Quando parare i rigori è una questione di famiglia

 

Francesco Rossini in azione

Rimini– Parare rigori non è affare per tutti. E’ un arte in cui si fondono istinto, esplosività, acuta osservazione del rigorista di turno. Spesso però è anche questione di Dna. Tutti, non solo gli aficionados del Cavalluccio, ricorderanno l’indimenticabile debutto di Andrea Rossini: l’allora 17enne numero uno bianconero, in un Cesena- Bologna del 29 settembre 2007, ipnotizzò uno specialista come Adailton, mandando in estasi il popolo del Manuzzi. Sapete chi è il mentore e maestro dell’attuale portiere del Foligno? Il fratello maggiore Francesco, 29enne pararigori del Corpolò, club di Prima categoria. “Ogni lunedì ci alleniamo insieme per sviluppare l’esplosività –racconta– Per bloccare un rigore non basta l’istinto, bisogna anche arrivare sul pallone. Andrea segue i miei consigli ed entrambi stiamo ottenendo grandi risultati”.

Cinque su sei– I fratelli Rossini hanno ereditato la passione dal padre, ex Primavera dell’Ancona. E se il più piccolo dei due è un baby fenomeno, anche Francesco non scherza. Sei si sono presentati al suo cospetto dagli 11 metri, soltanto uno ne è uscito vincitore. Il “gatto di Corpolò” ha domato, ultimo in ordine di tempo, il Re Leone Sossio Aruta (Santa Giustina), ed ha strozzato l’urlo in gola anche ad un bomber navigato come l’eterno Casadei Parlanti (Perticara). Insomma, il numero uno giallorosso è un vero e proprio incubo per i rigoristi del suo campionato: “Il trucco consiste nell’aspettare l’ultimo istante per buttarsi –rivela–  In Prima, riesci sempre a capire se l’attaccante incrocerà o meno il tiro. Nelle categorie superiori, invece, devi affidarti di più all’istinto, perché i rigoristi sono più abili”. L’ex Morciano, Savignanese e Sant’Ermete è tornato quindi alla grande dopo un anno di volontario stop. E’ ripartito dalla Prima categoria, dallo “splendido ambiente” di Corpolò, società che “ringrazierò sempre per avermi dato la possibilità di rimettermi in gioco”. Visto il rendimento da record ottenuto con gli allenamenti del fido e inseparabile preparatore Roberto Veroli, il suo futuro potrebbe essere su palcoscenici più importanti: “Mi piacerebbe tornare a giocare in Promozione. Preferibilmente con indosso la casacca giallorossa. Il prossimo anno vorrei festeggiare il salto di categoria con questa squadra”.

Obiettivo salvezza– Prima però c’è una salvezza da conquistare. Dopo le dolorose dimissioni dello storico mister Pari ed un inizio difficile, i giallorossi sembrano aver imboccato la strada giusta, avendo raccolto cinque punti nelle ultime tre uscite. Ora sono quattro le formazioni messe alle spalle, ma la strada verso la permanenza in Prima è ancora lunga: “Con il nuovo modulo 3-5-2 abbiamo trovato l’equilibrio. La maggior parte dei giocatori era debuttante in questo campionato, perciò era lecito aspettarsi qualche difficoltà. Adesso però siamo in costante crescita. Dobbiamo conquistare altri 20 punti per raggiungere la quota salvezza ed evitare i play-out”. Con un angelo custode che porta in dote miracoli (e tanti punti), tutto è possibile. Anche se, alla lunga, vestire i panni di superman può risultare faticoso: “Spero non ci fischino più rigori contro –sorride il numero uno santarcangiolese- siamo la squadra che ne ha subiti di più…”.

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Michael Vittori
Michael Vittori

Consulente SEO-SEM Specialist, Copywriter, Web Marketer, Esperto Facebook Ads e Giornalista Pubblicista.

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