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Libri utili per copywriters

marzo 03, 2011  |  Libri No Comments
 

libri per copywritersLa formazione è fondamentale in qualsiasi lavoro. Per un copywriter lo è ancora di più. Il mondo, la comunicazione e il marketing sono in continua evoluzione, chi non rimane al passo coi tempi è perduto. Il potere della parola e della creatività, enorme tanto ieri quanto oggi, va alimentato e tenuto vivo. Una fiammella che non deve spegnersi mai. Ecco perchè segnalo a tutti i copy di mestiere o aspiranti tali e a chi lavora in un’agenzia di comunicazione, alcuni libri guida per la loro formazione personale. Testi da leggere fino in fondo, fare propri e custodire gelosamente.

  • “Il mestiere di scrivere” di Luisa Carrada
  • “La parola immaginata. Teoria, tecnica e pratica del lavoro di copywriter” di Annamaria Testa
  • “The copywriter’s Handbook” di Robert W. Bly
  • “Freelance Writing Success” di Robert W. Bly
  • “Copywriting – Successful writing for design, advertising and marketing” di Mark Shaw.
  • “Creativià & Pubblicità” di Geppi De Liso
  • “Il nuovo libro della Pubblicità” di Luis Bassat e Giancarlo Livraghi
  • “Il mestiere del copy: manuale di scrittura creativa” di Michelangelo Coviello
  • “Esercizi di stile” di Queneau traduzione a cura di Umberto Eco
  • “Manuale di retorica” di Bice Mortara Garavelli

La Mano di Fatima di Ildefonso Falcones

febbraio 18, 2011  |  Libri No Comments
 
Recensione de “La Mano di Fatima” di Ildefonso Falcones
Fedele (fin nei minimi dettagli) ricostruzione storica e superbo impianto narrativo si fondono ancora una volta nel secondo capolavoro di Ildefonso Falcones, La Mano di Fatima.
Dalla Barcellona del XIV secolo de “La Cattedrale del Mare”, l’autore iberico si sposta avanti di due secoli nel grande orologio della storia e di qualche km a sud (Andalusia).
Lo scenario è la Spagna di Filippo II, una Spagna in lenta ma inesorabile decadenza, un paese dilaniato da lotte civili e religiose. E’ infatti il periodo in cui i musulmani dell’antico califfato di Granada, convertiti a forza al cristianesimo dopo la Reconquista e chiamati con disprezzo moriscos, si ribellano ai soprusi subiti. Nessuno meglio di Hernando, figlio di una musulmana (Aisha) stuprata da un prete cristiano, può rappresentare al meglio questi abusi e l’insanabile frattura tra le due realtà. Il ragazzo delle Alpujarras, chiamato con disprezzo “Nazareno” dalla sua comunità e osteggiato dai cristiani perché profondamente islamico, dedicherà tutta la sua vita, tra mille traversie, alla ricerca di punto d’incontro per una pacifica convivenza tra le due civiltà e religioni. Lotterà per questo e per Fatima, la ragazzina salvata durante la rivolta che diventerà l’amore della sua vita ma anche l’ossessione del perfido e viscido patrigno, Brahim.
La storia di un uomo fortemente idealista ma concreto, alle prese con le difficoltà di una vita tortuosa, si mescola e identifica con l’epopea di un intero popolo e lo scontro tra due fedi e civiltà. Hernando rappresenta l’unica speranza di rispettosa convivenza in un paese insanguinato dove le violenze sono all’ordine del giorno. Un monito di pace con cui Falcones ci riporta all’attualità e ci fa riflettere profondamente.
recensione la mano di fatima
recensione la mano di fatima ildefonso falcones
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Il Papa e il Diavolo. Il Vaticano e il Terzo Reich di Wolf Hubert

maggio 24, 2010  |  Libri No Comments
 
Vaticano e Terzo Reich. Un rapporto difficile, oggetto da sempre di dispute e accesi dibattiti. Spesso avvolto da miti e leggende. Così come la figura di Pio XII, una delle personalità più controverse del XX secolo. Tutto ciò, ovviamente, ha una ragione: l’una o l’altra ipotesi non è mai stata suffragata da documenti, fonti e testimonianze, uniche fondamenta su cui si può ricostruire la Storia.
Dopo tanti anni d’incertezza, finalmente gli inaccessibili e misteriosi Archivi Vaticani hanno aperto le loro porte per il periodo in esame (1917 – 1939). Lo storico tedesco Hubert Wolf ha potuto così esaminare per noi queste fonti, facendo finalmente luce su alcune questioni nodali finora rimaste senza risposta: qual era la visione vaticana della Germania negli anni dell’ascesa al potere del nazismo? Cosa si sapeva realmente negli ambienti ecclesiastici del movimento hitleriano? Quali erano i rapporti tra la Chiesa tedesca e il Vaticano? Fino a che punto la Chiesa di Roma ha trattato con il “diavolo” nazista, pur di salvaguardare l’assistenza spirituale ai propri fedeli? E soprattutto, quale fu il ruolo dell’allora nunzio apostolico Pio XII negli anni che lo portarono al soglio pontificio?
Eugenio Pacelli, infatti, è la figura chiave di questo periodo e del rapporto Vaticano – Nazionalsocialismo. Nessuno meglio di lui, nunzio apostolico (una sorta di supervisore inviato dal Vaticano nelle diocesi all’estero) di Monaco di Baviera tra le due guerre mondiali fino all’elezione a papa del 1939, poteva riferire a Roma quanto stava accadendo in terra teutonica. Tramite la sua formazione culturale, l’approccio conservatore e la ‘forma mentis’, si comprendono meglio le decisioni (o non decisioni) prese dalla Chiesa del tempo. Facendo un pò più di chiarezza su questioni spinose come la reazione del Vaticano all’ascesa di Hitler e alle vergognose leggi razziali, e viceversa l’atteggiamento del Fuhrer verso la chiesa tedesca. In attesa di nuovi, decisivi, documenti, un bel raggio di luce sul periodo più buio della storia contemporanea.

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La cattedrale del mare di Ildefonso Falcones

aprile 21, 2010  |  Libri No Comments
 
Recensione de “La cattedrale del mare” di Ildefonso Falcones
Una ricostruzione storica perfetta e fedelissima in ogni dettaglio, basata su documenti e fonti ufficiali (le cronache di Pietro III), abbinati ad un intreccio narrativo emozionante e coinvolgente.
Con “La cattedrale del mare“, ha fatto centro al primo colpo lo spagnolo Ildefonso Falcones, avvocato reinventatosi scrittore alla soglia dei 50 anni. Un successo giustificato dalla bontà di un racconto mai banale, ben costruito, che riscopre al contempo il filone del romanzo storico ma si rivela più attuale che mai.
Il protagonista Arnau, del quale l’autore ripercorre tutta l’esistenza, vive sì le problematiche dell’epoca (il XIV secolo) che però, in alcuni casi, si riflettono in quelle del mondo contemporaneo: le differenze sociali, i conflitti religiosi, i difficoltosi tentativi nell’elevare la propria condizione. Arnau, infatti, nasce servo della gleba (nome dato anche alla prima delle quattro sezioni in cui è divisa la trama) nella campagna catalana e, una volta giunto nella grande Barcellona -una delle città più evolute, moderne e attive del Basso Medioevo europeo che farà da splendido teatro a tutto il romanzo- insieme al padre per conquistare la libertà, fa di tutto per coronare il sogno del genitore ed elevare la propria condizione economico-sociale. Subisce le angherie dei parenti nobili, diventa bastaix, ovvero portatore di pietre per la costruzione della Chiesa del quartiere della Ribera (la cattedrale del mare, per l’appunto) dedicata alla Madonna. Tale costruzione segnerà e seguirà per sempre la vita del protagonista, accompagnandolo lungo il suo tortuoso percorso. Che, attraverso infinite peripezie, guerre e amori tribolati, lo porterà a diventare un ricco banchiere e mercante, ma anche ad attirare su di sè invidia, odio e le pericolose accuse della minacciosissima Inquisizione per le sue ‘strane’ amicizie con i reietti ebrei.
Consigliato ai lettori di “I pilastri della terra” di Ken Follett o de “Il nome della rosa“, La cattedrale del mare, primo capolavoro di Falcones, si presta bene agli amanti della storia (che non troveranno la benché minima incongruenza con la realtà documentata dai manuali) ma non solo, perché tutti rimarrano catturati dalla miriade di colpi di scena e dalla evoluzione dei numerosi personaggi presenti nel racconto.

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“Dialogo a Nord Est”

febbraio 16, 2010  |  Libri, Politica interna No Comments
 

Dal Ministro Sacconi un monito al Nord Est

Treviso- “Senza una visione cosmopolita che combatta i localismi, senza riforme, si perde l’ultimo treno”. Il monito lanciato dal Ministro Sacconi è di quelli forti, i destinatari nemmeno tanto velati. “Dialogo a Nordest”, libro redatto ‘a quattro mani’ dal Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali insieme all’ex ministro socialista, nonchè suo mentore, Gianni De Michelis, cela in realtà un forte messaggio rivolto alla classe dirigente e politica del Nord Est. E il momento scelto non potrebbe essere più azzeccato. Il prossimo cambio di leadership in Veneto, che con ogni probabilità porterà la Lega a raccogliere l’eredità del Pdl all’interno del centrodestra, è alle porte, le conseguenze immaginabili. “Esiste un rischio di ‘rattrappimento’ e stallo. Il Nordest non può chiudersi, va incoraggiato a ritrovare lo spirito di Marco Polo -ha dichiarato il Ministro durante la presentazione del libro, svoltasi al centro congressi Bhr di Quinto di Treviso davanti a più di 500 persone- La classe dirigente deve talvolta avere il coraggio di dire al popolo: “Alzati e cammina”, non piangere con lui. La leadership veneta è parte della leadership nazionale e deve avere un’espressione sì popolare, ma non populista“. In ossequio al buonsenso, si rivela il peccato ma non il peccatore. In questo caso, però, è lapalissiano chi siano i destinatari della missiva.

Ricette di competitività- Esautorato da qualsiasi ruolo istituzionale, De Michelis può invece esprimersi senza peli sulla lingua, traducendo la visione globale del libro in taglienti e concreti auspici per recuperare competitività. “Aumentare l’età pensionabile. Oggi Cina, India e Brasile sono più vitali perchè vivono una diversa fase demografica ma anche perchè non hanno il problema delle pensioni. Servono meno tasse sul lavoro; non incentivi ma una nuova politica industriale. Bisogna rimettere in modo il meccanismo della competizione altrimenti il Nordest, che puntava ad un ruolo di primo piano, rischia di restare schiacciato tra Europa centrale e paesi dell’Est“. Il nodo fiscale, grande palla al piede dello sviluppo veneto e italiano, sta a cuore anche a Raffaele Bonanni, sul palco del Bhr per parlare del libro insieme agli estensori. Il segretario generale della Cisl ha chiesto “battaglia dura” sui veri nodi della crisi: “Serve un nuovo assetto fiscale per uscire da questa situazione, abbiamo il lavoro più tassato d’Europa e le banche meno disponibili nei confronti delle imprese. Senza le banche locali, molti piccoli sarebbe rovinati“. L’universo dei piccoli, ossia delle PMI, ha rimarcato il direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli, è stato per troppo tempo (ed è tuttora) tanto “fondamentale per il nostro Paese“, quanto privo di “sostegno, voce politica, difese“. Tornando all’ambito veneto, invece, la prima mossa da evitare è la chiusura di Porto Marghera. “Matto chi ha solo mai pensato di chiudere un’area cosi altamente specializzata, ben posizionata geograficamente, ricca di risorse umane specializzate -tuona Paolo Scaroni, ad di Eni- Mai visto nessun paese rinunciare a simili pilastri”.
Scopo benefico- Non solo parole e buoni consigli. Il ricavato di “Dialogo a Nord Est” andrà all’Opera Immacolata Concezione, associazione benefica guidata dal presidente Angelo Ferro, la cui missione è “recuperare le risorse residue di chi ha inventato il Nord Est, di una terza età che può ancora dare, specie ai giovani, diventando una risorsa e non un peso”.