Attribuzione su Facebook Ads, tornano i 28 giorni dopo il clic e i breakdown

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Finalmente una gioia per tutti i Meta Advertiser: a 18 mesi di distanza dall’arrivo di iOS14 e dalla conseguente scomparsa di tanti dati utili su Gestione Inserzioni, attribuzione e misurazione fanno un graditissimo tuffo nel passato, tornando ad arricchirsi di alcuni KPI dell’era pre-iOS14.

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Il grande ritorno: 28 giorni dopo il clic

Correva il 12 ottobre 2020 quando preannunciai l’addio alla storica finestra d’attribuzione massima di 28 giorni dopo il clic, anche se all’epoca Facebook rinviò la deprecazione a gennaio 2021, data in cui effettivamente venne rilasciato l’aggiornamento ad iOS14 e l’ATT.

Da allora, la finestra massima è stata 7 giorni dopo il clic + 1 giorno dalla visualizzazione.
Cosa significa?

  • Nei report (sia su Gestione Inserzioni che nei Report pubblicitari di Business Manager) vengono attribuite e rese visibili le conversioni avvenute entro 7 giorni dal clic su un annuncio o 1 giorno dalla visualizzazione dello stesso; se una conversione avviene dopo l’8° giorno, Meta non ne tiene conto e tu non la vedi nei report
  • L’algoritmo apprende, e di conseguenza ottimizza le campagne, attingendo alle conversioni avvenute entro questo lasso temporale e non oltre

All’epoca calcolai una perdita, a seconda della tipologia di business, di circa il 15-20% delle conversioni.

Ma ora tutto sta nuovamente per cambiare: così com’è sempre accaduto in passato, la finestra d’attribuzione massima tornerà ad essere 28 giorni dopo il clic! 

Vedrai dunque “comparire” su Gestione Inserzioni tutte le conversioni avvenute dall’8° al 28° giorno dopo il clic e i report verranno arricchiti di un maggior numero di acquisti, contatti, registrazioni.
Bello, no?

attribuzione conversioni facebook meta ads


Attenzione: al momento (ma non è escluso un cambiamento anche in tal senso) si parla solo di reportistica e non di ottimizzazione, come ho spiegato poco sopra, perciò l’algoritmo non ottimizzerà in base alle conversioni avvenute dopo i 7 giorni.

L’impostazione d’attribuzione – così com’è stata ribattezzata dal 2021 – rimane tale.

impostazione attribuzione facebook ads

Ad ogni modo, tornare a vedere i dati di conversione “aggiuntivi” è utile in tutti quei contesti in cui la customer journey dell’utente è più lunga di una settimana. E più dati significa sempre migliori decisioni.

Confronto tra le finestre di attribuzione

Torna anche il confronto tra le diverse finestre di attribuzione delle conversioni. Potrai finalmente tornare a visualizzare e misurare come (dopo un clic o una view) e quando (1 o 7 giorni) una conversione è stata generata dalle nostre campagne, mettendo a confronto le finestre disponibili: 

  • 1 giorno dopo la visualizzazione
  • 1 giorno dopo il clic
  • 7 giorni dopo il clic
  • 28 giorni dopo il clic

Un confronto utile per capire la customer journey dei tuoi utenti e l’impatto effettivo di alcune tipologie di campagne come il retargeting, a prescindere dall’ottimizzazione prescelta.

In realtà era già possibile effettuare questa comparazione all’interno dei Report di Business Manager con un piccolo trick, inserendo due account pubblicitari e cambiando la finestra d’attribuzione desiderata. Metodologia meno immediata e limitata rispetto a questo gradito ritorno. 

confronto finestre attribuzione meta ads

Tornano i breakdown

Riecco un altro dato utilissimo: i breakdown. Dopo iOS14, da Gestione Inserzioni non era più possibile vedere le conversioni divise per età, genere o placement.
Meta è pronta a rimettere in pista anche questi KPI, fornendo lo “spaccato” delle conversioni divise per: età, genere, paese, posizionamento, device e piattaforma.

breakdown conversioni gestione inserzioni

Anche in questo caso, informazioni utili per comprendere il comportamento dell’algoritmo e degli utenti, ma anche per ottimizzare le tue campagne.

Come ha fatto Meta a ridarci questi dati?

Tanti e graditi ritorni, ma devi sempre ricordare che i dati vengono sottoposti a modellazione statistica e rimangono incompleti e imprecisi. Il mio consiglio rimane sempre quello di leggere e incrociare il dato tra più fonti, quali Google Analytics, il backend del tuo sito, tool di terze parti, oltre che Business Manager.

Ma come ha fatto allora Meta a ridarci questi dati?

Innanzitutto, non tutti gli utenti utilizzano dispositivi iOS14 e hanno negato il tracciamento, perciò in tutte le altre casistiche il dato disponibile rimane “pulito”. Mentre sul fronte deprecazione dei cookies, nell’ultimo anno e mezzo migliaia, se non milioni di siti web, hanno attivato le Conversion API, fornendo più dati all’algoritmo non solo sul singolo account, ma nel monte complessivo di segnali che affluiscono nei server di Menlo Park.

Algoritmo che avrà così migliorato e raffinato i suoi modelli di attribuzione, arrivando ad una confidenza tale per cui riesce nuovamente a rendere visibili a tutti questi dati.

Aggiungi il fatto che, come accennavo nel precedente articolo sui nuovi placement disponibili (puoi leggerlo qua) Meta ha bisogno di nuova linfa dall’advertising per fronteggiare la perdita di revenue e la scommessa del metaverso, e il gioco è fatto.
Mostrare (ma anche “garantire”) alle aziende maggiori ritorni dalla loro spesa sulla piattaforma pubblicitaria, significa attirare maggiori investimenti.

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Michael Vittori

Consulente di Web Marketing, Esperto Facebook Ads e Google Ads con un passato da Giornalista Pubblicista. Public speaker e docente presso importanti enti. Autore del libro "Facebook Ads in pratica".

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