Primo Maggio di musica e speranza a Rosarno

Musica, danze e balli per voltare pagina. Per favorire l’incontro e dimenticare lo scontro. Per far sì che la vergogna quotidiana di una terra controllata e vessata dalla ‘ndrangheta‘ non sia più triste consuetudine. Bianchi e neri, calabresi e africani, lavoratori e disoccupati, tutti uniti per dire no alla mafia e urlare lo slogan “Lavoro, legalità, solidarietà“.
E’ stato un 1° maggio particolare, più che mai sentito, quello di Rosarno. Nel teatro dei violenti disordini che, quattro mesi fa, hanno scosso l’Italia intera e l’opinione pubblica internazionale, a pochi passi dai tuguri in cui i braccianti africani erano costretti a vivere con pochi spiccioli al giorno, la Festa dei lavoratori ritrova la sua dimensione più autentica, fondendosi con la lotta alla criminalità organizzata e recuperando i valori enunciati dall’articolo 1 della nostra Costituzione. Principi su cui anche il Presidente Giorgio Napolitano, tornando con la memoria ai fattacci di gennaio, ha messo l’accento nel suo intervento dal Quirinale: “I fenomeni di sfruttamento schiavistico del lavoro degli immigrati, di ostentata e violenta illegalità a fini di manipolazione del mercato del lavoro sono intollerabili in un paese civile, intollerabili nell’Italia democratica, e vanno stroncati con ogni energia. Nessuna situazione di difficile controllo dell’immigrazione può giustificare violazioni evidenti delle leggi e dei diritti dei lavoratori. Tanto meno può giustificarle anche la più critica delle congiunture economiche. L’articolo 1 -prosegue il capo di Stato- non è un residuato post-bellico di singolare marca italiana. Quel valore è la chiave dell’economia sociale di mercato cui la più recente e attuale Carta di principi dell’UE ancora il progetto dell’Europa unita“. Il presidente della Repubblica ha poi espresso grave preoccupazione per i “fenomeni di instabilità finanziaria che stanno scuotendo l’Euro e l’Unione europea” e la “mancata soluzione dei problemi di assetto del sistema finanziario mondiale” che potrebbero portare ad una ripresa “senza occupazione“.

A Rosarno, invece, dopo la manifestazione del mattino con il comizio dei segretari generali di CGIL-CISL e UIL, ha preso la parola la musica, impareggiabile veicolo di solidarietà, comunicazione e integrazione. Grandi artisti come Edoardo Bennato, Bachir Gareche, Baba Sissoko, Kalavria, Quartaumentata, Mattanza, Invece, Mimmo Cavallaro, Cataldo Perri, Nino Forestieri, Giovanni Block, Roberta Cartisano, Nino Quaranta, preceduti dai Savant, band di musicisti di Rosarno, hanno allietato i 15mila partecipanti (cifra stimata dagli organizzatori) al concertone, ricordando il grande fermento musicale della regione, prezioso mix di influenze diverse: araba, africana e, ovviamente, italiana. Il ‘potere integrativo’ delle note, dunque, contro lavoro nero, mafie, razzismo e sfruttamento degli immigrati, in un Primo Maggio che vuole segnare “il riscatto” di Rosarno, diventata per quest’anno l’epicentro nazionale della Festa dei lavoratori di un Sud che non vuole chinare la testa di fronte a mille difficoltà e chiede a gran voce l’attenzione di uno Stato troppo spesso assente. Perché l’esempio degli Impastato, Valarioti e della vergogna delle baraccopoli della Rognetta non sia stato vano, perché i 31 arresti dei giorni scorsi per sfruttamento della manodopera agricola straniera sia solo l’inizio. Segnali forti di un piccolo centro che non vuole passare alla storia come onta nazionale, e che “non è affatto razzista”, come sottolinea il segretario provinciale della Uil Pino Zito, dato che “l’emergenza era da tempo evidente a tutti: purtroppo al sud accadono queste discrasie che poi generano conflitti. I sindacati sono sempre dalla parte della legalità“. “I sindacati -gli fa eco il collega della CGIL Francesco Alì intendono la festa del lavoro come un momento lungo un anno, e ritengono necessario favorire l’integrazione tra immigrati e residenti, prendendo da loro le migliori espressioni dalla musica allo sport“.  Un timido raggio di sole brilla su Rosarno in questo Primo Maggio di festa e buoni propositi, sperando che nuovi nubi non lo oscurino troppo in fretta e che alle parole seguano i fatti.

Commenta

Michael Vittori
Michael Vittori

Consulente SEO-SEM Specialist, Copywriter, Web Marketer, Esperto Facebook Ads e Giornalista Pubblicista.

Comments are closed.