Politica interna


12-13 giugno 2011: Referendum su Nucleare, Privatizzazione dell’Acqua Pubblica e Legittimo Impedimento

aprile 14, 2011  |  Post by: Michael Vittori  |  Ambiente, Politica interna 2 Comments

12 13 giugno 2011: Referendum su Nucleare, Privatizzazione dellAcqua Pubblica e Legittimo ImpedimentoTv e media ne parleranno poco, ma i prossimi 12-13 giugno 2011 si gioca una partita importantissima per il nostro paese. Il popolo italiano è infatti chiamato a dar il proprio parere, tramite lo strumento del Referendum, su 3 importantissimi temi: produzione di energia nucleare, privatizzazione dell’acqua e legittimo impedimento. Questo grazie ai comitati referendari (Fermiamo il Nucleare, Acqua Bene Comune, ecc..) che hanno raccolto le firme necessarie e ottenuto l’ok della Corte Costituzionale.
Come sempre, il referendum è ABROGATIVO: si vota SI’ per abolire la normativa vigente, NO per mantenere lo status quo. In caso di vittoria dei SI’, le leggi già approvate dal Parlamento verranno abrogate, ma ad una condizione: il raggiungimento del QUORUM. Ovvero, il 50% + 1 degli aventi diritto dovranno votare affinché qualsiasi risultato venga validato. In caso di vittoria del NO o del non raggiungimento del quorum, lo stesso referendum non potrà essere ripresentato per i prossimi 5 anni.
Proponiamo qui una rapida guida al referendum 2011 con tutte le info utili per sapere come e perché votare.

Indice

  1. I quesiti
  2. Quando, dove e come si vota
  3. Referendum sul nucleare
  4. Referendum sulla privatizzazione dell’acqua
  5. Referendum sul legittimo impedimento

I quesiti sulla Gazzetta Ufficiale

a) referendum popolare n. 1 (Acqua Pubblica)
Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione;
b) referendum popolare n. 2 (Acqua Pubblica)
Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma;
c) referendum popolare n. 3 (Nucleare)
Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme;
d) referendum popolare n. 4 (Legittimo Impedimento)
Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

Quando, dove e come si vota

Domenica 12 e lunedì 13 giugno nel seggio indicato nella tessera elettorale della sezione di appartenenza dell’elettore. In un primo momento erano state proposte le date del 15-16 maggio, in concomitanza con le elezioni amministrative, ma il Governo ha rifiutato l’accorpamento, mandando in fumo circa 300 milioni di euro.
Si vota SI’ per abrogare le leggi in vigore.
Si vota NO per mantenerle invariate.
E ‘ possibile votare anche soltanto una parte a scelta dei 4 quesiti.
Gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto, dovranno esibire la tessera elettorale personale a carattere permanente e un documento di riconoscimento valido.
Possono votare per il Referendum tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del Comune italiano di residenza che abbiano compiuto 18 anni entro il primo giorno previsto per le votazioni.
Ogni risultato sarà validato soltanto in caso di raggiungimento del quorum.

Referendum sul nucleare

Sebbene gli italiani avessero già espresso chiaramente la loro opinione nel 1987, con la Legge Sviluppo del 2009 il Parlamento ha formalmente sancito il ritorno al nucleare del nostro paese.
La lista dei siti dove verranno costruite le centrali è ancora segreta, ma le Regioni, anche quelle governate da esponenti dei partiti di maggioranza, hanno già fatto ostruzionismo: sul nostro territorio nessuna centrale. Insomma, sì formale al nucleare, a patto che siano gli altri ad accollarsene la gestione e tutti i rischi del caso. Il disastro giapponese di Fukushima sembra aver infranto anche le certezze dei più inossidabili convinti, e pure l’Europa pare voler far un passo indietro. Per quante misure di sicurezza si possano attivare, infatti, le centrali saranno sempre un pericolo per l’umanità. Senza dimenticare le problematiche relative alla gestione e locazione delle scorie radioattive. E allora anche i vantaggi in termini economici derivanti dallo sfruttamento di questo tipo di energia (l’Italia, come risaputo, è carente di materie prime energetiche, e dipende in gran parte dalla Russia e dai paesi del Maghreb e Medioriente) passano decisamente in secondo piano.

Per impedire la produzione di energia nucleare in Italia, bisogna votare SI’.

Per permettere il ritorno delle centrali nel nostro paese e ‘liberarlo’ dalla “dipendenza energetica”, votare NO.

Referendum sulla privatizzazione dell’acqua pubblica, bene comune

Saranno ben due i quesiti sulla privatizzazione dell’acqua. Esattamente com’è già accaduto con l’energia elettrica e tanti altri servizi, anche l’acqua sta per finire in mano ai privati. Con tutti i rischi annessi e connessi: le compagnie distributrici potranno agire in regime di libero mercato, imponendo tariffe potenzialmente esorbitanti per i servizi idrici. La gestione pubblica è stata criticata per gli sprechi e la gestione delle risorse umane, ma in presenza di regime privatistico lo Stato non potrà più calmierare i prezzi.

Il SI’ rimetterà l’acqua in mani pubbliche, dando ragione a chi ritiene l’acqua un bene vitale di prima necessità.

Il NO lascerà strada libera alla privatizzazione dell’acqua, che potrà sì ridurre sprechi e inefficienze, ma anche dar un potere economico enorme alle aziende del settore che potranno imporre tariffe incontrollabili.

Referendum sul legittimo impedimento

Dal lodo Alfano (bocciato dalla Corte Costituzionale) fino all’approvazione della versione ‘soft’ del 10 marzo 2010 con ben due voti di fiducia – successivamente rivista dalla Corte il 14 gennaio 2011- , il legittimo impedimento è stato al centro del dibattito politico italiano per anni.
Ma cose prevede il decreto legge? La possibilità per il Presidente del Consiglio e i Ministri di giustificare la propria assenza in un’udienza penale, in caso di “concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste per leggi, nonché di ogni attività coessenziali alle funzioni di Governo”. In sostanza, consente loro di non presentarsi in aula in caso di processi a loro carico. Come da articolo 1 comma 6, il rinvio dell’udienza per “legittimo impedimento” non influisce sul corso della prescrizione del reato, che rimane sospeso per l’intera durata del rinvio e riprende il suo corso dal giorno in cui è cessata la causa della sospensione.
La finalità, come si legge nel testo ufficiale, è di assicurare il “sereno svolgimento delle funzioni attribuite dalla Costituzione e dalla legge” al Presidente del Consiglio e ai Ministri. Ad ogni modo, il ddl ha durata temporanea (18 mesi) in attesa di una legge costituzionale di più ampia portata.

Votando SI’, si decreterà la definitiva sconfitta di questa legge, ‘costringendo’ il premier e i ministri a presenziare sempre e comunque ai processi a loro carico. Della serie, la legge è uguale per tutti.

Votando NO, il legittimo impedimento potrà essere esercitato da tali cariche istituzionali.

San Mauro Mare sommersa dalla neve. E abbandonata al suo destino

dicembre 16, 2010  |  Post by: Michael Vittori  |  Ambiente, Politica interna No Comments
San Mauro Mare sommersa dalla neve. E abbandonata al suo destino

San Mauro Mare totalmente imbiancata

Abbiamo dovuto aspettare 20 anni per assistere ad una nevicata con tutti i crismi del caso, ma ormai la neve a San Mauro Mare non fa più notizia. Se 12 mesi fa era stata accolta (o maledetta) come un evento eccezionale, la violenta nevicata che si è abbattuta in questi giorni, e in particolar modo nella giornata di oggi, non stupisce più nessuno.
Il clima in riviera, infatti, pare sensibilmente cambiato, con un ulteriore irrigidimento delle temperature invernali che ha favorito le precipitazioni nevose. Esemplare quel che sta accadendo in questi giorni: la neve ha imbiancato solamente la costa risparmiando l’entroterra; evento impensabile sino a qualche anno fa.

- GUARDA IL VIDEO REPORTAGE GIRATO SULLA SPIAGGIA -

10 cm di neve

Tornando alla cronaca meteorologica, nell’arco di 12 ore sono caduti copiosi 10 cm circa che hanno imbiancato totalmente la spiaggia sammaurese, regalando agli abitanti un colpo d’occhio come sempre suggestivo. Ma la neve ha giocoforza ricoperto anche le strade, creando disagi diffusi alla circolazione di auto e mezzi pubblici… altroché offerte neve, qua mica siamo in montagna!

Disagi

San Mauro Mare sommersa dalla neve. E abbandonata al suo destino

Emblematica la situazione delle strade sammauresi

Qui, infatti, arriva la nota dolente. Esattamente come nel 2009, non si è ancora vista ombra di spazzaneve, spargisale o affini (leggi trattori improvvisati ma comunque funzionali), mentre a San Mauro Pascoli, comune di cui la frazione fa parte, il servizio è stato prontamente fornito (perlomeno nei giorni scorsi).
Si ripropone dunque l’annoso problema che vede la frazione rivierasca abbandonata dal Comune al suo destino; un discorso che vale per la pulizia delle strade dalla neve così come dalle foglie autunnali, tanto restare alla stretta attualità. Insomma, già da tempo gli abitanti di San Mauro Mare si sentono relegati a cittadini di serie B. E pensare che basterebbe veramente poco per fornire un servizio tanto basilare quanto essenziale.

Immigrati, la Consulta dà ragione alla Toscana. Respinto il ricorso del governo

luglio 26, 2010  |  Post by: Michael Vittori  |  Migranti in Italia, Politica interna No Comments

Il ricorso del Governo italiano contro la legge regionale toscana in materia di diritti degli immigrati è “inammissibile e non fondato”. Questo il lapidario verdetto della Consulta Costituzionale, chiamata a valutare la costituzionalità del discussissimo decreto che prevede l’accesso gratuito ai servizi sanitari per gli immigrati, ma soprattutto l’assistenza sociale e sanitaria urgente e indifferibile anche per i clandestini sul territorio toscano. Un punto, questo, che nei mesi scorsi ha scatenato una dura polemica politica, sia all’interno del Consiglio regionale toscano che a livello nazionale. Il testo approvato dall’ex governatore Martini il 9 giugno 2009 ha infatti dato il la ad una dura battaglia, conclusasi con il ricorso presentato dal governo –e controfirmato dal premier Berlusconi in persona- per la presunta illegittimità costituzionale di alcuni articoli della suddetta norma. Ovvero, la presunta incompatibilità della legge con la disciplina dei flussi migratori, di esclusiva competenza del legislatore statale, e con i principi costituzionali in tema di diritto di asilo. Un’azione che è giunta a seguito della raccolta di firme (arrivate a quota 43mila) -prima proposta dal Pdl toscano poi abbandonata per lasciare spazio al ricorso- per il bando di un referendum popolare abrogativo. Ma ora la Consulta ha bocciato l’istanza del Pdl, dando ragione alla giunta toscana.
La legge regionale sull’immigrazione è un’offesa al buon senso, un’offesa al principio di legalità, un’offesa nei confronti di tutti coloro che vivono rispettando le leggi, siano essi italiani o stranieri che hanno eletto la Toscana come terra d’adozione. Non sarà una sentenza a fermare la nostra battaglia”, ha commentato Monica Faenzi, portavoce del Pdl toscano. “Mi auguro che il Pd apra gli occhi –prosegue- e comprenda che l’immigrazione clandestina è un fenomeno che va non tollerato, ma governato”. Ben più dure le parole del segretario toscano della Lega Nord Claudio Morganti: “Non sarà certo la sentenza della Corte Costituzionale a legittimare una legge ingiusta e razzista verso i cittadini toscani”. Esulta, invece, il governatore Enrico Rossi: “La nostra è una legge all’avanguardia. La sentenza è una vittoria della ragione e della civiltà, giustizia è fatta”.
A tutti gli “irregolari” di Toscana verrà dunque garantito trattamento sanitario a differenza di quanto accade nel resto d’Italia. Ma non solo. In caso di estrema gravità e di emergenza, avranno pure accesso a dormitori e mense in via temporanea: “Non garantiamo diritti aggiuntivi –spiega la Regione- ma quelli previsti, e troppo spesso disattesi, dalle Convenzioni e dai principi del diritto internazionale e dalla nostra Costituzione”. Il tutto senza costi aggiuntivi per i cittadini, assicura. La legge fa parte di un piano più ampio di integrazione per gli stranieri, che va dall’accesso ai servizi come asili nido e alloggi di edilizia pubblica alla promozione di associazioni di stranieri, fino alla creazione di una rete regionale di sportelli informativi. E il governatore Rossi, incassata la vittoria, non ha nessuna intenzione di fermarsi qui. Perché “il Governo farebbe bene ad operarsi per garantire i diritti di cittadinanza e i diritti politici degli immigrati. Non è possibile che chi nasce nel nostro paese debba aspettare 18 anni prima di iniziare la procedura per diventare italiano, non è possibile che all’immigrato residente da tanti anni qui, che lavora regolarmente, non sia garantito anche l’esercizio del diritto politico di voto, in particolare a quello amministrativo”. Una chiara apertura al voto agli immigrati, un modo per far sentire i figli di stranieri nati nello Stivale “fratelli d’Italia”, cittadini a pieno titolo del nostro paese. In attesa di un (alquanto improbabile) decreto nazionale, l’esecutivo regionale presenterà un disegno di legge che consenta la partecipazione al voto amministrativo ai regolari. La battaglia è solo all’inizio.

Michael Vittori – SEO copywriting

5 domande a Daniele Corticelli sul tema “Infrastrutture a Bologna”

luglio 19, 2010  |  Post by: Michael Vittori  |  Interviste, Politica interna No Comments

5 domande a Daniele Corticelli sul tema Infrastrutture a Bologna1- “Così il metrò non si può fare. Se non si deroga al patto di stabilità, bisognerebbe chiedere alla città sacrifici che non può sopportare”. Questo il messaggio lanciato da Anna Maria Cancellieri al ministro delle Infrastrutture Matteoli. Concorda con il commissario? E’ favorevole alla costruzione della metropolitana a Bologna e, in caso positivo, qual è la strada da percorrere per la sua realizzazione concreta?

2- Dal palco dell’assemblea di Ance è arrivata una doccia gelata sul futuro del Passante Nord: l’Ue ha rigettato l’ipotesi, concepita dagli enti locali, di un affidamento senza gara del progetto. Il rischio è dunque di dover ripartire da zero con un nuovo piano.
Qual è la soluzione migliore per la realizzazione di questa fondamentale opera e quali, a questo punto, i presumibili tempi d’attuazione?

3- Rimanendo al Passante Nord, è giusto a suo avviso averne affidato la costruzione e gestione ad Autostrade S.p.a?

4- Della necessità tutta bolognese di nuove infrastrutture che risolvano il problema del congestionamento cittadino del traffico si parla sin dagli anni ’90. Ad oggi, però, la maggior parte dei progetti è ancora sulla carta.
Perché è così difficile concretizzarli?

5 – Dopo aver bloccato con successo l’assegnazione senza gara del progetto “people mover“ ad Atc, ha chiesto dalle colonne de Il Resto del Carlino “un nuovo indirizzo etico per le gare e appalti pubblici del comune” di Bologna.
Qual è la sua visione di “appalto etico” e come intende raggiungere questo (difficile) obiettivo?

Michael Vittori – esperto in web copywriting

Primo Maggio di musica e speranza a Rosarno

maggio 06, 2010  |  Post by: Michael Vittori  |  Migranti in Italia, Politica interna No Comments

Primo Maggio di musica e speranza a RosarnoMusica, danze e balli per voltare pagina. Per favorire l’incontro e dimenticare lo scontro. Per far sì che la vergogna quotidiana di una terra controllata e vessata dalla ‘ndrangheta‘ non sia più triste consuetudine. Bianchi e neri, calabresi e africani, lavoratori e disoccupati, tutti uniti per dire no alla mafia e urlare lo slogan “Lavoro, legalità, solidarietà“.
E’ stato un 1° maggio particolare, più che mai sentito, quello di Rosarno. Nel teatro dei violenti disordini che, quattro mesi fa, hanno scosso l’Italia intera e l’opinione pubblica internazionale, a pochi passi dai tuguri in cui i braccianti africani erano costretti a vivere con pochi spiccioli al giorno, la Festa dei lavoratori ritrova la sua dimensione più autentica, fondendosi con la lotta alla criminalità organizzata e recuperando i valori enunciati dall’articolo 1 della nostra Costituzione. Principi su cui anche il Presidente Giorgio Napolitano, tornando con la memoria ai fattacci di gennaio, ha messo l’accento nel suo intervento dal Quirinale: “I fenomeni di sfruttamento schiavistico del lavoro degli immigrati, di ostentata e violenta illegalità a fini di manipolazione del mercato del lavoro sono intollerabili in un paese civile, intollerabili nell’Italia democratica, e vanno stroncati con ogni energia. Nessuna situazione di difficile controllo dell’immigrazione può giustificare violazioni evidenti delle leggi e dei diritti dei lavoratori. Tanto meno può giustificarle anche la più critica delle congiunture economiche. L’articolo 1 -prosegue il capo di Stato- non è un residuato post-bellico di singolare marca italiana. Quel valore è la chiave dell’economia sociale di mercato cui la più recente e attuale Carta di principi dell’UE ancora il progetto dell’Europa unita“. Il presidente della Repubblica ha poi espresso grave preoccupazione per i “fenomeni di instabilità finanziaria che stanno scuotendo l’Euro e l’Unione europea” e la “mancata soluzione dei problemi di assetto del sistema finanziario mondiale” che potrebbero portare ad una ripresa “senza occupazione“.

A Rosarno, invece, dopo la manifestazione del mattino con il comizio dei segretari generali di CGIL-CISL e UIL, ha preso la parola la musica, impareggiabile veicolo di solidarietà, comunicazione e integrazione. Grandi artisti come Edoardo Bennato, Bachir Gareche, Baba Sissoko, Kalavria, Quartaumentata, Mattanza, Invece, Mimmo Cavallaro, Cataldo Perri, Nino Forestieri, Giovanni Block, Roberta Cartisano, Nino Quaranta, preceduti dai Savant, band di musicisti di Rosarno, hanno allietato i 15mila partecipanti (cifra stimata dagli organizzatori) al concertone, ricordando il grande fermento musicale della regione, prezioso mix di influenze diverse: araba, africana e, ovviamente, italiana. Il ‘potere integrativo’ delle note, dunque, contro lavoro nero, mafie, razzismo e sfruttamento degli immigrati, in un Primo Maggio che vuole segnare “il riscatto” di Rosarno, diventata per quest’anno l’epicentro nazionale della Festa dei lavoratori di un Sud che non vuole chinare la testa di fronte a mille difficoltà e chiede a gran voce l’attenzione di uno Stato troppo spesso assente. Perché l’esempio degli Impastato, Valarioti e della vergogna delle baraccopoli della Rognetta non sia stato vano, perché i 31 arresti dei giorni scorsi per sfruttamento della manodopera agricola straniera sia solo l’inizio. Segnali forti di un piccolo centro che non vuole passare alla storia come onta nazionale, e che “non è affatto razzista”, come sottolinea il segretario provinciale della Uil Pino Zito, dato che “l’emergenza era da tempo evidente a tutti: purtroppo al sud accadono queste discrasie che poi generano conflitti. I sindacati sono sempre dalla parte della legalità“. “I sindacati -gli fa eco il collega della CGIL Francesco Alì- intendono la festa del lavoro come un momento lungo un anno, e ritengono necessario favorire l’integrazione tra immigrati e residenti, prendendo da loro le migliori espressioni dalla musica allo sport“.  Un timido raggio di sole brilla su Rosarno in questo Primo Maggio di festa e buoni propositi, sperando che nuovi nubi non lo oscurino troppo in fretta e che alle parole seguano i fatti.

Un sardo a Kabul

febbraio 25, 2010  |  Post by: Michael Vittori  |  Politica, Politica interna No Comments
Un sardo a Kabul

Sequi insieme a Gino Strada e un afghano

Per il suo 52esimo compleanno il presidente Hamid Karzai ha ricevuto un regalo molto speciale, il coltello di Pattada. Ha discusso amabilmente di codici d’onore, sottolineando la marcata somiglianza tra barbaricino e pashtunwali (codice religioso e pre-islamico dei “Pashtun”, gruppo etnico- linguistico dell’Afghanistan e del Pakistan occidentale). Il suo interlocutore non potrebbe essere che italiano, per la precisione sardo: chi, infatti, potrebbe conoscere a fondo l’antico codice agro-pastorale (fondato sull’atavico meccanismo offesa- vendetta) originario del nuorese e sassarese, se non un isolano doc?

Vita da Faust- Ettore Sequi, 53enne ambasciatore italiano giunto a Kabul nel 2004 e rimastovi nel 2008 per la nomina a inviato speciale dell’UE, mandato che scadrà a fine mese, è senza dubbio lo straniero più conosciuto, influente e rispettato nel tormentato paese asiatico. Nella jungla di una terra martoriata dai conflitti, ha imparato con il tempo a muoversi con cautela ed evitare qualsiasi rischio. “La sicurezza non è solo la fortificazione, i muri di cemento e le torrette sui blindati –precisa- Ci vogliono prevenzione, calcolo, bisogna cercare di essere poco visibili. Così ho chiesto alle guardie di togliere i jammer dalle jeep, gli antennoni che bloccano i cellulari, usati per attivare gli ordigni al passaggio dei convogli”. La sua vita è un tourbillon continuo, tra un viaggio e un vertice ad Abu Dhabi, Madrid, Monaco di Baviera, Bruxelles, Londra, e le attività frenetiche che lo aspettano al rientro nella sua casa-ufficio nel quartiere di Sharh-e-now. “La mia giornata tipo è quella del dottor Faust –racconta l’ambasciatore di Oristano- l’orologio che gira e la mezzanotte che si avvicina: ti piglia l’ansia di usare ogni barlume di questo tempo. Perché l’Afghanistan è fluido, sempre in movimento. Se stai via dieci giorni, lo devi rincorrere. In questo paese, da più di trent’anni, trent’anni di guerra, la gente non sa che può succederle il giorno dopo. Imparare a seguire il ritmo delle turbolenze è inevitabile”.

Impegno sociale- La sua è una vita dedita a migliorare le cose in un paese in cui tutto è così difficile e complicato. Ma che a volte sa regalare sorrisi e spiragli di speranza. Dopo un’estenuante trattativa con il mullah e il capoclan, Sequi è riuscito infatti ad organizzare una cooperativa di donne dedita alla realizzazione di bigiotteria. “L’attività ha cominciato a rendere così bene che uno dei mariti, un poliziotto, ha deciso di rimanere a Kabul nonostante gli sia stato proposto un lavoro fuori dalla capitale. Il motivo? La moglie guadagnava più di lui con le sue creazioni”. Una piccola grande rivoluzione raccontata al Parlamento olandese dal ministro degli esteri Maxime Verhagen, il giorno prima di un dibattito sull’impegno militare in Afghanistan. Sono proprio queste conquiste ad aver fatto innamorare il nostro ambasciatore di Kabul: “Si può insegnare a conoscere l’Afghanistan, non si può insegnare ad amarlo. Perché non ci sono vie di mezzo: la passione può essere solo a prima vista e in quel caso restare qui a lungo non è un sacrificio”.

“Dialogo a Nord Est”

febbraio 16, 2010  |  Post by: Michael Vittori  |  Libri, Politica interna No Comments

Dialogo a Nord Est

Dal Ministro Sacconi un monito al Nord Est

Treviso- “Senza una visione cosmopolita che combatta i localismi, senza riforme, si perde l’ultimo treno”. Il monito lanciato dal Ministro Sacconi è di quelli forti, i destinatari nemmeno tanto velati. “Dialogo a Nordest”, libro redatto ‘a quattro mani’ dal Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali insieme all’ex ministro socialista, nonchè suo mentore, Gianni De Michelis, cela in realtà un forte messaggio rivolto alla classe dirigente e politica del Nord Est. E il momento scelto non potrebbe essere più azzeccato. Il prossimo cambio di leadership in Veneto, che con ogni probabilità porterà la Lega a raccogliere l’eredità del Pdl all’interno del centrodestra, è alle porte, le conseguenze immaginabili. “Esiste un rischio di ‘rattrappimento’ e stallo. Il Nordest non può chiudersi, va incoraggiato a ritrovare lo spirito di Marco Polo -ha dichiarato il Ministro durante la presentazione del libro, svoltasi al centro congressi Bhr di Quinto di Treviso davanti a più di 500 persone- La classe dirigente deve talvolta avere il coraggio di dire al popolo: “Alzati e cammina”, non piangere con lui. La leadership veneta è parte della leadership nazionale e deve avere un’espressione sì popolare, ma non populista“. In ossequio al buonsenso, si rivela il peccato ma non il peccatore. In questo caso, però, è lapalissiano chi siano i destinatari della missiva.

Ricette di competitività- Esautorato da qualsiasi ruolo istituzionale, De Michelis può invece esprimersi senza peli sulla lingua, traducendo la visione globale del libro in taglienti e concreti auspici per recuperare competitività. “Aumentare l’età pensionabile. Oggi Cina, India e Brasile sono più vitali perchè vivono una diversa fase demografica ma anche perchè non hanno il problema delle pensioni. Servono meno tasse sul lavoro; non incentivi ma una nuova politica industriale. Bisogna rimettere in modo il meccanismo della competizione altrimenti il Nordest, che puntava ad un ruolo di primo piano, rischia di restare schiacciato tra Europa centrale e paesi dell’Est“. Il nodo fiscale, grande palla al piede dello sviluppo veneto e italiano, sta a cuore anche a Raffaele Bonanni, sul palco del Bhr per parlare del libro insieme agli estensori. Il segretario generale della Cisl ha chiesto “battaglia dura” sui veri nodi della crisi: “Serve un nuovo assetto fiscale per uscire da questa situazione, abbiamo il lavoro più tassato d’Europa e le banche meno disponibili nei confronti delle imprese. Senza le banche locali, molti piccoli sarebbe rovinati“. L’universo dei piccoli, ossia delle PMI, ha rimarcato il direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli, è stato per troppo tempo (ed è tuttora) tanto “fondamentale per il nostro Paese“, quanto privo di “sostegno, voce politica, difese“. Tornando all’ambito veneto, invece, la prima mossa da evitare è la chiusura di Porto Marghera. “Matto chi ha solo mai pensato di chiudere un’area cosi altamente specializzata, ben posizionata geograficamente, ricca di risorse umane specializzate -tuona Paolo Scaroni, ad di Eni- Mai visto nessun paese rinunciare a simili pilastri”.
Scopo benefico- Non solo parole e buoni consigli. Il ricavato di “Dialogo a Nord Est” andrà all’Opera Immacolata Concezione, associazione benefica guidata dal presidente Angelo Ferro, la cui missione è “recuperare le risorse residue di chi ha inventato il Nord Est, di una terza età che può ancora dare, specie ai giovani, diventando una risorsa e non un peso”.
  • Vita notturna in Romagna

    Se volete saperne di più anche sulla nightlife della riviera romagnola, luogo in cui sono nato e vivo, potete andare nella sezione eventi, ma soprattutto consultare la guida più esaustiva sugli eventi nelle discoteche della riviera romagnola, NOTTI ROMAGNOLE.
    Un magazine on line dove troverete l'elenco e la descrizione dettagliata di tutte le discoteche Rimini, discoteche Riccione e di tutta la Romagna con il calendario delle serate e feste sempre aggiornato.