Nuova C4. Citroen all’assalto del segmento C

Dopo il successo riscosso con DS3, Citroen tenta il colpaccio. Prova a sfondare nel segmento C, quello che da sempre determina successi e insuccessi di una casa automobilistica. E lo fa rilanciando alla grande, sei anni dopo la prima uscita, C4. Una berlina classica a 5 porte che dal prossimo autunno (la presentazione ufficiale è prevista al Salone di Parigi del 2-17 ottobre) manderà in pensione la versione precedente e sfiderà Golf e le altre regine del settore.

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Citroen sfrutta dunque l’onda ‘buona’ del successo commerciale e del ritorno d’immagine derivato dai successi nel rally della prima C4 per presentare la seconda generazione. La nuova berlina ricalca l’ultimo corso stilistico inaugurato dal marchio del Double Chevron: è infatti facile notare somiglianze con la DS3 nella distribuzione dei volumi, così come scorgere ovunque punti di contatto con C5 e C3. Il muso, invece, richiama quello della rivale Opel Astra. Rispetto alla vecchia versione, aumentano leggermente le dimensioni; incremento volto a favorire il comfort di autista e passeggeri: 4,33 m di lunghezza (+5 cm), 1,79 m di larghezza (+2 cm) e 1,49 m d’altezza (+3 cm).

D’altronde, il comfort è volutamente il punto di forza della berlina francese. Gli interni saranno infatti disponibili con materiali di prima qualità, ma saranno soprattutto gli equipaggiamenti, decisamente poco usuali per una vettura del segmento C, a lasciarvi a bocca aperta. La carrellata inizia con i sedili anteriori con regolazione lombare elettrica e funzione “massaggio” (che lusso!), per passare alla personalizzazione completa dell’ambiente: potrete modificare a vostro piacimento la tonalità della strumentazione, i segnali acustici polifonici e l’intensità della climatizzazione. Per il capitolo sicurezza, C4 non vi farà mancare nulla con dispositivi elettronici d’avanguardia quali l’avviso di superamento involontario delle linee di carreggiata (ASL), il regolatore e limitatore di velocità con memorizzazione, l’assistente al parcheggio Easy Parking System, il sistema di sorveglianza del cosiddetto angolo morto e fari bi-xeno adattivi. A tutto questo si aggiunge un bagagliaio ai vertici della categoria, con una capienza di 408 litri. Insomma, una vera e propria ‘premium’ che ha non bisogno di attendere la futura DS4 per essere definita tale.

Per conoscere quali propulsori spingeranno la nuova vettura francese dovremo invece attendere ancora un po’. Quel che è certo è che il turbodiesel reciterà la parte del leone e che C4 farà rima con ecologia. Sin dal lancio ufficiale, infatti, saranno disponibili le versioni microibride denominate e-HDi, dotate di start/stop e cambio manuale pilotato a 6 rapporti. Inizialmente, queste auto emetteranno appena 109 g/km di CO2, ma l’obiettivo futuro del marchio transalpino si assesta addirittura sui 99g/km. Per risparmiare ulteriore CO2 e carburante, su tutte le nuove C4 sono stati montati pneumatici Michelin Energy a bassa resistenza al rotolamento (- 5 g/km di CO2 e -0,2l di carburante ogni 100 km) e si è fatto uso per il 15% della massa complessiva di materiali riciclati: le modanature sono costituite di poliammide, mentre il supporto della griglia alla base del parabrezza è stato realizzato con polipropilene.
Con la seconda generazione si può tranquillamente affermare che Citroen ha pensato di sfruttare al massimo le potenzialità commerciali della sua berlina a discapito della verve agonistica mostrata in pista. Nonostante i grandi successi riscossi nel mondiale di rally (il plurititolato francese Sebastian Loeb è il re incontrastato del WRC da sei anni, i primi tre trascorsi al volante della XSara, i restanti sulla C4), C4 verrà soppiantata a partire dalla prossima stagione da DS3. Ma se il risultato sarà identico a quello del precedente passaggio di testimone, i tifosi del Double Chevron possono dormire sonni tranquilli.

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Michael Vittori
Michael Vittori

Consulente SEO-SEM Specialist, Copywriter, Web Marketer, Esperto Facebook Ads e Giornalista Pubblicista.

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