Dopo una lunga e affannata ricerca, i dirigenti bianconeri hanno individuato il nuovo bomber per il Cesena: Vincenzo Iaquinta. Dopo aver incassato il no di Castaignos e Bianchi, la società romagnola ha virato da Pellé, obiettivo iniziale, all’attaccante della Juve, che giunge in riva al Savio in prestito fino a giugno. Una trattativa lampo nella notte che ha visto Campedelli e Minotti soffiare l’attaccante al Novara, un blitz che dovrebbe risolvere (perlomeno nelle speranze di dirigenti e tifosi) l’endemico problema gol in casa bianconera.
Calcio in Romagna
Iaquinta per risolvere il problema gol del Cesena
Giampaolo, esonero inevitabile
Cesena- L’agonia è finita. Da pochi minuti Giampaolo non è più l’allenatore del Cesena.
Campedelli non ci ha pensato due volte: incassato il ko di Parma, il sesto in 9 gare, ha immediatamente esonerato l’ormai ex tecnico bianconero. Una cacciata inevitabile anche per chi, come il patron del Cavalluccio, non aveva mai esonerato un allenatore in corsa, salvando (a giusta ragione visto il risultato finale) anche il contestatissimo Ficcadenti della scorsa annata. D’altronde questo Cesena è stato finora disastroso: dopo 9 giornate di campionato, è desolatamente ultimo con tre soli punti in saccoccia, frutto di tre miseri pareggi; non ha collezionato uno straccio di vittoria ed ha il peggior attacco del torneo. Numeri da museo degli orrori “corredati” da un atteggiamento quanto mai rinunciatario e privo di mordente in campo. Anche oggi, a Parma, il Cesena non è praticamente sceso in campo. Soltanto San Antonioli ha evitato un’umiliante goleada. Cambiar qualcosa (e si sa, in questi casi paga sempre l’allenatore) era d’obbligo.
“Non è una decisione di pancia, ma non abbiamo neppure pensato al sostituto. Prima abbiamo comunicato a Giampaolo quello che vi sto dicendo e cioè che cambieremo la guida tecnica – queste le parole a caldo di Igor Campedelli- Non abbiamo ancora pensato a nessuno, proprio perchè avevamo rinnovato la fiducia a Giampaolo, adesso inizieremo a fare dei sondaggi e cercheremo di comunicare presto il nome del nuovo allenatore. Avete visto tutti la partita: ci ha colpito soprattutto la mancanza di reazione e questa pesantezza mentale della squadra. Noi avevamo allestito una squadra tecnica che doveva fare del gioco la sua arma vincente ed avevamo scelto un allenatore che doveva darci queste garanzie, ma la squadra ha disatteso queste premesse, anche se adesso non va colpevolizzata. Adesso questa prestazione della squadra incomprensibile. È un cambio che ho dovuto fare per dare nuova grinta e forza alla squadra e speriamo che serva per risalire in fretta“.
Giampaolo ha fallito in tutto e per tutto. Il suo progetto tecnico, fatto di possesso palla e gioco ragionato, con Mutu punta centrale alla Totti all’interno di un 4-3-3, è naufragato dopo poche giornate. Durante il match con il Chievo, l’uomo di Giulianova è tornato sui suoi passi, sconfessando in parte il suo credo, con l’inserimento di Bodgani e lo spostamento del romeno, ma la sostanza non è cambiata. Il gioco del Cesena è rimasto sterile, una manovra priva di sbocco finale. Basta scorrere la lista dei presunti cannonieri bianconeri per capire la portata del disastro: Mutu 1 gol, 1 rigore sbagliato e 3 giornate di squalifica, Eder 0 gol, Martinez 0, Ghezzal 0, Bogdani 0, Malonga 0. Il più pericoloso è stato sempre Guana, per il resto buio assoluto, pochissime conclusioni dentro e fuori dallo specchio. E per fortuna che in estate si diceva che c’era sovrabbondanza in attacco… per non parlare di chi ha pronunciato a sproposito la parola “Europa League”: il paragone con il Bari dell’anno scorso mette i brividi. I bianconeri l’hanno buttata dentro solo tre volte, pagando gli isterismi e la pessima forma dell’uomo mercato Mutu e il mancato rilancio di Eder, altra enorme delusione di queste prime giornate. E anche qui Giampaolo ci ha messo del suo, insistendo sul pretoriano Ghezzal, fischiatissimo dalla Mare e a tratti inguardabile. Oggi la squadra non ha nemmeno lottato, come se la retrocessione fosse già sancita. L’esonero era inevitabile.
Toto allenatore
Ora scatta il toto allenatore. Circolano i nomi di Iachini, Beretta, Marino e Ballardini, ma a prescindere da chi arriverà in Romagna, sarà necessario dare una forte scossa alla squadra. C’è già chi rimpiange il gioco poco appariscente ma concreto di Ficcadenti, ed è tutto dire… Chi sostituirà Giampaolo avrà l’obbligo di salvare un patrimonio costruito con bravura e fatica da Campedelli & co. negli ultimi anni. Badando più al sodo che agli orpelli giampaoliani, sapendo che non si potrà prescindere dal recupero mentale dei giocatori e di pedine chiave come Mutu.
Cesena, dopo Mutu e Comotto si avvicina Guana
Cesena- Dopo Mutu, Comotto e Marco Rossi, Igor Campedelli è sempre più vicino a piazzare un altro colpo di mercato. Il presidente bianconero, insieme al ds Minotti, ha raggiunto oggi l’accordo con Roberto Guana, desideroso di vestire il bianconero nella prossima stagione e rinforzare così il reparto per ora più scoperto della formazione bianconera, il centrocampo.
Raggiunto l’accordo con il mediano, rimane da convincere il Palermo, società detentrice del cartellino. Guana nelle ultime due stagioni è stato spedito in prestito al Bologna e al Chievo, e vorrà sicuramente cambiare aria (come dimostrato dall’accordo raggiunto) per sbarcare alla corte di Giampaolo.
Altri affari - In stand by la trattativa con l’Udinese per lo scambio Parolo- Candreva: i friulani ritengono troppo oneroso il conguaglio richiesto (3-4 milioni di euro) dai romagnoli. Nel frattempo la band Giampaolo ha iniziato a sudare ad Acquapartita in ritiro, mentre l’amichevole con gli inglesi del Qpr è stata fissata per mercoledì 27 luglio allo stadio Olimpico di Serravalle di San Marino. Il primo vernissage, invece, è previsto per domenica con una selezione locale romagnola.
Cesena, il sogno si avvera. Arriva Mutu
Cesena- Inseguito, sognato e agognato da 6 mesi a questa parte. Dopo un corteggiamento semestrale, una vera e propria telenovela, è arrivato il tanto sospirato sì. Il sogno della Curva Mare, del direttore sportivo Minotti e del presidente Igor Campedelli si è avverato: Mutu è da oggi un giocatore del Cesena. Lo ha ufficializzato prima la Fiorentina, poi la società bianconera stessa, che è riuscita dunque a piazzare un colpo da novanta.
Un acquisto già tentato nel mercato di gennaio, ma sfumato. Il Cavalluccio, però, non si è dato per vinto, tornando alla carica quest’estate, forte del legame instaurato col giocatore. Mutu, infatti, ha rifiutato offerte economiche più importanti di squadre quali Galatarasay e altri club di Premier League e si è ridotto l’ingaggio pur di rimanere in Italia e sposare una realtà “a misura d’uomo“. L’attaccante rumeno si è svincolato dai viola a costo zero, firmando con i romagnoli un contratto annuale con opzione sul secondo.
Le prime dichiarazioni
Soddisfatto ed entusiasta. Così di definisce Mutu alle prime dichiarazioni da bianconero. “Sono entusiasta e non vedo l’ora di gettarmi a capofitto in questa nuova avventura. Ringrazio il Presidente Campedelli per avermi messo al centro di un progetto ambizioso come quello del Cesena, una società che negli ultimi anni ha dimostrato di avere idee chiare e soprattutto la forza e il coraggio per portarle avanti. Per questo motivo ho accettato la proposta riducendomi l’ingaggio” si legge sul sito ufficiale del Cesena. ”Sono convinto che questa realtà a misura d’uomo mi darà l’entusiasmo che cercavo – prosegue, spendendo poi parole di ringraziamento per il suo vecchio club- Voglio ringraziare la Fiorentina e in particolare la famiglia Della Valle per i meravigliosi anni passati insieme. Porterò sempre nel mio cuore questa bellissima esperienza“.
Al settimo cielo, e non potrebbe essere altrimenti, anche il numero uno bianconero Campedelli: “Sono soddisfattissimo per l’arrivo di Adrian Mutu, ” da mesi stavamo lavorando perché Adrian vestisse i colori del Cavalluccio e il fatto che abbia accettato entrando a far parte del nostro progetto mi riempie di orgoglio. Sono sicuro che il giocatore s’integrerà alla perfezione con la squadra, lo staff e tutta la città. Sono, inoltre, certo che darà un valore aggiunto al Cesena e il suo contributo sarà fondamentale per il nostro campionato”.
Il curriculum di Adrian Mutu
Il Cesena, dunque, rafforza il suo reparto d’attacco con un pezzo da novanta, in attesa di sapere che ne sarà del futuro di Jimenez e Giaccherini. Il curriculum dell’attaccante venuto dalla terra dei Vampiri parla da solo: l’ex Verona, Inter, Parma, Juventus e Fiorentina ha siglato 95 reti in serie A e 32 in sole 70 presenze con la maglia della sua Nazionale. Approdato all’Inter nel 1999 dalla Dinamo Bucarest, il bomber non trova spazio e fortuna nei nerazzurri, ma esplode a Verona e Parma. Un rendimento che non passa inosservato: nell’estate 2003 passa al Chelsea, ma l’avventura inglese coincide con la squalifica di 7 mesi per doping alla cocaina. Un tunnel da cui lentamente riemerge tornando in Italia, non tanto nella parentesi juventina, ma in quella viola. Fino ai problemi dell’ultima stagione, all’esclusione della rosa e al primo interessamento del Cesena. Un avvicinamento che si è concretizzato oggi.
Dellafiore al Cesena insieme a Calderoni
Cesena- Aspettando Mutu (come finirà la telenovela che sta tenendo sulle spine il popolo bianconero??) il Cesena prosegue la sua campagna di rafforzamento sul mercato con un doppio colpo importante. In mattinata è stato ratificato il passaggio di Alex Calderoni, già difensore dei pali bianconeri dal 1993 al ’96, in prestito dall’Atletico Roma -fungerà da vice Antonioli dopo il prematuro addio all’ex Liverpool Cavalieri- ma soprattutto in serata è giunta l’ufficialità del tesseramento di Paolo Hernan Dellafiore. Il poliedrico difensore del Palermo, in prestito al Parma da due stagioni, giunge in Romagna con la medesima formula fino a giugno. L’ex Torino, chiuso alla corte ducale dove ha raccolto un solo misero gettone di presenza nella prima parte di stagione, è il jolly difensivo richiesto da Ficcadenti, soprattutto alla luce della prolungata defezione di Nagatomo causa impegno in coppa d’Asia. Dellafiore, infatti, può ricoprire sia il ruolo di terzino che centrale, e potrà dar una mano al pacchetto arretrato bianconero.
Campedelli e Minotti, dunque, ringalluzziti dal pesante sacco di Brescia, stanno lavorando sodo per rinforzare la squadra allo scopo di raggiungere l’obiettivo stagionale della salvezza. Dopo gli arrivi di Sammarco, Calderoni e Dellafiore -uno per reparto- mancano all’appello altri tasselli (un esterno d’attacco e un centrale), ma la priorità è rivolta ora alla ricerca di un super bomber. Sarà Adrian Mutu? Vedremo se il sogno proibito dei tifosi cesenati si avvererà.
Almas Rivazzurra, torna in sella Montesi ed è subito primato

Gastone Montesi con Danilo Pretelli
Rivazzurra – Un illustre ritorno e un primato più succoso che mai. Sono stati giorni decisamente e piacevolmente movimentati in casa Almas Rivazzurra. Lo storico club biancazzurro, infatti, ha vissuto prima l’avvicendamento alla conduzione della società, poi l’aggancio alla vetta della classifica del girone H di Prima Categoria. Il migliore dei modi per ringraziare del lavoro svolto il presidente dimissionario Andrea Pirozzi, che ha abbandonato la carica perché gli impegni lavorativi gli impedivano di dedicarsi appieno al club, e per salutare il grande, grandissimo cavallo di ritorno: Gastone Montesi. I dirigenti biancazzurri hanno richiamato proprio lui, figura storica del calcio riminese, fondatore stesso della società biancazzurra nel 1970 ed ex presidente dell’Ac Rimini a cavallo degli anni ’80, per riprendere le redini dell’Almas. Nonostante l’età anagrafica non propriamente più verde e lo stress accumulato in oltre 40 anni di calcio, Montesi non ha saputo dire di no. D’altronde, il richiamo della sua Rivazzurra, a soli due anni dal disimpegno a favore di Pirozzi, è stato comunque troppo forte: “Rivazzurra è un pezzo del mio cuore – confessa il “neo” patron - Avevo lasciato la carica per godermi la pensione, ma evidentemente senza calcio non so vivere. Ho creato e guidato questa squadra per tantissimi anni, e ora sono pronto tornare in sella con lo stesso entusiasmo e passione di un principiante”.
Montesi, a dir il vero, non si è mai allontanato molto dal mondo della pedata. Ha sempre seguito da vicino i suoi ‘amori’, il Rimini e il Rivazzurra, e in estate ha spalleggiato la causa del Real di Danilo Pretelli (vedi foto). Ora, però, ha un solo obiettivo in mente: riportare l’Almas agli antichi fasti, a quegli anni ’80 dove la piccola società riminese sfidava colossi come il Ravenna nell’allora campionato di Promozione, quando ancora era il campionato dilettantistico di massimo prestigio, l’anticamera al professionismo. “Siamo in corsa su due fronti (coppa Emilia e campionato, ndr) per provare il salto di categoria – ammette il numero uno suonando la carica – Inutile nascondersi, squadra e società sono intenzionati a lottare fino in fondo per questo obiettivo. La rosa è competitiva e il mister sta svolgendo un buon lavoro: le premesse per far bene ci sono tutte”.
Il campo sta confermando le sensazioni dell’esperto patron. Nell’ultimo turno di campionato, la squadra di Pessina ha dato spettacolo, rifilando un netto poker al Torre Dismano (4-1), formazione sin lì imbattuta, ed issandosi al primo posto in classifica in coabitazione con il Gatteo Mare. Sinora è arrivato un solo ko, a fronte di 5 successi e 4 pareggi, ma quel che conforta di più è la “continua crescita sul piano del gioco”. Il segreto è sempre lo stesso dal lontano 1970: un settore giovanile florido, all’avanguardia, degno di un club professionistico. “Il vivaio è la nostra priorità. L’obiettivo è far crescere i ragazzi, oltre che calcisticamente, anche umanamente. In primis devono istruirsi e diventare uomini, poi calciatori”. Buon vecchio calcio di una volta, calcio alla Montesi.
Scot Due Emme più forte di infortuni e mercato low cost
Mercato Saraceno- I tagli estivi al budget e la spada di Damocle degli infortuni non hanno impedito alla Scot Due Emme di confezionare uno start di campionato coi fiocchi. Dopo sei turni, la formazione allenata da Fulvio Fabiani guida contro ogni pronostico la classifica del girone D di Promozione (in coabitazione con il San Mauro Mare, che però deve recuperare una partita), grazie ai 13 punti messi in cascina, frutto di quattro successi, un pari e un solo ko. Un primato che, nel corso dell’ultima giornata di campionato, è stato addirittura solitario per 43 minuti: a rovinare la festa dei mercatesi, però, ci ha pensato Zini, autore della rete che ha permesso al Bagnacavallo di rimontare il doppio svantaggio accusato nella prima frazione di gioco. “Quando si vince 2-0 e si viene raggiunti, rimane sempre un pò di amaro in bocca; ma conti fatti è un buon punto –cerca di vedere il classico bicchiere mezzo pieno il mister biancorosso Fabiani- Dovevamo chiuderla nel primo tempo, ma la formazione di Belosi ci ha messo in difficoltà con la sua fisicità e l’ingresso di Mancini. Noi abbiamo pagato dazio per l’inesperienza e le tantissime defezioni. Ecco perché secondo me è un buon pari”.
Difficile dar torto all’ex trainer di Perticara e Santa Sofia. Finora la dea bendata non è stata dalla sua parte, considerando i gravissimi infortuni occorsi ad elementi importanti della rosa come Sbrighi, Balzani (fascite), Perugini (fascite), Casoni e Piacenti (rottura dei legamenti del ginocchio), per un totale di ben 9 giocatori fermi ai box. Insomma, l’infermeria della Scot è affollata quanto l’A14 in un weekend di agosto. Una situazione complicata che va ad assommarsi ad un mercato estivo di basso profilo, improntato alla valorizzazione dei giovani del vivaio; basti pensare che, a fronte di 10 partenze, gli arrivi sono stati appena tre. Fattori che danno ancora più risalto all’ottimo lavoro svolto dall’accorta società biancorossa e dallo stesso tecnico, che a fronte dell’emergenza attingerà ancora di più dalla squadra juniores. “A gennaio abbiamo già in programma l’inserimento di cinque classe ’94 e ’95 in vista della prossima stagione –rivela- Logicamente pecchiamo un po’ d’inesperienza: dobbiamo spingere sull’acceleratore sempre al massimo, non siamo in grado di gestire le partite. Ma non posso lamentarmi, stiamo giocando bene, soprattutto in fase offensiva, dove dispongo di quattro ottimi attaccanti (la Due Emme ha già segnato 12 gol, ndr). Cercheremo di restare in alto il più possibile e migliorare il piazzamento della scorsa stagione. Anche perché è più facile far giocare i giovani quando la classifica ti permette di star tranquillo”.
Nel prossimo incontro con la Sanvitese, però, oltre alle ormai storiche defezioni, marcheranno visita pure i due Canali per squalifica. Cosa s’inventerà stavolta il ‘mago’ Fabiani?
