L’UE boccia il reato di clandestinità

corte di giustizia dell'UELa clandestinità non è punibile come reato. Lo ha stabilito lo scorso 28 aprile la Corte di Giustizia dell’UE con una sentenza che boccia il reato di clandestinità, punibile con la reclusione da uno a quattro anni, introdotto nell’ordinamento italiano nel 2009 con il cosiddetto “pacchetto sicurezza“. Una norma che, spiegano i giudici europei, cozza con la direttiva UE sui rimpatri degli irregolari, la cui prerogativa più importante è garantire che la legislazione stessa venga interpretata e applicata in modo uniforme in tutti i paesi dell’Unione.
La Corte del Lussemburgo è stata chiamata in causa da Hassen El Dridi, algerino condannato a fine 2010 ad un anno di reclusione dal tribunale di Trento per non aver rispettato l’ordine di espulsione. Sentenza che El Dridi ha impugnato presso la Corte d’Appello di Trento, da cui è partita la richiesta alla Corte di Giustizia per stabilire se la legge italiana fosse o meno in contrasto con la direttiva UE sul rimpatrio dei cittadini irregolari. El Dridi, dunque, ha vinto la sua personale battaglia, dato che, come si legge nella sentenza, “gli Stati membri non possono introdurre, al fine di ovviare all’insuccesso delle misure coercitive adottate per procedere all’allontanamento coattivo, una pena detentiva, come quella prevista dalla normativa nazionale in discussione, solo perché un cittadino di un paese terzo, dopo che gli è stato notificato un ordine di lasciare il territorio nazionale e il termine impartito con tale ordine è scaduto, permane in maniera irregolare su detto territorio“. Le conseguenze saranno immediate ed avranno effetto non solo per El Dridi, ma per tutti i clandestini presenti sul nostro territorio: il giudice italiano dovrà “disapplicare ogni disposizione nazionale contraria alla direttiva e tenere conto del principio dell’applicazione retroattiva della pena più mite“.
In tema di rimpatri, quindi, la Corte riafferma come gli Stati membri non possano applicare regole più severe di quelle previste dalle procedure europee, ovvero “l’allontanamento coattivo dopo 30 giorni dalla decisione di rimpatrio” con l’adozione delle “misure meno coercitive possibili”.
Dunque, dopo che le nostrane Corte costituzionale e Cassazione avevano rilevato come “punire con la detenzione il mancato allontanamento del migrante fosse una misura sproporzionata e inutile“, l’Unione manda in pensione anticipata il discusso reato di clandestinità. Soddisfatti l’Unhcr e Oliviero Forti, responsabile nazionale immigrazione della Caritas, che auspicano una pronta applicazione della direttiva, “poiché stabilisce in modo chiaro le modalità di allontanamento dei migranti irregolari e ribadisce l’inderogabilità del principio del non respingimento per richiedenti asilo e rifugiati“.
Di ben altro parere il ministro dell’Interno Roberto Maroni, a dir poco “indoddisfatto” per il verdetto dell’UE. “Ci sono altri Paesi europei che prevedono il reato di clandestinità e non sono stati censurati” ha dichiarato in prima battuta il ministro, commentando poi più approfonditamente il verdetto della Corte. “L’eliminazione del reato, accoppiata alla direttiva europea sui rimpatri, rischia di fatto di rendere impossibili le espulsioni, trasformandole solo in intimazione ad abbandonare il territorio nazionale entro sette giorni – spiega – Questo rende assolutamente inefficaci le politiche di contrasto all’immigrazione clandestina“. Maroni, dunque, non si arrende, e annuncia che si riserverà di “valutare le conseguenze di questa sentenza e vedere come porvi rimedio“. L’intenzione è di “continuare con le espulsioni” soprattutto con la Tunisia, dove l’accordo sta portando buoni frutti.
La bocciatura, agli occhi del ministro, ribadisce ancora una volta la distanza dell’Europa dall’Italia. “L’Italia è in Europa, occorre che le istituzioni europee si rendano conto che, se si rende più difficile l’espulsione dei clandestini, non è un problema solamente nostro ma di tutta l’Unione“.

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Michael Vittori
Michael Vittori

Consulente SEO-SEM Specialist, Copywriter, Web Marketer, Esperto Facebook Ads e Giornalista Pubblicista.

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