Santa Johanna salvatrice d’Islanda

Nel 2007 il più grosso grattacapo di ogni islandese era organizzare la vacanza a Parigi, lustrare i Suv di famiglia o comprare un secondo appartamento. Il reddito pro capite dell’isola più prospera del globo, “il paese in cui si vive meglio in assoluto” secondo l’Onu, ammontava all’astronomica cifra di 30mila euro. In 5 anni il potere d’acquisto era raddoppiato, la disoccupazione era ferma ad un misero 1%, l’inflazione al 5. Ma si trattava di un successo tanto sorprendente e fulmineo quanto instabile e fugace: il boom nascondeva falle pari a 160mila euro per abitante, un’enormità. Le tre banche principali avevano infatti accumulato un debito all’estero 10 volte superiore al Pil nazionale. Nell’autunno 2008 è arrivata inevitabile la bancarotta, e con essa i guai. La disoccupazione è lievitata al 15%, il reddito pro capite è crollato del 50%; Inghilterra e Olanda hanno iniziato a far pressione su Reykjavik per riavere il denaro con cui avevano risarcito i propri risparmiatori,  defraudati dei cospicui investimenti fatti nel sistema bancario islandese. Un intero paese diviene improvvisamente condannato al pignoramento e il suo ingresso nell’UE, fissato per il 2011, rischia di saltare. Al pari di una qualsiasi nazione del terzo mondo, l’Islanda inizia a sbarcare il lunario soltanto grazie al prestito del Fondo Monetario Internazionale. La tigre boreale ha smesso di ruggire e si lecca le ferite.

E’ nel momento più buio della storia isolana che entra in scena Johanna Sigurdardottir, la “donna del destino”. Un’ex hostess di Island Air (vi ha lavorato dal 1962 al ’71), entrata in politica in punta di piedi nel ’78, che ha sempre remato controcorrente. Contro tutto e tutti. A partire dalla sua unione ufficiale (rito civile) con la scrittrice e giornalista Jonina Leosdottir, datata 2002, che sette anni dopo le ‘regalerà’ un invidiabile primato: diventare il primo capo di governo dichiaratamente omosessuale della storia. Johanna, mentre i ‘predatori’ speculavano e cavalcavano entusiasti l’onda buona, si occupava dei giovani disoccupati, di chi non possedeva un Suv, dei pescatori derubati dagli armatori. Una paladina dei più deboli che, a costo di rimanere ai margini dei giochi di potere, non si è mai sporcata le mani, non ha fatto dell’arrivismo il suo credo e ha evitato qualsiasi scorciatoia di palazzo. Con dedizione e pazienza, prima è diventata deputato, poi Ministro degli Affari Sociali, infine leader dei socialdemocratici. Il 18 gennaio 2009 il governo conservatore di Haarde si è dimesso sotto la pressione delle proteste popolari e il 26 aprile è stata eletta a furor di popolo a capo di una coalizione “rosso-verde” per rimettere in sesto il ‘paradiso perduto’. Oggi è lei a raccogliere i cocci dell’ex miracolo islandese.

Unica politica amata da un popolo nauseato dalla sua classe dirigente, è stata chiamata per scovare e punire i responsabili del crack (“i turbocapitalisti con eccesso di testosterone”, come a lei piace definirli, alcuni dei quali sono spariti all’estero) e far tabula rasa della cosiddetta nomenclatura. Le sue decisioni impopolari, i suoi tagli – come quello alla cultura (-35%), il vero asset di un paese che vanta 400 scrittori e non ha mai conosciuto la parola analfabetismo – non sono invisi, anzi. Johanna è la “donna del destino” per i suoi sostenitori ma anche per gli oppositori, per gli artisti e i pescatori. Soltanto il suo repulisti potrà salvare la “generazione carina” di musicisti e cantanti capeggiata da Bjork, abituata ad esibirsi negli innumerevoli concerti e spettacoli che animavano la “swinging Reykjavik”. Solo il suo occhio vigile potrà finalmente tutelare i pescatori, stretti in una letale morsa tra un mare sempre meno ricco di merluzzo (-36% rispetto all’anno precedente) e i raider truffatori che si spartiscono le loro quote. Solo lei, la regina di ghiaccio, l’incorruttibile, può insegnare il “modo femminile di stare sul mercato e in politica, lontano dall’avventura” e riportare sulla retta via l’ex isola felice.

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Michael Vittori
Michael Vittori

Consulente SEO-SEM Specialist, Copywriter, Web Marketer, Esperto Facebook Ads e Giornalista Pubblicista.

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