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R8 GT, l’Audi più estrema di sempre. A richiesta soltanto per 333 eletti

maggio 13, 2010  |  Audi, Motori No Comments
 
333. Nel segno del tre, saranno ben pochi a poter assaporare il brivido estremo offerto da R8 GT, l’Audi più veloce e prestante di sempre. La casa tedesca lancia nuovamente il suo guanto di sfida in un terreno di caccia battuto da pochi anni (la prima R8 risale al 2007), quello delle supercar. Un segmento dove la concorrenza delle varie Ferrari 458 Italia, Porsche 911 GT3 e Lamborghini LP570-4 Superleggera, mostri sacri della velocità, è veramente spietata. Ma il marchio di Ingolstadt ha dimostrato di non essere da meno, prima ottenendo eccellenti risultati (anche nelle competizioni sportive) con la R8, ora prendendo spunto proprio dalla ‘leggerina’ di Sant’Agata Bolognese: in primis sottoponendo la sua due posti ad una dieta ferrea (100 kg in meno rispetto alla versione precedente), poi aggiungendo potenza al propulsore (560 cv, 35 in più). Il rapporto peso-potenza è così passato da 3,70 a 2,72 kg/CV, permettendo al nuovo bolide tedesco di arrivare, in un ideale confronto ravvicinato, ad un’incollatura dalla cugina Lamborghini, per l’esattezza ad un paio di decimi in accelerazione e 5 km/h in velocità: 320 km/h di punta massima, sprint da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi e da 0 a 200 in 10,8.

Guarda il VIDEO della nuova RB GT

Tanto carbonio- La strategia messa in campo è dunque lo stessa. Il segreto dell’alleggerimento risiede infatti anche qui nell’ampio utilizzo della fibra di carbonio (ASF, Audi Space Frame) per la realizzazione della scocca e del magnesio per il supporto motore. Le finestre laterali e posteriori ‘calano’ invece per merito del policarbonato (-9 kg). Bel dimagrimento pure per freni (-5 kg), batteria (-9,4 kg) e rivestimenti interni (-7,9 kg). Interni in cui, in nome della ‘dieta’ imposta alla vettura, dominano sempre carbonio e alluminio, elementi con cui sono state realizzate plancia e leva del cambio.
Anche il design è influenzato dall’aerodinamica e dalle esigenze di leggerezza, deportanza e relativa stabilità del retrotreno, quest’ultima resa ottimale da uno spoiler fisso posteriore (indovinate di che lega è composto? carbonio ovviamente). Le linee sono aggressive, fortemente sportive, così come il caratterizzante frontale che presenta gruppi ottici Full LED, griglia centrale e baffi in carbonio per la canalizzazione dei flussi. R8 GT è disponibile in quattro tinte diverse: Samoa Orange metallizzato, Suzuka Gray metallizzato, Ice Silver metallizzato e Phantom Black perla.

Più sportiva che mai- Tornando al motore, è lecito dire che si avvicina tantissimo al propulsore della “vecchia” Gallardo con i suoi 560 CV e 540 Nm (+10Nm) a 6.500 gir/min con limitatore a 8.700 giri/min. Le prestazioni d’avanguardia, però, non si ottengono solamente scaricando sull’asfalto l’aggressività di centinaia di cavalli. Ecco perché aerodinamica e autotelaio sono stati appesantiti con un maggior carico, fornito da ali e profili più sofisticati. Il risultato? Cx inalterato e tenuta di strada ulteriormente migliorata, grazie anche alle nuove sospensioni che presentano un camber più marcato ed un dispositivo che consente di abbassare l’assetto di 10 mm. Ancora più veloce il tiptronic a 6 rapporti che cambia in un battito di ciglia (meno di un decimo di secondo). Nessuna modifica rilevante, invece, per la trasmissione a trazione integrale permanente che, in condizioni normali, trasmette l’85% della coppia alle ruote posteriori. Un grande controllo dinamico del mezzo è favorito anche dalle enormi gomme Cup con mescola ad alte prestazioni – 235/35 R19 anteriori e 295/30R19 o 305/30R19 posteriori; opzionale un set di semislick -, i quali racchiudono freni carbo-ceramici con pinze in rosso anodizzato.
A richiesta- Un’auto più da pista che da strada, insomma. Un vero e proprio gioiello che, visti i 193mila euro di listino, sarà la “quattro anelli” più costosa di sempre. E pensare che la R8 GT è nata soltanto grazie all’incessante pressing portato da una nicchia d’élite di clienti Audi: la realizzazione del bolide non rientrava nei piani della casa, ma di fronte alla richiesta di una nuova e autentica supercar, i vertici di Ingolstadt hanno ceduto, regalando loro questa vettura ad edizione limitata. Per la gioia di 333 fortunati.
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Nuova A8, la risposta di Audi

febbraio 16, 2010  |  Audi, Berlina, Motori No Comments
 

La nuova Audi A8

La berlina più sportiva nel segmento del lusso”. Con questo roboante proclama, il presidente del CDA di
Audi, Rupert Stadler, ha presentato la nuova versione di A8. Frase che solitamente suona più come slogan che come assunto veritiero, ma la nuova vettura tedesca, svelata in anteprima a Miami il 30 novembre scorso e presentata tra le succose novità del Salone di Detroit (11-24 gennaio), sembra non tradire tali importanti aspettative. Anche perché è la vera (e, a dir il vero, un pò tardiva) risposta della casa dei quattro anelli alle connazionali Mercedes S e Bmw serie 7 sul piano della sportività. Ergo, vietato fallire.

Dinamismo- La nuova A8 è decisamente più slanciata, filante e dinamica dell’ammiraglia che manda in pensione. Dinamismo conferitole dal design e da una scocca –in alluminio ASF come vuole la tradizione del marchio da 15 anni- ulteriormente alleggerita per compensare le dimensioni maggiori (77 mm in più di lunghezza, 59 mm in larghezza, 20 mm in altezza) rispetto al modello precedente. D’altronde, se non fosse per queste dimensioni imponenti, la calandra “single frame” e le nuove luci posteriori (a richiesta completamente in tecnologia led come nella R8) potreste confondere le forme di questa A8 con quelle di una A4, il tutto in onore al “family feeling”
Audi.

Tecnologia- Altri elementi depongono a favore dell’apparentemente pretestuosa affermazione del numero uno della casa di Ingolstadt. Su tutti, il nuovo cambio tiptronic a otto rapporti con bilancieri al volante: oltre a gestire le modalità di guida D (normale) e S (sport), può lavorare interloquendo con il sistema di navigazione (optional) che integra le informazioni sui raggi di curvatura delle strade che si stanno percorrendo nei dati di gestione della strategia di cambiata. Ancora interazione tra sistema di navigazione e, questa volta, i fari: all’ingresso in autostrada, grazie al sistema “adaptive light”, i proiettori allungano automaticamente il fascio d’illuminazione, mentre durante le svolte si adattano al raggio di curvatura. Ma non finisce qui. Con il sistema “all-weather”, i fari si adeguano anche alle condizioni meteo, sostituendo i vecchi fendinebbia. Al posto di quest’ultimi sono stati collocati i sensori ruota dell’“adaptive cruise control” con funzione Stop & Go.
E’ evidente quindi che la dotazione elettronica è sovrabbondante, dalle sospensioni pneumatiche “adaptive air suspension” con ammortizzazione adattiva al sistema di mantenimento della distanza di sicurezza e di riduzione del rischio di collisione. Non va dimenticata, inoltre, la trazione integrale quattro, configurata sportivamente in modo da privilegiare il retrotreno e il differenziale sportivo (di serie sulla 4.2 TDI) che provvede a distribuire la coppia motrice fra le ruote posteriori. Ed un ennesimo tocco di sportività sarà dato dai cerchi in lega, per la prima volta disponibili fino alla misura di 21″.
Tutto questo ben di Dio tecnologico è comandato dal sistema MMI, decisamente semplificato e migliorato rispetto al predecessore. Un sistema che, nel navigatore, si avvale della funzione di riconoscimento grafico: per digitare la destinazione basterà disegnare le lettere sullo schermo con l’indice della mano destra. Una vera e propria chicca per gli amanti del genere. Come se non bastasse, il MMI regola pure un dispositivo di assistenza alla guida notturna con segnalazione dei pedoni, e il side e lane assist, i quali avvertono la presenza di eventuali angoli ciechi dietro la vettura e cambi di corsia involontari da parte del guidatore.

Consumi ragionevoli- Non solo sportività e tecnologia. La rinnovata A8 sarà anche tra le auto di lusso più parche nei consumi, grazie alla versione turbodiesel a due sole ruote motrici, equipaggiata con il V6 3 litri da 204 CV, che promette un consumo medio di 5,9 l/100 km. Buone anche le emissioni: 159 g/km. Al lancio, invece, i motori saranno solo i V8 4.2: a iniezione diretta di benzina, con 372 CV, e turbodiesel, da 350 CV. Il susseguente V6 TDI arriverà inizialmente nella versione da 250 CV e solo dopo in quella da 204. Le prestazioni? Per il 4.2 sicuramente notevoli: 5,7 secondi per raggiungere i 100 km/h, punta massima di 250 orari.

Materiali pregiati- Anche per quanto riguarda la qualità di lavorazione, altro grande punto di forza della centenaria casa teutonica, A8 sposta gli standard ulteriormente verso l’alto. La combinazione dei materiali più pregiati e il loro impiego mirato rendono l’abitacolo un vero e proprio piacere per i sensi. Le grandi manopole e i tasti, a richiesta con superfici in alluminio, sono facili da usare. Molti pulsanti brillano di un nero lucido, tutti i componenti utilizzati più di frequente sono rivestiti con una nuova vernice di copertura che li rende estremamente resistenti ai graffi. I grandi inserti sono costituiti da due elementi: quelli inferiori in nero lucido di serie, quelli superiori in radica di noce marrone con fini cromature. A richiesta,
Audi offre anche alluminio spazzolato e qualità di legno pregiate.
Sette i colori di base per gli interni; per il cielo sono disponibili invece quattro tonalità. Per chi ama le personalizzazioni, segnaliamo due pacchetti “Audi design selection” con colori speciali, mentre per l’abitacolo sono previsti numerosi pacchetti pelle, uno Alcantara e un “look alluminio” ampliato.