’Unione di governo non sembrano però dar peso a queste cifre ed hanno così lanciato questa provocazione. “I motivi umanitari non debbono più essere l’unico criterio per l’immigrazione” hanno spiegato. Ancor più deciso e chiaro Peter Trapp, portavoce della politica interna della Cdu a Berlino: “Abbiamo bisogno di stabilire criteri di immigrazione che siano davvero utili al nostro Stato. E l’intelligenza è altrettanto importante quanto l’istruzione e un’adeguata qualifica professionale. Per questo sono favorevole a un test di intelligenza per gli immigrati”. Il capogruppo al Parlamento europeo della bavarese Csu, Markus Ferber, vorrebbe invece estendere questi nuovi criteri a tutta l’Unione Europea, dando vita ad una radicale revisione delle attuali politiche d’immigrazione. E per giustificarla accenna all’esempio del Canada: “È molto più avanti e pretende dai figli degli immigrati un quoziente intellettuale più elevato che per i figli dei propri cittadini. I criteri umanitari per il ricongiungimento delle famiglie non possono rimanere l’unico motivo valido per l’immigrazione”. Dichiarazioni e proponimenti che seguono di poche settimane la ‘sparata’ del socialdemocratico Thilo Sarrazin, autorevole membro della Bundesbank: “In maniera naturale, stiamo mediamente diventando più stupidi”, ha affermato, a causa degli “extracomunitari arrivati da Turchia, Medio Oriente e Africa”. Roba da non credere. Soprattutto perché queste parole provengono dalla bocca di autorevoli uomini politici e non da chicchessia. Una pericolosa deriva che è stata prontamente fermata dalla Merkel tramite il suo portavoce Cristoph Steegmans: la proposta è “segno di poca intelligenza”, mentre è “assurda” per il ministro del governo federale per l’integrazione e la migrazione, Maria Böhmer. Contrari anche i partiti dell’opposizione e il sindaco di Berlino, secondo cui la richiesta dimostra “un chiaro disprezzo nei confronti degli immigrati”.
Dalle blaterazioni di alcuni esponenti politici tedeschi si può comunque trarre un indizio utile: l’Europa ha un estremo bisogno di definire regole comuni per disciplinare i grandi flussi migratori e favorire un’effettiva integrazione. Finché ogni paese dovrà agire per proprio conto, infatti, cercherà di arrangiarsi come meglio può, stringendo le maglie, imponendo criteri di selezione e soluzioni giocoforza approssimative. Il trend, infatti, appare chiaro: in Francia si pensa ai test sulla conoscenza della lingua e dell’identità nazionale; Spagna, Grecia e Malta non si pongono minimamente il problema sparando sui barconi; l’Italia annaspa nelle sue contraddizioni e persino nell’evoluta e aperta Inghilterra si parla di tetto per gli immigrati. Ma finché non vi sarà un concerto di idee e iniziative, quel che manca all’Unione Europea per essere un organismo politico veramente efficace e reale, certe menti potranno partorire idee di questo tipo. Idee che richiedono –queste sì- un bel test di QI.

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Michael Vittori
Michael Vittori

Consulente SEO-SEM Specialist, Copywriter, Web Marketer, Esperto Facebook Ads e Giornalista Pubblicista.

Comments

  1. Ognuno a casa propria invita chi gli pare! E se non sono invitati ancora peggio!