Nigeria e Filippine, Natale di sangue

Gli scontri religiosi mietono ancora una volta vittime in Nigeria e Filippine. E’ stato un Natale di sangue, quello del paese africano e dell’arcipelago asiatico. Nella città di Jos, capitale dello stato centrale di Plateau, una nuova escalation di violenze ha causato la morte di più di 30 persone. Alla vigilia di Natale sette bombe hanno fatto 32 morti e 72 feriti, mentre gli scontri tra cristiani e musulmani si sono protratti fino a Santo Stefano. Nel nord-est del paese, invece, durante le messe natalizie sono stati uccisi un sacerdote e cinque fedeli nell’assalto a tre chiese di Maiduguri. Violenze senza fine a cui il vicepresidente Namadi Sambo tenterà di porre un freno recandosi nei prossimi giorni a Jos. Nell’isola di Jolo (Filippine), Abu Sayyaf, un gruppo estremista legato ad Al Qaeda, ha colpito ancora, facendo esplodere una bomba sul tetto di una chiesa cattolica e ferendo il sacerdote e cinque fedeli. Rimangono dunque inascoltati gli appelli di Benedetto XVI, che ha manifestato “grande tristezza per l’attentato in una chiesa cattolica nelle Filippine, mentre si celebravano i riti del giorno di Natale, come pure l’attacco a chiese cristiane in Nigeria”. “In questo tempo del Santo Natale – ha aggiunto il Papa – il desiderio e l’invocazione del dono della pace si sono fatti ancora più intensi. Ma il nostro mondo continua ad essere segnato dalla violenza, specialmente contro i discepoli di Cristo”.

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Michael Vittori
Michael Vittori

Consulente SEO-SEM Specialist, Copywriter, Web Marketer, Esperto Facebook Ads e Giornalista Pubblicista.

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