Permessi temporanei ai profughi, l’UE boccia l’Italia

profughi a lampedusaDoccia gelata da Lussemburgo. I ministri degli Interni dell’Unione Europea bocciano la direttiva italiana sulla protezione temporanea per gli sfollati dai Paesi del Nord Africa. La forte pressione migratoria a cui le nostre coste sono quotidianamente sottoposte ormai da mesi, frutto della guerra in Libia e delle rivolte nei paesi del Maghreb, non è tale, sia per la Commissaria per gli Affari Interni Cecilia Malmstrom che per la maggioranza dei ministri UE, da far scattare l’attivazione della direttiva 55/2001. Ovvero, la normativa che prevede “la protezione temporanea nei paesi membri di sfollati da situazioni di conflitto o da luoghi dove si manifesta una violazione massiccia dei diritti umani” e che scavalca in via eccezionale le direttive del Trattato di Schengen. L’UE, quindi, sposa la linea francese, che nei giorni precedenti aveva annunciato la chiusura delle frontiere. “Continueremo a rimandare in Italia gli immigrati tunisini che vengono in Francia senza rispettare le regole della convenzione di Schengen“, ha infatti ribadito il ministro dell’Interno transalpino Claude Gueant.
Durissima la reazione di Maroni di fronte al veto europeo: “E’ passata la linea secondo cui l’Italia deve fare da sola. Mi chiedo se ha senso rimanere nell’Unione Europea. Meglio soli che male accompagnati“. E ancora: “La riunione si è conclusa con un documento, sul quale c’è stata la mia astensione, che non prevede alcuna misura concreta. Noi, quando c’è stato bisogno, abbiamo espresso la nostra solidarietà verso la Grecia, l’Irlanda e il Portogallo. Ma a noi, in questa situazione di grave emergenza, è stato detto ‘cara Italia, sono affari tuoi e devi fare da sola’. L’Unione Europea è un’istituzione che si attiva subito solo per salvare banche e per dichiarare guerre, ma quando si tratta di esprimere solidarietà a un Paese come l’Italia, si nasconde“. La replica arriva dalla Germania e dal suo ministro Hans-Peter Friedrich: “L’Italia sta infrangendo lo spirito dell’accordo di Schengen. La solidarietà in Europa deve essere applicata quando un Paese è veramente colpito da un fenomeno di immigrazione di massa. Questo non è il caso dell’Italia in questo momento“.
Dopo lo scambio di opinioni poco amichevole con il vicino d’Oltrealpe, l’Italia si ritrova ora ai ferri corti anche con l’UE. Un fastidioso e frustrante senso di abbandono di fronte alla questione immigrazione provato anche da Frattini (“L’Europa resti con il suo egoismo. Noi troveremo altre soluzioni”) e dal premier Berlusconi, entrambi solidali con la linea espressa da Maroni.
Ma l’Unione non sente ragioni e, pur sottolineando come non spetti alla Commissione Europea “il compito di dare consigli all’Italia su come gestire il flusso di immigrati“, ricorda che comunque sta facendo la sua parte, dando assistenza e mettendo a disposizione “stanziamenti e fondi strutturali che possono essere utilizzati a Lampedusa“. Perciò, il nostro paese ha “tutti i diritti e i titoli” per concedere permessi di soggiorno temporanei ai profughi, ma non verrà fatta alcuna eccezione per i vincoli previsti da Schengen. Nel frattempo, gli sbarchi a Lampedusa proseguono senza sosta, e la situazione si fa sempre più critica. L’Europa chiude la porta, ma per quanto?

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Michael Vittori
Michael Vittori

Consulente SEO-SEM Specialist, Copywriter, Web Marketer, Esperto Facebook Ads e Giornalista Pubblicista.

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