
Meta “addebita” la Digital Tax agli inserzionisti
11 Marzo 2026Dal 1° settembre 2026 ChatGPT Ads è attivo in Italia, insieme ad altri 30 mercati europei. Il pilota partito a febbraio negli Stati Uniti è arrivato qui già con pixel, Conversions API e offerte ottimizzate sulle conversioni: l’impianto è quello di un canale performance.
Una premessa sul perimetro: la beta cambia rapidamente, e quello che leggi qui è lo stato dell’interfaccia a inizio settembre 2026 sul mio account.
Al lancio si comprava solo tramite il team Ads Solutions di OpenAI, le agenzie partner e i partner tecnologici. Adesso l’Ads Manager self-service è accessibile anche in Italia, in beta.
Ho aperto l’account e questa guida descrive quello che c’è dentro, voce per voce.
Dove appare l’annuncio e chi lo vede
L’annuncio compare in fondo alla risposta, quando un prodotto o un servizio è pertinente alla conversazione in corso. È etichettato “Annuncio” e separato dalla risposta organica, che secondo OpenAI la pubblicità non influenza. Chi lo vede può chiedere perché sta vedendo quell’annuncio, oppure nasconderlo dichiarando il motivo.

Il bacino esposto sono gli utenti maggiorenni dei piani Free e Go. Plus, Pro ed Enterprise non vedono annunci. Non vengono mostrati annunci in prossimità di argomenti sensibili o regolamentati: salute, salute mentale, politica.
In Europa si parte senza personalizzazione. La selezione dell’annuncio si appoggia alla conversazione in corso e a segnali generici come posizione approssimativa e lingua, mentre cronologia delle chat e memoria restano fuori.
La personalizzazione arriverà dopo, previo consenso esplicito.
Il formato documentato è uno: una card in linea con la chat, composta da titolo, descrizione, immagine, nome dell’inserzionista e link. Nessun video, nessun carosello. OpenAI ha annunciato formati conversazionali come evoluzione, senza date.
Setup
Il primo contatto con la piattaforma è uno strumento di anteprima, prima ancora della registrazione.
Inserendo l’URL del sito e la piattaforma, la piattaforma genera un annuncio di prova leggendo il contenuto delle tue pagine web: nel mio caso ha estratto due temi (“servizi di consulenza digital marketing per imprese e professionisti in Italia” e “campagne pubblicitarie su Google Ads, Facebook Ads e TikTok Ads”), ha scelto un’immagine dal sito e ha scritto titolo e descrizione da sola.

Insieme all’anteprima arriva un piano consigliato precompilato con nome inserzionista, obiettivo, posizioni geografiche, URL di destinazione, strategia di offerta e budget giornaliero medio. Sul mio account proponeva obiettivo Clic, strategia “Risultati massimi”, 100 USD al giorno e posizioni Stati Uniti, cioè il default della piattaforma, non una lettura del mio mercato. Ogni campo è modificabile prima di proseguire.

Da lì entri nell’Ads Manager. Fino a quando non hai completato la configurazione della fatturazione un banner ti avvisa che gli annunci non possono essere pubblicati: puoi costruire tutto, senza ovviamente erogare.
La struttura dell’account
Tre livelli, come su ogni piattaforma performance: campagna → gruppo di annunci → annuncio. Il livello intermedio non è esposto in modo evidente nel flusso guidato, ma esiste: lo trovi nei valori di macro disponibili per i parametri URL, che includono {ad_group_id}.

Il menu laterale è organizzato in cinque voci:
| Voce | Cosa contiene |
|---|---|
| Panoramica | dashboard di account |
| Campagne | creazione e gestione |
| Strumenti | Conversioni, Feed, Cronologia delle modifiche, Segmenti di pubblico |
| Fatturazione | metodo di pagamento e configurazione account |
| Impostazioni | utenti e ruoli |
La Cronologia delle modifiche c’è dal primo giorno, cosa non frequente in una beta: è la voce che serve quando su un account lavorano in più persone e va ricostruito chi ha cambiato cosa.
Tipo di campagna: Standard o Feed di prodotti
Prima scelta della creazione, e non è reversibile a campagna avviata.
Standard è la campagna con annunci scritti manualmente: titolo, descrizione, immagine, un URL di destinazione.
Feed di prodotti genera gli annunci a partire dal catalogo che hai collegato, con articoli, prezzi e disponibilità aggiornati dal feed. È l’equivalente concettuale delle campagne dinamiche su Meta o dello Shopping/PMax su Google: imposti la fonte e la piattaforma compone e mostra i singoli annunci relativi ai prodotti.

Il feed si collega da Strumenti → Feed. Puoi scegliere tra caricamento manuale, via STFP o (consigliato) inserimento della URL in cui è ospitato il tuo feed: carichi il file di prodotti e la piattaforma lo rilegge per tenere aggiornati articoli, prezzi, disponibilità e metadati.
C’è una tab con la cronologia dei caricamenti per controllare che il refresh giri. Nessuna integrazione nativa con Shopify, WooCommerce o Merchant Center al momento.

Obiettivi della campagna: Copertura, Clic, Conversioni
Tre opzioni. L’obiettivo determina come fai offerte nell’asta e quali formati hai disponibili.
Copertura — asta a CPM, paghi le impression. Compra presenza sull’inventario, senza legare la spesa a un’azione.
Clic — asta a CPC, paghi il clic valido. È il default proposto dalla piattaforma e il punto di partenza sensato finché il pixel non ha dati.
Conversioni — offerta a oCPC: paghi il clic, la delivery viene spinta verso i clic che hanno più probabilità di generare l’evento di conversione che hai scelto. Serve un evento di conversione già configurato e tracciato.

In base all’obiettivo si imposta la strategia di offerta:
- Automatizzata (“risultati massimi”): la piattaforma aggiusta le offerte per massimizzare il tipo di risultato dell’obiettivo entro il budget
- Limite dell’offerta per le conversioni / CPC Max per i clic: imposti un valore massimo entro cui vuoi fare offerte per un clic o la conversione selezionata
Budget e limiti di spesa
Il budget si imposta a livello di campagna, in EUR, come budget giornaliero.
Il campo dichiara esplicitamente il meccanismo di flessibilità: impostando 15 € al giorno, la spesa giornaliera massima diventa 30 € e la spesa massima su sette giorni 105 €. Il doppio al giorno, sette volte l’importo sulla settimana.
Su un canale nuovo, dove il budget di test è basso per definizione, questo cambia il numero da scrivere nel campo: il tetto giornaliero reale è il doppio dell’importo impostato, e il pacing settimanale si chiude sulla media dei sette giorni.
Targeting: cosa puoi selezionare
È la sezione dove ChatGPT Ads si allontana di più da Meta e da Google.
Geolocalizzazione
Si cercano per nome e si aggiungono come tag. Non solo Paese, ma anche livello regionale sui mercati europei. Le guide di settore uscite ad agosto davano il sub-nazionale disponibile solo negli Stati Uniti, mentre a inizio settembre in Italia questo non risulta più. La campagna viene mostrata solo nelle posizioni selezionate.
Segmenti di pubblico
Si creano da Strumenti → Segmenti di pubblico, e in beta la fonte è una sola: liste caricate da te.

Accetta email e numeri di telefono in chiaro oppure con hash SHA-256, e ID pubblicitari Android (GAID) non elaborati. Il file è un CSV con intestazioni o un TXT con un valore per riga, fino a 500 MB; sui TXT dichiari separatamente il tipo di identificatore. Puoi anche creare un pubblico vuoto e popolarlo dopo.
Non ci sono, nel mio account: interessi, dati demografici, lookalike, retargeting da pixel sul sito. La prima lista di clienti che carichi è tutto quello che hai come pubblico dichiarato.
Suggerimenti di contesto
Il campo che cambia il modo di ragionare, ed è facoltativo.
Descrivi le conversazioni, gli argomenti o le parole chiave in cui il tuo prodotto o servizio potrebbe essere pertinente. Nel mio test: digital marketing, advertising.

La piattaforma è esplicita su cosa fa con quel testo: sono suggerimenti che guidano l’abbinamento e non costituiscono regole di targeting basate sulla corrispondenza esatta. Quel campo è un contesto semantico dato a un sistema che decide da sé quando la tua offerta è pertinente alla conversazione, con un margine di interpretazione che non hai modo di restringere.
Non esiste una lista di query da presidiare, non esistono negative keyword da questo campo, non esiste una corrispondenza da restringere. Esiste un tema dichiarato e un motore che lo interpreta.
L’annuncio: campi e limiti
Il modulo dell’annuncio è corto, con anteprima live a lato.
- Nome dell’annuncio — interno.
- URL di destinazione — la pagina dove indirizzi il traffico
- Parametri di query della pagina di destinazione — facoltativo, aggiunge i parametri mancanti all’URL. Macro supportate:
{campaign_id},{ad_group_id},{ad_id},{ad_account_id},{oppref}. - Titolo — massimo 50 caratteri.
- Descrizione — massimo 100 caratteri.
- Immagini dell’annuncio — PNG o JPG, quadrata, almeno 256 × 256 px.

Cinquanta caratteri di titolo e cento di descrizione: lo spazio è quello di un annuncio Search, senza il secondo titolo e senza le estensioni. Il campo parametri di query è il posto giusto per le UTM, che non vanno nell’URL di destinazione: l’URL resta pulito e il tracciamento si aggiunge da lì.
Sulle immagini c’è un punto pratico: l’anteprima le renderizza come miniatura tonda accanto al testo. Un’immagine con testo dentro, o un pack shot con margini larghi, arriva illeggibile. Serve un soggetto centrato e riconoscibile a dimensioni piccole.
Misurazione: pixel, eventi, Conversions API
La sezione Conversioni ha tre tab: Fonte di dati, Eventi di conversione, Flusso di eventi.
La fonte di dati
Crei la fonte e la piattaforma ti restituisce un ID pixel e uno script di configurazione da installare nella sezione head del sito, uno solo per pagina.

Gli eventi
Un evento di conversione si costruisce scegliendo la fonte di dati e un evento standard. La lista disponibile nel mio account copre il panorama classico degli eventi web:
App aperta · Appuntamento programmato · Checkout avviato · Contenuti visualizzati · Articoli aggiunti · Lead creato · Ordine creato · Pagina visualizzata · Registrazione completata · Abbonamento creato · Prova iniziata

C’è anche la voce Inserisci evento personalizzato, quindi la tassonomia non è chiusa.
La chiamata generata per l’evento ha questa forma:
oaiq(
"measure",
"lead_created",
{ type: "customer_action" }
);
Si aggiunge dove avviene la conversione, dopo aver installato lo script di configurazione. Chi ha già Tag Manager e un data layer non deve inventare niente di nuovo: è la stessa architettura del pixel Meta e del gtag di Google.
Disponibile anche la configurazione diretta con Chatgpt Codex.
Conversions API
Nella stessa finestra dell’evento c’è l’opzione per attivare le Conversions API: lo stesso evento si può mandare server-to-server invece che dal browser.
Su questo canale il server-side serve anche agli account piccoli, in quanto l’unica leva di ottimizzazione disponibile è il segnale di conversione: se il browser lo perde, l’oCPC ottimizza su dati parziali e la delivery peggiora senza che nel pannello si veda il motivo.
Il Flusso di eventi è il debugger: vedi arrivare gli eventi e verifichi che il nome e il payload siano quelli attesi prima di lanciare una campagna.
Utenti, ruoli, fatturazione
Da Impostazioni → Utenti si invitano i membri del team con due ruoli, Amministratore e Membro, e si vede il conteggio di utenti totali, amministratori e inviti in sospeso.
Niente struttura tipo Business Manager: non c’è un livello di organizzazione multi account che permetta di gestire più aziende, asset condivisi e permessi granulari. Per un’agenzia che gestisce venti clienti, oggi significa venti account separati con altrettanti inviti.
Cosa non c’è ancora
Elenco di quello che nel mio account non è presente, utile per dimensionare le aspettative prima di venderlo a un cliente:
- Nessun pubblico oltre alle liste caricate: niente interessi, target demografici, lookalike o retargeting da pixel.
- Un solo formato: nessun video, nessun carosello, nessun formato conversazionale.
- Nessun livello organizzativo multi account.
- Reporting essenziale: le metriche disponibili sono quelle basilari
Cosa compri davvero?
Su Google la moneta di scambio è la query, su Meta è il pubblico. Qui compri un intento dichiarato per esteso.
Chi chiede a ChatGPT che cosa scegliere non digita tre parole: mette per iscritto vincoli, budget, criteri di scelta, e lo fa nel momento in cui la decisione si sta formando. È il tipo di contesto che su Search si intercetta solo con query lunghe e rare, e sui Social non si intercetta affatto.
La contropartita è che la piattaforma non ti dice quali conversazioni hanno attivato il tuo annuncio. Non esiste un report “search terms”. Hai un tema dichiarato in ingresso, una spesa e delle conversioni in uscita, e in mezzo un abbinamento che non è analizzabile.
Questo cambia il modo di ottimizzare. Su Search intervieni sulle query: aggiungi negative, sposti budget sui gruppi che convertono, restringi il match. Qui le leve disponibili sono il testo dei suggerimenti di contesto, la creatività e l’evento su cui ottimizzi.
Come lo imposterei per un primo test
Setup minimo per capire se il canale ha senso su un progetto, senza bruciare budget in configurazioni che non si possono correggere dopo:
1 — Prima il tracciamento, poi la campagna.
Pixel installato in head, un evento di conversione che conta davvero (lead creato, ordine creato), verifica nel Flusso di eventi che arrivi con il nome giusto. Se puoi, lo stesso evento anche via Conversions API.
2 — Parti da Clic, non da Conversioni. Con zero storico, un oCPC non ha su cosa ottimizzare. Prima raccogli clic e conversioni, poi passi all’obiettivo Conversioni con una base di eventi.
3 — Un solo tema nei suggerimenti di contesto, per campagna. Se ci metti sei argomenti diversi non saprai quale ha portato i risultati, perché non c’è un report che te lo dica. Un tema per campagna è il solo modo di attribuire un esito a un input.
4 — Geo ristretta sul mercato che conosci.
5 — Budget calcolato sul tetto reale. Il giornaliero che imposti si spende fino al doppio nel singolo giorno. Se il test deve costare 500 € in due settimane, il numero da scrivere nel campo non è 35€.
6— Misura fuori dalla piattaforma. Il conteggio che decide se il canale continua è quello del tuo backend, incrociato con GA4. Il dato di piattaforma serve a governare la delivery.
Takeaway
ChatGPT Ads oggi è un canale performance con un formato, un pubblico caricabile a mano e un’asta a tre obiettivi. Poco, se il confronto è con Meta e Google. Però pixel, Conversions API, feed prodotti e oCPC stanno tutti nella prima release, e sono gli strumenti dell’acquisizione, non della sponsorizzazione.
La voce che pesa di più è l’assenza sia del targeting per keyword sia del targeting per pubblico, sostituiti da un tema dichiarato che un modello interpreta. Su Meta con Advantage+ e su Google con Performance Max quella riduzione di controllo è arrivata per gradi, dopo anni di leve manuali. Su ChatGPT Ads è il punto di partenza.
Il vantaggio competitivo su questo canale non starà nella struttura di campagna, che è quasi identica per tutti. Starà nella qualità dell’evento che mandi indietro e nella capacità di dimostrare, fuori dalla piattaforma, che il clic ha portato qualcosa che non avevi già.

Consulente di Web Marketing e Ecommerce, Esperto Meta (Facebook/Instagram) Ads e Google Ads con un passato da Giornalista Pubblicista. Public speaker e docente presso Università e Master. Autore del libro “Facebook Ads in pratica”.

