5 domande al Ministro Romani sul decreto sulle energie rinnovabili

Il ministro per lo Sviluppo Economico Paolo RomaniL’approvazione del nuovo decreto sulle energie rinnovabili ha scatenato una marea di critiche, sia da parte delle associazioni e imprese del settore che da alcune fazioni politiche (ultima in ordine di tempo, Forza del Sud di Micciché, forza parlamentare in seno alla maggioranza).
Abbiamo allora deciso di porre alcune domande sul nuovo decreto direttamente al suo ideatore, il Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani. Un’intervista di cui attendiamo a breve le risposte.

– Il nuovo decreto sulle energie rinnovabili è stato approvato e firmato dal presidente Napolitano. Quali sono i punti cruciali e gli obiettivi principe della nuova legge? Come cambia il futuro (sin qui incerto) delle rinnovabili in Italia?

– Come da direttiva UE, il nostro paese dovrà raggiungere il traguardo del 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili. Con quali misure presenti nel decreto verrà perseguito tale obiettivo?

– Nell’agosto del 2010 nasceva il Terzo Conto Energia. Oggi, a soli tre mesi dall’entrata in vigore, viene già accantonato e messo in soffitta. Perché avete deciso di prepensionarlo?

– Tra le critiche rivolte al decreto, la più forte è quella relativa alla sospensione degli incentivi per il fotovoltaico che, secondo le associazioni del settore, mette a rischio l’esistenza stessa di molte imprese. L’opinione diffusa è che sia giusto razionalizzare gli incentivi ma non la modalità con cui sono stati regolamentati e resi nuovamente incerti. Come risponde a queste critiche?

– Dopo 10 anni di braccio di ferro, il caso del Mercure, la vecchia centrale elettrica dell’Enel del Parco del Pollino che doveva essere riconvertita a biomasse nel 2002, è ancora irrisolto. Qual è a suo avviso la soluzione auspicabile?

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Michael Vittori
Michael Vittori

Consulente SEO-SEM Specialist, Copywriter, Web Marketer, Esperto Facebook Ads e Giornalista Pubblicista.

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