Rc Auto “gonfiata” per rumeni e marocchini

Sei rumeno? Mi dispiace, l’Rc auto per te costa di più. Sembrerebbe uno scherzo di cattivo gusto, ma purtroppo non è così. E’ il cosiddetto “rischio etnico” che molte compagnie assicurative applicano alle loro polizze. Tradotto: se sei romeno, marocchino, o comunque originario di un paese extracomunitario dal forte flusso migratorio (per uno statunitense, ad esempio, questa regola non vale), sei più inaffidabile al volante. Quindi paghi di più, mediamente del 20%. Un dato sconcertante emerso dalle giustificate lamentele di alcuni cittadini rumeni residenti in Italia e da uno studio comparativo sui vari premi di assicurazione. Tante, troppe le compagnie nostrane che applicano questa maggiorazione. Basta far una verifica chiedendo un preventivo on-line. Per un uomo residente a Roma, nato il 24 febbraio 1973, operaio dipendente del settore privato con auto a benzina da 73 kw immatricolata a febbraio del 2000, il premio annuale ammonta a 1.962,58 euro. Questo se la cittadinanza è italiana. Ma se i dati rimangono invariati e si cambia soltanto la cittadinanza del contraente, le cose cambiano. Radicalmente. Se sei rumeno, infatti, il premio sale a 2.257,50 euro. Ergo, 295 euro in più. E’ sufficiente far un’altra prova per capire che non si tratta di una spiacevole casualità. Stavolta il contraente è un uomo single di Roma di 33 anni, operaio diplomato, possessore di una Fiat 500 C1.2 Lounge benzina immatricolata lo scorso gennaio. Valore dichiarato: 10.000 euro. La solfa è la stessa, il preventivo varia a seconda della nazionalità indicata: 1.040,76 euro se il contraente è italiano, 1.040,76 euro per uno statunitense, 1.251,14 euro per un romeno, idem per un marocchino.

Certo, non tutte le compagnie applicano il “rischio etnico”, ma lo sconcerto per questa prassi rimane. Secondo Ivano Daelli di Altroconsumo, una delle maggiori associazioni di consumatori, “in base alla liberalizzazione del ’94 ogni compagnia ha diritto di applicare proprie tariffe, depositandole all’Isvap. La compagnia dunque può anche tariffare in modo diverso in base a una nazionalità, considerandola a maggior rischio. Il cliente deve allora affidarsi alla libera concorrenza”. L’Ania, Associazione nazionale tra le assicurazioni, sostiene invece che “non ha né può avere i criteri di personalizzazione tariffaria delle rc auto”, mentre l’Isvap (l’ente che vigila sulle compagnie assicurative) si trincera in un imbarazzante silenzio. Insomma, rimane da stabilire se le “tariffe etniche” sono legali dal punto di vista strettamente normativo. Ma non vi è dubbio che si tratti di una “grave diseguaglianza”, come sottolinea l’avvocato Marco Paggi dell’Asgi (Associazione di studi giuridici sull’immigrazione), dato che “l’articolo 43 del Testo unico sull’immigrazione considera discriminatorio l’accesso differenziato a un servizio, in base alla semplice nazionalità del richiedente”. Un ragionamento che non fa piega. Ovviamente i rumeni non ci stanno. E affidano le loro rimostranze al presidente dell’Associazione romeni in Italia Eugen Terteleac, che definisce queste maggiorazioni “una palese diseguaglianza” e annuncia battaglia per debellare questo malcostume.

Commenta

Michael Vittori
Michael Vittori

Consulente SEO-SEM Specialist, Copywriter, Web Marketer, Esperto Facebook Ads e Giornalista Pubblicista.

Comments are closed.