Motori


Volkswagen Passat cala il settebello

ottobre 28, 2010  |  Post by: Michael Vittori  |  Berlina, Motori, Volkswagen No Comments
Nuova Volskwagen Passat 7

La nuova Passat...

Quando in 17 anni di onorata carriera ricevi consensi a destra e manca (leggi 15 milioni e passa di unità vendute) è difficile che ti mandino in pensione. Piuttosto, cercano di rinnovarti e farti stare al passo coi tempi, pur mantenendoti comunque fedele all’immagine costruita negli anni precedenti. Non stiamo parlando né di un operaio tantomeno di un impiegato modello, ma di Volkswagen Passat. Al Salone di Parigi di ottobre, l’ormai storica famigliare tedesca ha tolto i veli alla settima generazione, il Model Year 2011, sia per quanto riguarda la versione berlina che per la Variant. L’evoluzione della specie passa attraverso alcune tappe fondamentali: un evidente restyling che avvicina Passat 2011 a Phaeton e la pone più in generale in linea con il family feeling della casa di Wolfsburg, e una robusta iniezione di tecnologia che ne incrementa comfort di guida e sicurezza, contenendo inoltre consumi ed emissioni. Un cocktail vincente che avvicina la settima generazione di Passat a vetture di categoria superiore per blasone e prezzo (mentre il listino della ‘macchina del popolo’ teutonica rimane sui suoi standard: 25100 euro per la berlina base e 26200 per la Variant), confermandosi appetibile sia per le famiglie, sia per il mercato di flotte aziendali che richiede affidabili macinatrici di chilometri. La nuova Volkswagen sarà disponibile sui mercati europei già da metà novembre, mentre sbarcherà in Italia da gennaio 2011.

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Stile Phaeton- Walter de Silva, direttore del centro stile Volkswagen, ha disegnato il Model Year 2011 privilegiando un look semplificato e ispirandosi chiaramente all’ammiraglia Phaeton. Il frontale è simile in tutto e per tutto a quello della sorella maggiore, e dona così alla vettura un aspetto più importante, impreziosito dalle abbondanti cromature, le prese d’aria e i nuovi fari con luci diurne a LED. Le linee della fiancata e del posteriore sono invece volutamente regolari e ordinate in modo da non scontentare nessuno. Non cambiano le dimensioni: 4.769 mm di lunghezza (4.771 mm la Variant), 1.820 mm di larghezza e 1.474 mm di altezza da terra (1.519 mm per la Variant).

Interni della Passat 2011Interni da premium- Il vero salto di qualità è all’interno. Plastiche, rivestimenti e rifiniture, soprattutto se attinte dall’ampio ventaglio di optional, sono degni di una berlina premium, lontana dalla classica famigliare “per il popolo”. Tanto per gradire, si può optare tra interni in pelle (alla nappa o misto Alcantara), finiture in radica di noce, sedili elettrici con 12 regolazioni (climatizzati e massaggianti) e un avanzato impianto di infotelematica e hi fi, disponibili a seconda dell’allestimento scelto (Trendline, Comfortline e Highline).
Migliora ancora una volta l’abitabilità, uno dei punti di forza storici di Passat. Ottimo anche il vano di carico per i bagagli: 565 litri per la berlina e 603 litri per la Variant che diventano 1.731 abbassando i sedili posteriori. Inoltre, nella Variant è stato introdotto un piano di carico scorrevole e un comando per lo sbloccaggio a distanza dello schienale dei sedili posteriori.

Nuova Volskwagen Passat Variant 2010

... e la Variant

Pieno di tecnologia – Grandi passi in avanti sono stati compiuti soprattutto per il capitolo assistenza alla guida. Si passa dal mantenimento automatico della distanza di sicurezza in autostrada (ACC) alla funzione di arresto automatico nel traffico cittadino in caso di rilevazione di un ostacolo frontale (City). Poi ci sono una serie di preziosi ‘assistant’: il Light Assist (regolazione del fascio di luce degli abbaglianti per non disturbare le altre auto), il Side Assist (segnalazione dell’arrivo di veicoli da dietro durante un cambio di corsia), il classico Park Assist di seconda generazione e il Lane Assist, che corregge gli errori di uscita dalla carreggiata. Infine, un sistema vi avvertirà quando ravviserà segnali di stanchezza nel conducente. Tutta questa tecnologia, però, è optional.

Motorizzazioni- Saranno 10 a 4 valvole per cilindro e dotate di iniezione diretta del carburante, sia a benzina che a gasolio. Tre TSI sovralimentati ed un V6, rispettivamente il 1.4 TSI da 122 Cv, il 1.8 TSI da 160 Cv, il 2.0 TSI da 211 Cv e il potente 3.0 V6 da 300 Cv rappresentano la flotta a benzina. Immancabili due versioni ‘ecologiche’: un EcoFuel a gas metano da 150 Cv ed il MultiFuel a benzina/etanolo da 160 Cv. Tre e tutti sovralimentati i propulsori a diesel: 1.6 TDI (105 Cv), 2.0 TDI da 140 Cv (anche in versione BlueTDI) e un altro 2.0 TDI da 170 Cv. Migliorano in tutta la gamma emissioni e consumi. Basti pensare il diesel entry level da 150 Cv dichiara 4,2 litri ogni 100 km. Se a questo unite la classica affidabilità che contraddistingue la Passat dal lontano 1973, è lecito dire che Volkswagen ha calato proprio un ‘settebello’.

Michael Vittori copywriter

Nuova Bmw X3 2010, inno a tecnologia e modernità

ottobre 07, 2010  |  Post by: Michael Vittori  |  Bmw, Motori, Suv No Comments

bmw x3 2010Il Salone di Parigi 2010 (2-17 ottobre) sta portando come da consuetudine una fresca ventata di novità nel mondo delle quattro ruote. Tra queste, non può passare inosservata l’ultima creazione di casa Bmw: alla kermesse parigina, il colosso bavarese ha presentato ufficialmente il suo nuovo SUV premium, la seconda generazione di X3. Sette anni dopo aver sancito il successo della nicchia dei Suv di medie dimensioni, il ‘pioniere’ tedesco torna profondamente rinnovato e modernizzato, con l’obiettivo di rilanciarsi e di battere la concorrenza dei soliti avversari di casa (Audi e Mercedes) e dei marchi sì meno blasonati, ma che stanno ‘invadendo’ questo segmento di mercato proponendo fuoristrada di qualità a prezzi competitivi.

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Mix tra X1 e X
Ritoccata all’esterno, rivoluzionata all’interno e tecnologizzata al massimo, la nuova Bmw X3 sembra lontana parente del suo predecessore. Piuttosto, la nuova impostazione stilistica riprende molti tratti della X5, di cui eredita palesemente il posteriore. Le superfici concave o convesse ‘suggerite’ dalle linee delle fiancate, invece, sono ereditate dalla X1. Insomma, il nuovo modello mixa le migliori caratteristiche delle due sorelle maggiori, aggiungendovi un tocco di modernità e dinamicità. Di ‘tradizionale’ c’è soltanto il frontale con il classico doppio rene inclinato in avanti, i grandi proiettori e il cofano animato da nervature.

Interni rivoluzionati
Ma, come accennato sopra, il vero capolavoro degli stilisti tedeschi si trova all’interno della vettura, dove lusso e tecnologia vanno a braccetto. Materiali e rifiniture in argento satinato, alluminio o legno pregiato fanno da cornice all’avanzatissimo Control Display BMW iDrive, sistema integrato in uno schermo da 8,8 pollici ad alta definizione. Qui è possibile gestire tanti optional, dai sistemi audio e di navigazione Professional (tramite l’utilizzo via web di Google Maps) con memoria a disco rigido all’apertura automatica del portellone posteriore, dalla telecamera di retromarcia al climatizzatore automatico a due zone, per finire con lo scenico tetto panoramico in vetro. Inoltre, migliora decisamente la ‘vivibilità‘ degli occupanti, grazie soprattutto all’aumento delle dimensioni esterne: la seconda generazione è lunga 464,8 centimetri, 7,8 in più della versione precedente, ed è più larga di 3 centimetri (188 cm). Perfezionata e affinata anche la versatilità: lo schienale del divanetto posteriore, divisibile e ripiegabile in tre posizioni, ne è un chiaro esempio.

xDrive sempre più tecnologico
Nonostante sia difficile migliorare un motore che, come ama ricordare la casa bavarese, “ha vinto sei volte il premio Engine of the Year“, i tecnici tedeschi sono riusciti nell’impresa di compiere ulteriori passi in avanti, agendo principalmente sull’interazione tra i due turbocompressori Twin Scroll e Valvetronic. Da questa opera certosina nasce la gamma motori della nuova Bmw X3 composta da quattro propulsori, due turbodiesel e due benzina.
Sul fronte diesel, il più parco e accessibile è l’xDrive20d, un 2 litri quattro cilindri con basamento in alluminio e iniezione diretta Common-Rail. L’xDrive 20d eroga una potenza massima di 135 kW/184 CV con una coppia massima di 380 Newtonmetri e ottiene prestazioni molto interessanti: accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi e velocità massima di 210 km/h. Ma la peculiarità di questo modello risiede nei bassi valori di consumo (5,6 litri/100 km nel ciclo combinato) ed emissioni (149 g/km) presentati rispetto alla concorrenza nel segmento. Eccellenti risultati ottenuti anche grazie al cambio automatico a otto rapporti Steptronic, abbinato per la prima volta alla funzione Start Stop automatico, e al Brake Energy Regeneration, un sistema che, in frenata e in fase di decelerazione, ricarica la batteria. Non va poi dimenticato che l’xDrive20d è l’unico quattro cilindri, in quanto anche l’altro diesel, l’xDrive30d da 258 CV e 560 Nm (la cui uscita è prevista per la prossima primavera), è un sei cilindri.
Così come l’esuberante, tecnologico e decisamente prestante alter ego a benzina, l’xDrive35i. Un motore 3 litri biturbo ad iniezione diretta di benzina, che sprigiona 306 CV e genera una coppia massima di 400 nm. Le prestazioni parlano da sole: accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi e punta massima di 245 km/h. Nonostante tale concentrato di potenza, il consumo dichiarato dalla casa rimane comunque accettabile: 8,8 litri ogni 100 km. Che, per la sorella minore xDrive28i (258 CV e 310 Nm) scendono a 9 l/100 km. Questo grazie all’alusil e al basamento in magnesio utilizzato per realizzare i cilindri, tra i più leggeri del segmento C. Un ottimo (e tecnologico) modo per coniugare risparmio e prestazioni.

Assetto innovativo
Nuovissimi anche assetto e sospensioni. La seconda generazione, oltre alla consueta trazione integrale permanente BMW xDrive a gestione elettronica, vanta infatti un’innovativa combinazione di asse anteriore a doppio snodo e braccio tirante con asse posteriore a cinque bracci. Una soluzione che offre maggiore agilità, dinamismo e piacere di guida, il miglior valore di cx della categoria e grande stabilità in curva. Per la prima volta su un modello X, troviamo anche il servosterzo elettromeccanico (EPS) con Servotronic, la servoassistenza funzionante in dipendenza della velocità. Come se non bastasse, è disponibile (optional) il Dynamic Damper Control, uno strumento che permette di modificare la taratura della vettura, selezionando tra tre diverse modalità: Normal, Sport e Sport +.
La X3 2010 è acquistabile in 10 tinte diverse e con tre cerchi da 18″ o 19″, mentre il pacchetto sportivo M (in vendita soltanto dal 2011) prevede ammortizzatori più rigidi, paddle al volante e sedili sportivi sagomati per un’esperienza di guida ancora più emozionante.

Lexus CT 200h, la prima berlina 100% ibrida

settembre 14, 2010  |  Post by: Michael Vittori  |  Berlina, Motori No Comments

Cresce l’attesa per l’edizione 2010 del Salone di Parigi dei prossimi 2-17 ottobre. E con essa, vengono pian piano svelate anche le anteprime delle vetture che rappresenteranno le novità più succose della kermesse transalpina. Tra queste va sicuramente annoverata la Lexus CT 200h, l’ultima arrivata di casa Toyota che è già stata presentata al Salone di Ginevra di marzo ma che Oltralpe mostrerà il suo volto definitivo. Una berlina che vanta un piccolo grande primato: è la prima full-hybrid del segmento C premium. La cinque porte giapponese può infatti essere alimentata, anche se per poco (due km di autonomia ad una velocità massima di 45 km/h), soltanto dal motore elettrico in dotazione.

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Prestazioni e consumi- Il propulsore elettrico, così come quello della Lexus Hybrid Drive, è fornito di batterie al nichel-metallo idruro, ma rispetto al predecessore promette consumi ed emissioni ancora più contenuti. Si parla infatti di un valore sul ciclo combinato di appena 3,8 l/100 km e 89 g/km di CO2. Dati eccezionali che consoleranno chi si aspettava una vettura più scattante: saranno soltanto 136 i cavalli (e 142 Nm di coppia) sprigionati dalla CT 200h, ottenuti dall’unione tra il 1.8 a benzina da 99 CV e il motore elettrico da 82 CV. Propulsori che spingeranno la nuova vettura della casa nipponica ad una velocità massima di 180 km/h e le faranno raggiungere i 100 km/h in 10,3 secondi. Prestazioni praticamente identiche a quelle della Toyota Prius, ma la nuova Lexus ha un taglio più sportivo e dinamico, dovuto anche ad un cx maggiore (0,28 contro 0,25) e, a detta dei tecnici giapponesi, dalla particolare conformazione del telaio. Un’impressione confermata dall’insolito andamento della linea di cintura a livello del finestrino posteriore, dall’ampiezza dei cerchi disponibili fino a 17” e dalle dimensioni generali dell’auto (lunghezza di 4.320 mm, larghezza di 1.765 mm e altezza di 1.430 mm).
Il comfort di guida, invece, è garantito dalle sospensioni di tipo McPherson all’anteriore e a doppio triangolo al posteriore che, abbinate a barre trasversali dotate di ammortizzatore, hanno il vantaggio di assorbire meglio le vibrazioni rispetto alle barre rigide adottate dalle vetture sportive, pur mantenendo intatta la capacità di diminuire le torsioni della scocca. Rimanendo in tema di comfort, il bagagliaio è sufficientemente capiente nonostante la presenza delle batterie, sapientemente poste sotto il piano di carico: 375 litri ampliabili a 985 semplicemente abbassando i sedili posteriori. Anche l’abitacolo (disponibile in cinque differenti tonalità di stoffa e tre di pelle) è un inno all’ergonomia, con ampio spazio per i cinque occupanti.

Quattro modalità di guida- La Lexus CT 200h potrà essere ‘condotta’ in quattro modalità: EV, Normal, Eco e Sport. Nelle prime due, l’auto raggiunge al massimo i 45 km/h con il solo motore elettrico, in Eco i parametri vengono settati in modo da limitare il più possibile i consumi, mentre in Sport la CT 200h diviene decisamente più grintosa, con una risposta dell’acceleratore più pronta e la ‘chicca’ scenica della colorazione del contagiri che passa dall’azzurro al rosso.
In attesa della presentazione ufficiale di Parigi, Toyota ha già reso noto il range di prezzi entro cui le versioni della Lexus oscilleranno: da 26.450 e 33.350 euro. Un prezzo decisamente competitivo che le regala un bel vantaggio sulla concorrenza rappresentata in primis da Audi A3 e BMW Serie 1, ancora prive di una versione ibrida. La CT 200h sarà già ordinabile da novembre in 10 colori diversi.

Mercedes CLS 2011 si toglie già i veli

agosto 24, 2010  |  Post by: Michael Vittori  |  Berlina, Coupé, Mercedes, Motori No Comments

Avremmo dovuto ammirarne i pregi e scoprirne gli eventuali difetti soltanto al cadere delle prime foglie d’autunno, per la precisione dal 2 al 17 ottobre nella fastosa cornice del Salone di Parigi. Ma si sa, le vie del marketing sono infinite. Non può essere un caso, infatti, se a due mesi abbondanti dalla presentazione ufficiale siano già apparse in rete le immagini di una delle uscite più attese del 2011. Prima gli scatti “rubati”, poi quelli ufficiali. Un reportage approfondito e dettagliato che ha ormai svelato (quasi) tutto su Mercedes CLS 2011, la seconda generazione della vettura che ha cambiato il concetto stesso di coupé, diventando la capostipite delle berline – coupé. Una serie di scatti unite a indiscrezioni che ci permette di andare alla scoperta della nuova CLS con largo anticipo.

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Più sportiva- Il modello in uscita nei primi mesi del 2011 presenta uno stile nettamente più sportivo rispetto all’illustre predecessore. Questo grazie al design a spigoli vivi simile a quello della Classe E ed al frontale prominente ereditato dalla SLS. Profilo caratterizzato dalla mascherina ridisegnata ex novo e imparentata con quella della CLS Shooting Break concept, e dai fanali anteriori interamente composti da luci LED. Un ‘festival’ di luci, com’é stato ribattezzato dai vertici di Stoccarda, che prosegue all’interno dell’automobile con i nuovissimi giochi di luce dell’abitacolo, dove cambia pure il look della strumentazione e le finiture, con tre diversi tipi di carbonio e pelle. Lo schermo del navigatore è stato rialzato, mentre i comandi dell’impianto di climatizzazione si trovano più in basso. Capitolo a parte merita il volante, perfetta sintesi tra sportività ed eleganza. I sedili posteriori restano ovviamente due pur trattandosi di una coupé: d’altronde, fu e rimane questo il tratto distintivo della CLS. In sintesi, l’aspetto degli interni, esattamente come per gli esterni, appare comunque più sportivo rispetto alla prima fortunata generazione.

Cinque motorizzazioni- Oltre alle foto, sono stati divulgati pure i dati sulle motorizzazioni di Mercedes CLS 2011. La coupé a quattro porte della casa di Stoccarda sarà equipaggiata con 5 differenti propulsori: sul fronte benzina troviamo un 3,5 litri V6 (CLS 350 CGI) erogante 306 cavalli e 370 Nm di coppia massima; un 5,5 litri V8 (CLS 500 BlueEfficiency) da 435 cavalli e 700 Nm di coppia massima, disponibile anche con trazione integrale 4Matic; e un 5,5 litri V8 bi-turbo benzina (CLS 63 AMG) spinto da 544 cavalli e 800 Nm di coppia massima. Un propulsore 2,2 litri quattro cilindri in linea (CLS 250 CDI) da 204 cavalli e 500 Nm di coppia, e un 3,0 litri V6 (CLS 350 CDI) da 265 cavalli e 620 Nm di coppia (disponibile anche nella variante a quattro ruote motrici 4Matic) compongono invece la ‘flotta’ dei diesel.

Shooting Break- La nuova berlina – coupé non sarà però l’unica novità in casa Mercedes. Essa verrà infatti affiancata, a partire dal 2012, da una rombante e atipica versione station wagon denominata Shooting Break. Un modello presentato all’ultimo salone di Pechino che rappresenta in tutto e per tutto la coupé del futuro. Bastano pochi dati per confermare il precedente assunto: look inedito con cinque porte e coda più che mai inclinata, tecnologia all’avanguardia con la novità assoluta dei fari full Led ad assetto dinamico ed un scintillante e potente motore V6 a iniezione diretta. Esattamente come fece nel 2004, la casa della Stella è pronta a stupire ancora.

Nissan Juke, l’anticonformista

luglio 12, 2010  |  Post by: Michael Vittori  |  Motori, Nissan, Suv No Comments

Se vi aspettate di catalogarla o applicarle un’etichetta come si fa ogni volta che esce una nuova auto, beh, è meglio se rinunciate sin da ora. Infatti, non si può classificare come un semplice crossover, perché può essere considerata pure un mini Suv o una compatta con un look che tende però alle sportive e alle coupé. Ecco, forse è più giusto definirla una multiuso adatta ad ogni situazione. Perché la nuova Nissan Juke sfugge ad ogni schema. Così come indica il suo nome: nel football americano Juke è una mossa rapida e improvvisa effettuata dal running back per superare gli ostacoli avversari. Esattamente quel che intende fare il nuovo prototipo nipponico. Ma non a suon di mete, bensì di vendite.

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E’ evidente come la casa giapponese abbia voluto dar vita a qualcosa di totalmente originale, ideando una vettura “anticonformista” in grado di sparigliare il piatto panorama circostante delle small car. Non sarà dunque soltanto una sorella minore della Qashqai, ma una stella che, a partire dal prossimo ottobre (data di lancio nelle concessionarie del nostro paese), brillerà di luce propria. Anche perché i primi dati snocciolati nella presentazione ufficiale di Francoforte dello scorso 12 luglio, fanno ben sperare: “Le pagine di Juke sul sito ufficiale hanno registrato circa 235.000 visitatori unici, sono state scaricate 17.000 brochure online e abbiamo raccolto oltre 460 richieste di pre-ordine” le statistiche dettate dall’Amministratore Delegato Nissan Italia Andrea Alessi. Intanto, in Europa la quota dei pre-ordini ha già toccato quota 15mila. Le premesse per bissare il grandissimo successo di Qashqai ci sono tutte.

Look innovativo- Quel che colpisce di più della nuova Juke è il design. Un look che inserisce sì la nuova auto nel settore delle crossover – alta linea di cintura, impressione di solidità e ruote spinte ai quattro angoli del pianale- ma che fonde in sé il meglio dei Suv e delle sportive. Come? Abbinando un parabrezza inclinato, la finestratura rastremata, le maniglie “annegate”, il tetto spiovente e i gruppi ottici tipici di una coupé all’imponenza complessiva dell’auto e ai grandi passaruota. “Avremmo potuto ridurre le dimensioni di Qashqai del 20% e il gioco era fatto –spiega Alessi- Alcuni marchi adottano questo approccio. Ma le nostre ricerche indicavano che gli acquirenti di auto compatte non sono conservatori, hanno ampie vedute e si sentono frustrati dalla mancanza di stimoli originali sul mercato”. Un’originalità che viene conservata e ampliata negli interni dall’inedito stile motoristico. La consolle centrale ricorda il serbatoio di una moto e la strumentazione incappucciata davanti al guidatore segue questo leit motiv, mentre i sedili sono supersportivi. Inoltre, la nuova giapponese ha un’interfaccia uomo-macchina estremamente intuitiva: il Nissan Dynamic Control System consente al pilota di modificare con semplicità le impostazioni dinamiche di guida e di regolare varie funzioni di bordo, come ad esempio la climatizzazione. E si possono pure ‘calmierare’ consumi ed emissioni (comunque ridotti) selezionando la modalità “Eco”, che va a modificare la mappatura della farfalla.

Motori, versioni, prezzi- A proposito di propulsore, saranno tre le motorizzazioni disponibili su Nissan Juke, così come le versioni (Visia, Acenta e Tekna). Si parte da un 1.6 benzina da 117 cavalli e 157 Nm di coppia che, in allestimento Visia, è disponibile ad un prezzo a dir poco concorrenziale: 16.490 euro. Si passa poi al diesel 1500 dCin da 110 cv di derivazione Renault per chiudere in bellezza con il 1.6 sovralimentato, DIG-T da 190 cavalli e trazione integrale ALL MODE 4X4i. Un motore già montato su Qashqai, Murano, X-TRAIL e Pathfinder ma arricchitosi della tecnologia Torque Vectoring. Ovvero, un sistema che regola la coppia erogata in base alle condizioni di guida, inviando fino al 50% della forza motrice all’assale posteriore o fino al 100% all’una o all’altra delle due ruote posteriori. Questa tecnologia ottimizza la stabilità e l’agilità della vettura, esaltandone dinamica e piacere di guida e limitandone il sottosterzo. Il 1.6 a trazione integrale abbinato alla versione più equipaggiata (DIG-T Tecna) toccherà la punta massima di 27.290 euro. Come optional, sono previsti lo “Sport Pack” (cerchi da 17”, vetri posteriori oscurati e interni Premium a 400 euro), il cambio CVT (1.500 euro) e interni in pelle (1.000 euro). Nissan Juke verrà prodotto negli stabilimenti Nissan di Sunderland (Inghilterra) e Oppama nel modello a quattro ruote motrici e sarà distribuita nel mercato europeo, giapponese e nordamericano.

Compleanno con il Super Diesel

giugno 29, 2010  |  Post by: Michael Vittori  |  Jaguar, Motori, Suv No Comments

40 anni fa doveva essere soltanto una Jaguar a quattro ruote motrici con un telaio a longheroni, tre porte, quattro freni a disco e la carrozzeria in alluminio. Una sorta di azzardato esperimento. Poi, col tempo, l’antesignana dei fuoristrada di lusso si è fatta strada, ha ‘resistito’ anche all’ombra di gruppi stranieri (Bmw, Ford, oggi Tata) diventando una vera e propria icona. Da quel lontano 17 giugno 1970 è trascorsa quasi un’epoca, ma Range Rover non ha mai perso il suo smalto. Ha continuato a stupire. E da quel ‘timido’ V8 di 3,5 litri da 135 cv è giunta oggi allo strepitoso LR-TDV8 da 4.4 litri con sistema di turbocompressori sequenziali paralleli e 313 Cv di potenza. Ovvero, il ruggente propulsore che muoverà Range Rover M.Y. 2011, già ribattezzato il ‘super diesel’.

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Super motore diesel- Il nuovo eccezionale motore è infatti la novità più succosa del Model Year 2011, modello con cui il brand britannico festeggia degnamente lo spegnimento delle 40 candeline. Oltre ai 313 cv e ai 700 nm di coppia, il nuovo cuore pulsante –che sostituisce il LR-TDV8 da 3.6 litri- riduce persino i consumi, toccando la cifra record (per un Range Rover) di 9,38 l/100 km. Calano, come sempre in questi casi, pure le emissioni: -14%. Il segreto? L’inedita trasmissione ZF 8HP70 ad 8 rapporti a controllo elettronico, appositamente tarata dagli ingegneri inglesi per garantire cambi di marcia inavvertibili, grande economia e risposta ultra rapida. Tale accoppiata fa sì che anche le prestazioni del nuovo SUV siano da urlo: accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,8 secondi e da 80 a 120 km/h in soli 5,1 secondi. Viste le performances, il super diesel è dotato dello stesso sistema frenante di derivazione Brembo montato sul 5 litri LR-V8 Supercharged. Per garantire la potenza frenante adeguata a vetture così prestanti, questo sistema monta anteriormente dischi ventilati da 380 mm –con esclusiva pinza monoblocco in alluminio a sei pistoncini contrapposti- mentre posteriormente usufruisce di dischi ventilati da 365 mm con pinze flottanti a singolo pistoncino.
Migliora anche il pluripremiato Terrain Response, che si arricchisce di alcune importanti novità: il controllo della partenza su sabbia (con l’opzione “Roccia”‘ che garantisce una miglior tenuta su terreni sassosi), il controllo dell’accelerazione in discesa (Gradient Acceleration Control) e l’assistenza alla partenza in salita (Hill Start Assist).

Design- Ritoccato pure il look interno degli abitacoli, dove si trovano ora soglie delle portiere illuminate (opzionali), nuovi comandi della trasmissione (versione diesel) e migliorie nel sistema di intrattenimento a bordo. All’esterno, invece, vi sono nuove griglie e prese d’aria laterali con finitura “Jupiter”, mentre il nuovo Exterior Design Pack permette al cliente di conferire al suo Range Rover un design ulteriormente personalizzato, comprendente nuovi paraurti anteriori e cornici dei fendinebbia in finitura Titan.
Il Model Year 2011 sarà disponibile anche a benzina, versione che conserva il motore LR-V8 Supercharged da 5 litri accoppiato alla trasmissione ZF HP28 a sei rapporti ed erogante 510 Cv con 625 Nm di coppia per un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,2 secondi. Oltre al lancio del nuovo modello –previsto in Italia per settembre- il marchio d’Oltremanica celebrerà i suoi 40 anni con la speciale Autobiography Black 40th Anniversary Limited Edition disponibile fino a 700 unità. Buon compleanno Range Rover.

Compatto, moderno e agile

giugno 28, 2010  |  Post by: Michael Vittori  |  Bmw, Motori, Suv No Comments

Dopo una lunga attesa e la presentazione ufficiale al Salone di Francoforte, il 24 ottobre scorso è arrivato sulle nostre strade X1, il SUV più compatto di casa BMW. L’ultimogenito della famiglia tedesca offre sportività versatile e massima agilità sia nel traffico urbano che extra e, viste le dimensioni nettamente inferiori a X6, X5 e X3, si avvicina molto al segmento dei crossover. La sua atipicità è confermata dal design, che rimane sì robusto come vuole la linea X, ma a differenza dei predecessori è contraddistinto da eleganza raffinata, carattere moderno e linee che richiamano le station wagon. Elementi che lo destinano a divenire un’alternativa orientata a lusso e sportività rispetto ai rivali Toyota Rav4 e Ford Kuga, mentre la base meccanica è comune alla futura Mini Crossman, declinazione SUV dell’apprezzata piccola anglo-tedesca. Ricordiamo che l’inizio della produzione di questo attesissimo baby SUV è previsto per giugno 2010 nello stabilimento di Lipsia.

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Motori- Tornando a X1, sono quattro le motorizzazioni disponibili nelle tre versioni Eletta, Attiva e Futura: un benzina a sei cilindri e tre diesel a quattro cilindri. Il primo è montato sul modello più potente, il 2.9 xDrive28i, ed eroga 258 CV. Il rapporto prestazioni- consumi è il migliore di tutta la gamma X: 230 km/h di velocità massima, accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 6,8 secondi e consumi che variano dai 9,4 litri ogni 100 km (ciclo misto) di questa variante agli appena 5,3 l di quello più conveniente. Un propulsore diesel da 204 CV con TwinPower Turbo e iniezione Common-Rail alimenta invece xDrive23d, mentre sono rispettivamente 177 e 143 i cavalli che spingono i propulsori di xDrive20d e xDrive18d.

Sicurezza- Come si evince dai nomi dati ai modelli, la maggior parte delle X1, la cui base meccanica ricalca quella della Serie 1, dispongono della trazione integrale X-Drive. Un sistema efficiente al punto di aver trasformato BMW nel produttore di maggiore successo di vetture a trazione integrale nel segmento premium. Trazione che viene offerta per la prima volta in un’automobile compatta, promuovendone agilità e sicurezza anche sui terreni friabili e instabili. Attraverso un ripartitore di coppia con frizione a lamelle a comando elettronico, x-Drive convoglia infatti la coppia motrice con la massima precisione sempre all’asse le cui ruote offrono il migliore contatto con il fondo stradale, tenendo conto della situazione momentanea. E, dato che la trazione integrale è collegata al controllo dinamico di stabilità (DSC) e alla gestione motore, un eventuale slittamento viene rilevato immediatamente dai sensori delle ruote, che provvedono a sopprimere qualsiasi tendenza di sotto o sovrasterzo. Il DSC comprende altre funzioni all’insegna di tecnologia e sicurezza: il classico ABS, il Dynamic Brake Control, l’assistente di frenata in curva CBC e la modalità di trazione DTC (controllo dinamico della trazione). Quest’ultimo aumenta le soglie d’intervento della regolazione della stabilità di guida, facilitando così la partenza sulla neve o sulla sabbia con le ruote che slittano leggermente. Nella xDrive28i le funzionalità del DSC sono state inoltre ampliate con le funzioni “freni asciutti” durante la guida sul bagnato, la compensazione del fading e l’assistente di partenza. Al contrario dei SUV tradizionali, BMW X1 sarà disponibile anche con la trazione posteriore nelle versioni sDrive.

Design - Come già accennato sopra, il look di questa auto è innovativo. La sezione frontale del design esterno, sviluppato da Adrian Van Hooydonk, esprime infatti la tipica poderosità di “famiglia”, ma lo fa in una chiave d’interpretazione nuova. Qui frontale, fiancate e coda sfociano uno nell’altro con la massima naturalezza, grazie a linee incisive che rendono fluida l’unione tra i singoli elementi della carrozzeria. Il risultato è un piacevole mix tra eleganza raffinata, funzionalità moderna e robustezza. Quest’ultima trova la sua massima espressione nella maggiore altezza da terra in stile crossover, nei passa ruota squadrati, nel cofano motore bombato e nel doppio rene BMW incastonato verticalmente con delle asticelle larghe e distanziate, in modo da enfatizzarne l’aspetto ‘muscoloso‘. La nuova vettura bavarese sfoggia inoltre una spiccata espressività con i doppi proiettori tondi che emettono uno sguardo intenso e concentrato, mentre una cornice lavorata tridimensionalmente ne accentua ulteriormente la forma. Inoltre, il lunotto leggermente inclinato e le eccellenti caratteristiche aerodinamiche (coefficiente Cx di 0,32) svelano la parte più sportiva di questa auto.

Interni- Sportività che è ripresa dall’abitacolo, dove elementi grafici fortemente espressivi, generose modanature e linee dall’andamento dinamico conferiscono agli interni un look giovane. La plancia portastrumenti viene strutturata da linee orizzontali che, riprese nei pannelli interni delle porte, sottolineano l’orizzontalità e la generosa spaziosità degli interni. Il nuovo design vi integra con armonia anche il Control Display del sistema di comando iDrive, disponibile come optional. Alcuni elementi vanno poi a vantaggio della sicurezza: un nastro in tinta di contrasto che avvolge la strumentazione combinata, inclusa la bocchetta d’aria superiore, indirizzando lo sguardo verso la strada; la leggera inclinazione verso il guidatore dei comandi della climatizzazione e del sistema audio; la separazione netta nella consolle tra zona del pilota e del passeggero; la classica posizione di seduta rialzata dei SUV marchiati con l’elica.
Ma quanto costa mettersi al volante di una X1? Dai 29.500 euro del modello base ai 42.500 di xDrive 23d Futura.

  • Vita notturna in Romagna

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