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Sul web tante occasioni di fuoristrada e pick up usati

febbraio 25, 2013  |  Motori, Suv No Comments
 

fuoristrada usatiQuando si desidera acquistare un’auto, soprattutto se si tratta di un usato, lo strumento principe è indiscutibilmente internet. Sul web, infatti, è possibile consultare, a qualsiasi ora e da qualunque posto, oggi anche dallo smartphone e dai dispositivi di ultima generazione come il tablet, una gamma di modelli pressoché infinita.  Continue reading

Nuova Bmw X3 2010, inno a tecnologia e modernità

ottobre 07, 2010  |  Bmw, Motori, Suv No Comments
 

bmw x3 2010Il Salone di Parigi 2010 (2-17 ottobre) sta portando come da consuetudine una fresca ventata di novità nel mondo delle quattro ruote. Tra queste, non può passare inosservata l’ultima creazione di casa Bmw: alla kermesse parigina, il colosso bavarese ha presentato ufficialmente il suo nuovo SUV premium, la seconda generazione di X3. Sette anni dopo aver sancito il successo della nicchia dei Suv di medie dimensioni, il ‘pioniere’ tedesco torna profondamente rinnovato e modernizzato, con l’obiettivo di rilanciarsi e di battere la concorrenza dei soliti avversari di casa (Audi e Mercedes) e dei marchi sì meno blasonati, ma che stanno ‘invadendo’ questo segmento di mercato proponendo fuoristrada di qualità a prezzi competitivi.

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Mix tra X1 e X
Ritoccata all’esterno, rivoluzionata all’interno e tecnologizzata al massimo, la nuova Bmw X3 sembra lontana parente del suo predecessore. Piuttosto, la nuova impostazione stilistica riprende molti tratti della X5, di cui eredita palesemente il posteriore. Le superfici concave o convesse ‘suggerite’ dalle linee delle fiancate, invece, sono ereditate dalla X1. Insomma, il nuovo modello mixa le migliori caratteristiche delle due sorelle maggiori, aggiungendovi un tocco di modernità e dinamicità. Di ‘tradizionale’ c’è soltanto il frontale con il classico doppio rene inclinato in avanti, i grandi proiettori e il cofano animato da nervature.

Interni rivoluzionati
Ma, come accennato sopra, il vero capolavoro degli stilisti tedeschi si trova all’interno della vettura, dove lusso e tecnologia vanno a braccetto. Materiali e rifiniture in argento satinato, alluminio o legno pregiato fanno da cornice all’avanzatissimo Control Display BMW iDrive, sistema integrato in uno schermo da 8,8 pollici ad alta definizione. Qui è possibile gestire tanti optional, dai sistemi audio e di navigazione Professional (tramite l’utilizzo via web di Google Maps) con memoria a disco rigido all’apertura automatica del portellone posteriore, dalla telecamera di retromarcia al climatizzatore automatico a due zone, per finire con lo scenico tetto panoramico in vetro. Inoltre, migliora decisamente la ‘vivibilità‘ degli occupanti, grazie soprattutto all’aumento delle dimensioni esterne: la seconda generazione è lunga 464,8 centimetri, 7,8 in più della versione precedente, ed è più larga di 3 centimetri (188 cm). Perfezionata e affinata anche la versatilità: lo schienale del divanetto posteriore, divisibile e ripiegabile in tre posizioni, ne è un chiaro esempio.

xDrive sempre più tecnologico
Nonostante sia difficile migliorare un motore che, come ama ricordare la casa bavarese, “ha vinto sei volte il premio Engine of the Year“, i tecnici tedeschi sono riusciti nell’impresa di compiere ulteriori passi in avanti, agendo principalmente sull’interazione tra i due turbocompressori Twin Scroll e Valvetronic. Da questa opera certosina nasce la gamma motori della nuova Bmw X3 composta da quattro propulsori, due turbodiesel e due benzina.
Sul fronte diesel, il più parco e accessibile è l’xDrive20d, un 2 litri quattro cilindri con basamento in alluminio e iniezione diretta Common-Rail. L’xDrive 20d eroga una potenza massima di 135 kW/184 CV con una coppia massima di 380 Newtonmetri e ottiene prestazioni molto interessanti: accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi e velocità massima di 210 km/h. Ma la peculiarità di questo modello risiede nei bassi valori di consumo (5,6 litri/100 km nel ciclo combinato) ed emissioni (149 g/km) presentati rispetto alla concorrenza nel segmento. Eccellenti risultati ottenuti anche grazie al cambio automatico a otto rapporti Steptronic, abbinato per la prima volta alla funzione Start Stop automatico, e al Brake Energy Regeneration, un sistema che, in frenata e in fase di decelerazione, ricarica la batteria. Non va poi dimenticato che l’xDrive20d è l’unico quattro cilindri, in quanto anche l’altro diesel, l’xDrive30d da 258 CV e 560 Nm (la cui uscita è prevista per la prossima primavera), è un sei cilindri.
Così come l’esuberante, tecnologico e decisamente prestante alter ego a benzina, l’xDrive35i. Un motore 3 litri biturbo ad iniezione diretta di benzina, che sprigiona 306 CV e genera una coppia massima di 400 nm. Le prestazioni parlano da sole: accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi e punta massima di 245 km/h. Nonostante tale concentrato di potenza, il consumo dichiarato dalla casa rimane comunque accettabile: 8,8 litri ogni 100 km. Che, per la sorella minore xDrive28i (258 CV e 310 Nm) scendono a 9 l/100 km. Questo grazie all’alusil e al basamento in magnesio utilizzato per realizzare i cilindri, tra i più leggeri del segmento C. Un ottimo (e tecnologico) modo per coniugare risparmio e prestazioni.

Assetto innovativo
Nuovissimi anche assetto e sospensioni. La seconda generazione, oltre alla consueta trazione integrale permanente BMW xDrive a gestione elettronica, vanta infatti un’innovativa combinazione di asse anteriore a doppio snodo e braccio tirante con asse posteriore a cinque bracci. Una soluzione che offre maggiore agilità, dinamismo e piacere di guida, il miglior valore di cx della categoria e grande stabilità in curva. Per la prima volta su un modello X, troviamo anche il servosterzo elettromeccanico (EPS) con Servotronic, la servoassistenza funzionante in dipendenza della velocità. Come se non bastasse, è disponibile (optional) il Dynamic Damper Control, uno strumento che permette di modificare la taratura della vettura, selezionando tra tre diverse modalità: Normal, Sport e Sport +.
La X3 2010 è acquistabile in 10 tinte diverse e con tre cerchi da 18″ o 19″, mentre il pacchetto sportivo M (in vendita soltanto dal 2011) prevede ammortizzatori più rigidi, paddle al volante e sedili sportivi sagomati per un’esperienza di guida ancora più emozionante.

Nissan Juke, l’anticonformista

luglio 12, 2010  |  Motori, Nissan, Suv No Comments
 

Se vi aspettate di catalogarla o applicarle un’etichetta come si fa ogni volta che esce una nuova auto, beh, è meglio se rinunciate sin da ora. Infatti, non si può classificare come un semplice crossover, perché può essere considerata pure un mini Suv o una compatta con un look che tende però alle sportive e alle coupé. Ecco, forse è più giusto definirla una multiuso adatta ad ogni situazione. Perché la nuova Nissan Juke sfugge ad ogni schema. Così come indica il suo nome: nel football americano Juke è una mossa rapida e improvvisa effettuata dal running back per superare gli ostacoli avversari. Esattamente quel che intende fare il nuovo prototipo nipponico. Ma non a suon di mete, bensì di vendite.

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E’ evidente come la casa giapponese abbia voluto dar vita a qualcosa di totalmente originale, ideando una vettura “anticonformista” in grado di sparigliare il piatto panorama circostante delle small car. Non sarà dunque soltanto una sorella minore della Qashqai, ma una stella che, a partire dal prossimo ottobre (data di lancio nelle concessionarie del nostro paese), brillerà di luce propria. Anche perché i primi dati snocciolati nella presentazione ufficiale di Francoforte dello scorso 12 luglio, fanno ben sperare: “Le pagine di Juke sul sito ufficiale hanno registrato circa 235.000 visitatori unici, sono state scaricate 17.000 brochure online e abbiamo raccolto oltre 460 richieste di pre-ordine” le statistiche dettate dall’Amministratore Delegato Nissan Italia Andrea Alessi. Intanto, in Europa la quota dei pre-ordini ha già toccato quota 15mila. Le premesse per bissare il grandissimo successo di Qashqai ci sono tutte.

Look innovativo- Quel che colpisce di più della nuova Juke è il design. Un look che inserisce sì la nuova auto nel settore delle crossover – alta linea di cintura, impressione di solidità e ruote spinte ai quattro angoli del pianale- ma che fonde in sé il meglio dei Suv e delle sportive. Come? Abbinando un parabrezza inclinato, la finestratura rastremata, le maniglie “annegate”, il tetto spiovente e i gruppi ottici tipici di una coupé all’imponenza complessiva dell’auto e ai grandi passaruota. “Avremmo potuto ridurre le dimensioni di Qashqai del 20% e il gioco era fatto –spiega Alessi- Alcuni marchi adottano questo approccio. Ma le nostre ricerche indicavano che gli acquirenti di auto compatte non sono conservatori, hanno ampie vedute e si sentono frustrati dalla mancanza di stimoli originali sul mercato”. Un’originalità che viene conservata e ampliata negli interni dall’inedito stile motoristico. La consolle centrale ricorda il serbatoio di una moto e la strumentazione incappucciata davanti al guidatore segue questo leit motiv, mentre i sedili sono supersportivi. Inoltre, la nuova giapponese ha un’interfaccia uomo-macchina estremamente intuitiva: il Nissan Dynamic Control System consente al pilota di modificare con semplicità le impostazioni dinamiche di guida e di regolare varie funzioni di bordo, come ad esempio la climatizzazione. E si possono pure ‘calmierare’ consumi ed emissioni (comunque ridotti) selezionando la modalità “Eco”, che va a modificare la mappatura della farfalla.

Motori, versioni, prezzi- A proposito di propulsore, saranno tre le motorizzazioni disponibili su Nissan Juke, così come le versioni (Visia, Acenta e Tekna). Si parte da un 1.6 benzina da 117 cavalli e 157 Nm di coppia che, in allestimento Visia, è disponibile ad un prezzo a dir poco concorrenziale: 16.490 euro. Si passa poi al diesel 1500 dCin da 110 cv di derivazione Renault per chiudere in bellezza con il 1.6 sovralimentato, DIG-T da 190 cavalli e trazione integrale ALL MODE 4X4i. Un motore già montato su Qashqai, Murano, X-TRAIL e Pathfinder ma arricchitosi della tecnologia Torque Vectoring. Ovvero, un sistema che regola la coppia erogata in base alle condizioni di guida, inviando fino al 50% della forza motrice all’assale posteriore o fino al 100% all’una o all’altra delle due ruote posteriori. Questa tecnologia ottimizza la stabilità e l’agilità della vettura, esaltandone dinamica e piacere di guida e limitandone il sottosterzo. Il 1.6 a trazione integrale abbinato alla versione più equipaggiata (DIG-T Tecna) toccherà la punta massima di 27.290 euro. Come optional, sono previsti lo “Sport Pack” (cerchi da 17”, vetri posteriori oscurati e interni Premium a 400 euro), il cambio CVT (1.500 euro) e interni in pelle (1.000 euro). Nissan Juke verrà prodotto negli stabilimenti Nissan di Sunderland (Inghilterra) e Oppama nel modello a quattro ruote motrici e sarà distribuita nel mercato europeo, giapponese e nordamericano.

Compleanno con il Super Diesel

giugno 29, 2010  |  Jaguar, Motori, Suv No Comments
 

40 anni fa doveva essere soltanto una Jaguar a quattro ruote motrici con un telaio a longheroni, tre porte, quattro freni a disco e la carrozzeria in alluminio. Una sorta di azzardato esperimento. Poi, col tempo, l’antesignana dei fuoristrada di lusso si è fatta strada, ha ‘resistito’ anche all’ombra di gruppi stranieri (Bmw, Ford, oggi Tata) diventando una vera e propria icona. Da quel lontano 17 giugno 1970 è trascorsa quasi un’epoca, ma Range Rover non ha mai perso il suo smalto. Ha continuato a stupire. E da quel ‘timido’ V8 di 3,5 litri da 135 cv è giunta oggi allo strepitoso LR-TDV8 da 4.4 litri con sistema di turbocompressori sequenziali paralleli e 313 Cv di potenza. Ovvero, il ruggente propulsore che muoverà Range Rover M.Y. 2011, già ribattezzato il ‘super diesel’.

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Super motore diesel- Il nuovo eccezionale motore è infatti la novità più succosa del Model Year 2011, modello con cui il brand britannico festeggia degnamente lo spegnimento delle 40 candeline. Oltre ai 313 cv e ai 700 nm di coppia, il nuovo cuore pulsante –che sostituisce il LR-TDV8 da 3.6 litri- riduce persino i consumi, toccando la cifra record (per un Range Rover) di 9,38 l/100 km. Calano, come sempre in questi casi, pure le emissioni: -14%. Il segreto? L’inedita trasmissione ZF 8HP70 ad 8 rapporti a controllo elettronico, appositamente tarata dagli ingegneri inglesi per garantire cambi di marcia inavvertibili, grande economia e risposta ultra rapida. Tale accoppiata fa sì che anche le prestazioni del nuovo SUV siano da urlo: accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,8 secondi e da 80 a 120 km/h in soli 5,1 secondi. Viste le performances, il super diesel è dotato dello stesso sistema frenante di derivazione Brembo montato sul 5 litri LR-V8 Supercharged. Per garantire la potenza frenante adeguata a vetture così prestanti, questo sistema monta anteriormente dischi ventilati da 380 mm –con esclusiva pinza monoblocco in alluminio a sei pistoncini contrapposti- mentre posteriormente usufruisce di dischi ventilati da 365 mm con pinze flottanti a singolo pistoncino.
Migliora anche il pluripremiato Terrain Response, che si arricchisce di alcune importanti novità: il controllo della partenza su sabbia (con l’opzione “Roccia”‘ che garantisce una miglior tenuta su terreni sassosi), il controllo dell’accelerazione in discesa (Gradient Acceleration Control) e l’assistenza alla partenza in salita (Hill Start Assist).

Design- Ritoccato pure il look interno degli abitacoli, dove si trovano ora soglie delle portiere illuminate (opzionali), nuovi comandi della trasmissione (versione diesel) e migliorie nel sistema di intrattenimento a bordo. All’esterno, invece, vi sono nuove griglie e prese d’aria laterali con finitura “Jupiter”, mentre il nuovo Exterior Design Pack permette al cliente di conferire al suo Range Rover un design ulteriormente personalizzato, comprendente nuovi paraurti anteriori e cornici dei fendinebbia in finitura Titan.
Il Model Year 2011 sarà disponibile anche a benzina, versione che conserva il motore LR-V8 Supercharged da 5 litri accoppiato alla trasmissione ZF HP28 a sei rapporti ed erogante 510 Cv con 625 Nm di coppia per un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,2 secondi. Oltre al lancio del nuovo modello –previsto in Italia per settembre- il marchio d’Oltremanica celebrerà i suoi 40 anni con la speciale Autobiography Black 40th Anniversary Limited Edition disponibile fino a 700 unità. Buon compleanno Range Rover.

Compatto, moderno e agile

giugno 28, 2010  |  Bmw, Motori, Suv No Comments
 

Dopo una lunga attesa e la presentazione ufficiale al Salone di Francoforte, il 24 ottobre scorso è arrivato sulle nostre strade X1, il SUV più compatto di casa BMW. L’ultimogenito della famiglia tedesca offre sportività versatile e massima agilità sia nel traffico urbano che extra e, viste le dimensioni nettamente inferiori a X6, X5 e X3, si avvicina molto al segmento dei crossover. La sua atipicità è confermata dal design, che rimane sì robusto come vuole la linea X, ma a differenza dei predecessori è contraddistinto da eleganza raffinata, carattere moderno e linee che richiamano le station wagon. Elementi che lo destinano a divenire un’alternativa orientata a lusso e sportività rispetto ai rivali Toyota Rav4 e Ford Kuga, mentre la base meccanica è comune alla futura Mini Crossman, declinazione SUV dell’apprezzata piccola anglo-tedesca. Ricordiamo che l’inizio della produzione di questo attesissimo baby SUV è previsto per giugno 2010 nello stabilimento di Lipsia.

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Motori- Tornando a X1, sono quattro le motorizzazioni disponibili nelle tre versioni Eletta, Attiva e Futura: un benzina a sei cilindri e tre diesel a quattro cilindri. Il primo è montato sul modello più potente, il 2.9 xDrive28i, ed eroga 258 CV. Il rapporto prestazioni- consumi è il migliore di tutta la gamma X: 230 km/h di velocità massima, accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 6,8 secondi e consumi che variano dai 9,4 litri ogni 100 km (ciclo misto) di questa variante agli appena 5,3 l di quello più conveniente. Un propulsore diesel da 204 CV con TwinPower Turbo e iniezione Common-Rail alimenta invece xDrive23d, mentre sono rispettivamente 177 e 143 i cavalli che spingono i propulsori di xDrive20d e xDrive18d.

Sicurezza- Come si evince dai nomi dati ai modelli, la maggior parte delle X1, la cui base meccanica ricalca quella della Serie 1, dispongono della trazione integrale X-Drive. Un sistema efficiente al punto di aver trasformato BMW nel produttore di maggiore successo di vetture a trazione integrale nel segmento premium. Trazione che viene offerta per la prima volta in un’automobile compatta, promuovendone agilità e sicurezza anche sui terreni friabili e instabili. Attraverso un ripartitore di coppia con frizione a lamelle a comando elettronico, x-Drive convoglia infatti la coppia motrice con la massima precisione sempre all’asse le cui ruote offrono il migliore contatto con il fondo stradale, tenendo conto della situazione momentanea. E, dato che la trazione integrale è collegata al controllo dinamico di stabilità (DSC) e alla gestione motore, un eventuale slittamento viene rilevato immediatamente dai sensori delle ruote, che provvedono a sopprimere qualsiasi tendenza di sotto o sovrasterzo. Il DSC comprende altre funzioni all’insegna di tecnologia e sicurezza: il classico ABS, il Dynamic Brake Control, l’assistente di frenata in curva CBC e la modalità di trazione DTC (controllo dinamico della trazione). Quest’ultimo aumenta le soglie d’intervento della regolazione della stabilità di guida, facilitando così la partenza sulla neve o sulla sabbia con le ruote che slittano leggermente. Nella xDrive28i le funzionalità del DSC sono state inoltre ampliate con le funzioni “freni asciutti” durante la guida sul bagnato, la compensazione del fading e l’assistente di partenza. Al contrario dei SUV tradizionali, BMW X1 sarà disponibile anche con la trazione posteriore nelle versioni sDrive.

Design - Come già accennato sopra, il look di questa auto è innovativo. La sezione frontale del design esterno, sviluppato da Adrian Van Hooydonk, esprime infatti la tipica poderosità di “famiglia”, ma lo fa in una chiave d’interpretazione nuova. Qui frontale, fiancate e coda sfociano uno nell’altro con la massima naturalezza, grazie a linee incisive che rendono fluida l’unione tra i singoli elementi della carrozzeria. Il risultato è un piacevole mix tra eleganza raffinata, funzionalità moderna e robustezza. Quest’ultima trova la sua massima espressione nella maggiore altezza da terra in stile crossover, nei passa ruota squadrati, nel cofano motore bombato e nel doppio rene BMW incastonato verticalmente con delle asticelle larghe e distanziate, in modo da enfatizzarne l’aspetto ‘muscoloso‘. La nuova vettura bavarese sfoggia inoltre una spiccata espressività con i doppi proiettori tondi che emettono uno sguardo intenso e concentrato, mentre una cornice lavorata tridimensionalmente ne accentua ulteriormente la forma. Inoltre, il lunotto leggermente inclinato e le eccellenti caratteristiche aerodinamiche (coefficiente Cx di 0,32) svelano la parte più sportiva di questa auto.

Interni- Sportività che è ripresa dall’abitacolo, dove elementi grafici fortemente espressivi, generose modanature e linee dall’andamento dinamico conferiscono agli interni un look giovane. La plancia portastrumenti viene strutturata da linee orizzontali che, riprese nei pannelli interni delle porte, sottolineano l’orizzontalità e la generosa spaziosità degli interni. Il nuovo design vi integra con armonia anche il Control Display del sistema di comando iDrive, disponibile come optional. Alcuni elementi vanno poi a vantaggio della sicurezza: un nastro in tinta di contrasto che avvolge la strumentazione combinata, inclusa la bocchetta d’aria superiore, indirizzando lo sguardo verso la strada; la leggera inclinazione verso il guidatore dei comandi della climatizzazione e del sistema audio; la separazione netta nella consolle tra zona del pilota e del passeggero; la classica posizione di seduta rialzata dei SUV marchiati con l’elica.
Ma quanto costa mettersi al volante di una X1? Dai 29.500 euro del modello base ai 42.500 di xDrive 23d Futura.

La Mini diventa Suv e ‘conquista’ la campagna

aprile 26, 2010  |  Bmw, Motori, Suv No Comments
 

Mini Cooper S Countryman, la più prestante delle 7 versioni disponibili

Dopo un ‘parto’ lungo due anni, ecco finalmente l’attesissima Mini Countryman. Ideata e mostrata al pubblico sottoforma di vettura concept al Salone di Parigi del 2008 ed evolutasi poi nella più recente Beachcomber Concept, il primo SUV (o meglio, visto il design, crossover) della piccola anglo-tedesca ha debuttato ufficialmente lo scorso marzo al Salone di Ginevra, costituendo una delle novità più succose della manifestazione elvetica. (vedi la PROVA SU STRADA)
Con un nome che richiama alla mente strade sterrate e polverose di campagna, la Countryman è la prima Mini della storia a quattro porte, nonché la più grande in assoluto visti i suoi 4 metri abbondanti di lunghezza (per l’esattezza, 4097 centimetri). Sempre nel segno del quattro, il crossover britannico si dota per la prima volta della trazione integrale ALL4, sistema mutuato dall’xDrive della casa madre BMW che, grazie al controllo elettronico centrale, trasferisce in condizioni di pioggia la coppia dalle ruote posteriori all’asse anteriore fino al 50%. Inevitabilmente vi sono grandi novità anche nella carrozzeria che, pur mantenendo il family feeling Mini, presenta diverse interessanti variazioni rispetto ai modelli classici. Su tutte, spiccano il frontale caratterizzato da una nuova griglia esagonale (con barre orizzontali cromate o nere) e i fari, i quali si estendono sulle fiancate contraddistinte a loro volta da una finestratura alta ed estesa e sbalzi ridotti. Gli interni, invece, sono più fedeli alla tradizione. L’unica differenza rilevante è costituita dal MINI Center Rail, binario centrale in cui si possono posizionare accessori come portatazze e portaoggetti di varia forma e dimensione. Ovviamente, aumenta la spaziosità dell’abitacolo, ora in grado di ospitare cinque persone, anche se la vettura viene consegnata con i sedili posteriori sdoppiati. E’ però possibile disporre, senza alcun costo aggiuntivo, di un divanetto posteriore regolabile a tre posti. La capienza del bagagliaio varia a seconda del posizionamento di tale divano, e può passare da un minimo di 350 litri ad un massimo di 1170.
Sette le varianti disponibili, tutte equipaggiate di serie con cambio manuale a 6 rapporti (le versioni a benzina possono però avere il cambio automatico a 6 velocità Steptronic con paddle al volante), declinate nei due modelli One e Cooper. La One Countryman a benzina monta un propulsore 1.6 da 98 CV e 153 Nm che gli permette di accelerare da 0 a 100 km/h in 12,7 secondi e di raggiungere i 175 km/h. Consumi ed emissioni si assestano sui 5.9 l/km e 137 g/km di CO2 per un prezzo di listino di 21mila euro. Con 1.650 euro in più potrete avere la One D, versione diesel in cui la potenza sale a 112 CV (270 Nm), la velocità massima tocca i 180 km/h e l’accelerazione 0-100 km/h passa a 10,9 secondi; logicamente, i consumi calano a 4,4 l/100 km e le emissioni a 116 g/km. Sulla stessa linea d’onda la Cooper Countryman D (24.700 euro o 26.400 con trazione integrale), mentre la gemella a benzina sale ulteriormente di tono raggiungendo i 190 km/h (e 10,5 secondi per toccare i 100 km/h) grazie ai suoi 122 CV. Ma il top della gamma è rappresentato dalla Mini Cooper S Countryman (27.400 € e 28.950 € per la ALL4) che, come le più recenti vetture del marchio anglo-tedesco, adotta il nuovo 1.6 turbo 184 CV con turbina twin scroll, iniezione diretta e regolazione automatica dell’alzata delle valvole derivata dal collaudato Valvetronic di BMW. I 184 CV e 240 Nm di coppia offrono prestazioni eccellenti per un piccolo crossover: 215 km/h e 7,6 secondi da 0 a 100 km/h consumando 6,3 l/100 km ed emettendo CO2 pari a 146 g/km.
Con Countryman, quarto modello dello storico e modaiolo brand ora affiliato a Bmw, l’offensiva di Mini è però appena iniziata. Dopo la messa in vendita ufficiale -in Italia bisognerà aspettare il 18 settembre-, infatti, è prevista l’uscita di una coupè e una roadster. Appuntamento al 2011?

Hyundai, spazio alle compatte con iX35

febbraio 21, 2010  |  Motori, Suv No Comments
 

Ecco la nuova Hyundai iX35

Nel 2009 la i10 ha rappresentato da sola la metà delle 38.866 auto vendute da Hyundai. Nel mercato europeo, questo modello ha registrato un bel +86% di vendite, mentre le sorelle i20 e i30 si sono ‘fermate’ rispettivamente al +32% e +56%. Logico allora che il marchio coreano si concentri sui modelli compatti, i più appetiti del momento. La nuova iX35, SUV erede del Tucson, nasce proprio in ossequio a questa strategia, mentre Santa Fe esce di produzione e Hyundai Motor Italia decide di non importare il modello destinato a sostituirlo, FX 55.

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Fluidic sculpture- Nella iX35, vettura che andrà a battagliare con Ford Kuga, Peugeot 3008, Nissan Qashqai, Volkswagen Tiguan e Toyota Rav4 nel segmento C, il più vivace del mercato automobilistico, il taglio con il passato è evidente. Le linee tese, filanti, decisamente moderne, inaugurano un nuovo corso in termini di design, denominato “Fluidic Sculpture”. Leggermente più grande del predecessore (441 x 182 x 167 cm), vanta un bagagliaio di 1436 litri, il più capiente dell’intero segmento. Ben articolata la gamma di motori che, al momento del lancio nel nostro paese (20-21 marzo), presenterà tre propulsori Euro 5: un due litri a benzina da 163 CV e una coppia di due litri a gasolio da 136 e 184 CV. I primi due li troverete sia a trazione anteriore che integrale, il terzo soltanto con quattro ruote motrici. Ragionevoli e contenuti i valori di consumi ed emissioni. Si passa dai 5,5 l/100 km e 147 g/km di CO2 del diesel 136 CV a trazione anteriore agli 8,2 l/100 km e 195 g/km di CO2 del benzina a trazione integrale.

Dotazioni e prezzi-Arriveranno soltanto in autunno, invece, il 1600 benzina e il 1700 diesel, le versioni più concorrenziali; quelle che, nei progetti di Hyundai Motor Italia, dovranno permettere a iX35 di toccare quota 10mila unità vendute lungo lo Stivale. Il prezzo di listino di queste versioni scenderà infatti al di sotto dei 20.990 euro necessari per mettersi al volante del 2000 benzina nell’allestimento Classic (il più semplice) a trazione anteriore. La gamma sale man mano di equipaggiamenti, optional e prezzo fino a toccare i 30.990 euro del 2000 turbodiesel (da 184 CV con 4WD) “Style”, allestimento dotato di cambio automatico, cerchi da 18 pollici, sedili riscaldabili, retrovisori ripiegabili elettricamente, sensori di parcheggio, interni in pelle, navigatore con schermo touch da 6,5”, telecamera posteriore e, dulcis in fundo, di uno scenografico tetto panoramico. Di serie sono comunque compresi air bag, filtro antiparticolato autorigenerante ed elettronica a volontà (ABS, ESP, EBD, TCS, HAC e DBC) per il controllo di trazione, pattinamento, stabilità, frenata e partenza in salita. Hyundai, determinato a confermare l’esaltante risultato conseguito da i20, nominata quarta auto più sicura d’Europa (e prima assoluta nel segmento B) nel 2009, punta quindi ancora una volta sulla sicurezza con McPherson, comparto sospensioni costituito da una barra stabilizzatrice all’anteriore ed un multilink al posteriore.

Triple 5- La casa coreana sposta i suoi standard verso l’alto anche per quanto riguarda l’assistenza post-vendita. Triple 5, pacchetto che offre agli acquirenti garanzia quinquennale, assistenza stradale 24 ore su 24 ed “healthcheck” periodici per un medesimo periodo di tempo, è una novità assoluta nel mondo delle quattro ruote. Se Triple 5 riscuoterà un apprezzabile successo, verrà riproposto su altri modelli della casa.

A proposito di modelli, il marchio asiatico si appresta a vivere un biennio molto intenso. Allan Rushforth, vicepresidente di Hyundai Europe, ha annunciato che a partire dalla metà di quest’anno, la casa proporrà ben dieci novità tra modelli inediti e aggiornamenti, con l’obiettivo di rafforzare l’immagine del brand nel Vecchio Continente. La ix35, dunque, è soltanto l’apripista di questo nuovo intrigante corso.