Serbia, l’ingresso nell’UE si avvicina

Belgrado si avvicina all’Europa. Dopo una lunga fase di stallo, lo scorso 25 ottobre i 27 ministri degli esteri dei paesi appartenenti all’UE hanno sbloccato la domanda di adesione della Serbia, che potrà ora passare all’esame della Commissione europea.
Un importantissimo passo in avanti nel negoziato tra Bruxelles e Belgrado che rimane però condizionato, come da approvata richiesta olandese, ai progressi nella cooperazione del governo serbo con il Tribunale internazionale dell’Aja. Il Tpi, infatti, vuole avvalersi dell’indispensabile collaborazione di Belgrado per arrivare all’arresto di tutti i criminali di guerra latitanti, in particolare dell’ex generale serbo-bosniaco, Ratko Mladic, e dell’ex leader politico serbo-croato, Goran Hadzic, accusati di crimini contro l’umanità e genocidi. Se il grado di cooperazione sarà giudicato soddisfacente all’unanimità, è ragionevole pensare che nell’arco di un anno Belgrado coronerà il suo sogno: ottenere lo status di Paese candidato UE, l’ultimo passo verso il definitivo ingresso nell’Unione.
Commenti soddisfati dalla Farnesina, secondo cui la decisione dei 27 rappresenta un «giusto segnale» che arriva «al momento giusto per la Serbia e l’intera regione balcanica». Un «segnale concreto – proseguono le fonti ufficiali – per la prospettiva europea di un paese che l’Italia e il ministro Frattini, con il suo impegno personale, hanno fortemente incoraggiato».

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Michael Vittori
Michael Vittori

Consulente SEO-SEM Specialist, Copywriter, Web Marketer, Esperto Facebook Ads e Giornalista Pubblicista.

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