Cinque domande a Stefano Rodotà in vista del Festival del Diritto

Intervista al celebre giurista Stefano Rodotà , già vice presidente della Camera e deputato al Parlamento Europeo, nonché uno dei redattori della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea ed ora presidente della Commissione scientifica dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’UE.
Cinque domande aperte in vista della terza edizione del Festival del Diritto di Piacenza (23-26 settembre) -da lui presieduto- sulle nuove diseguaglianze e sulle aspettative della manifestazione piacentina.

Ormai è tutto pronto per il Festival del Diritto di Piacenza. Quali sono gli obiettivi e aspettative di questa terza edizione che prenderà il via il prossimo 23 settembre?

– Le ‘nuove’ disuguaglianze sono il tema portante della terza edizione del Festival. Qual è, a suo avviso, la forma più pericolosa di diseguaglianza, la più ostica da combattere, nel mondo contemporaneo?

– L’accesso alla conoscenza tramite l’utilizzo di internet sarà un altro dei temi caldi del Festival. Si va sempre più diffondendo l’idea che l’accesso alle informazioni vada in qualche modo monetizzato, pena, secondo molti esperti del settore, la progressiva scomparsa del giornalismo professionistico.
Qual è il giusto compromesso fra la tutela del lavoro delle testate giornalistiche e la garanzia del mantenimento dell’accessibilità per tutti alla conoscenza?

Il celebre giurista Francesco D’Agostino, parlando del filo conduttore del Festival piacentino sulle pagine dell’Avvenire, ha asserito che nel titolo della manifestazione manca un “essenziale riferimento ontologico” che renda ragione del fatto che “l’eguaglianza è un valore e le diseguaglianze sono ‘odiose’”. In un ideale dibattito, come replicherebbe all’affermazione del suo esimio collega?

– Parlando di diritti umani, è inevitabile e doveroso soffermarsi sul caso Sakineh. Quali azioni dovrebbero intraprendere l’Unione Europea e i paesi occidentali per fermare questa barbarie? Dopo Iraq e Afghanistan, se e in che modo sarà possibile ‘trapiantare’ il seme della democrazia in regimi illiberali come quello iraniano senza ricorrere ad azioni militari?

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Michael Vittori
Michael Vittori

Consulente SEO-SEM Specialist, Copywriter, Web Marketer, Esperto Facebook Ads e Giornalista Pubblicista.

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