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22 Ottobre 2025Dal 1° luglio 2026, Meta introdurrà la “location fee”: una tariffa aggiuntiva sullo spending pubblicitario, calcolata non in base al paese in cui ha sede la tua azienda, ma in relazione al mercato in cui vengono erogate le impression dei tuoi annunci.
In pratica: se lanci campagne geolocalizzate sul territorio italiano, paghi il 3% in più. Un costo extra che non troverai dentro il budget che imposti in Ads Manager, bensì come voce separata in fattura.
Esempio concreto: 100€ investiti in campagne sull’Italia = 100€ di adv + 3€ di tassa + IVA sull’importo totale. Quello che arriva in fattura è 103€ più IVA.
Non è una novità assoluta nel settore: Google applica una tassa analoga da anni, Italia compresa. Meta ha semplicemente aspettato più a lungo prima di fare la stessa mossa.
Le tariffe paese per paese
Queste le aliquote attualmente in vigore (passibili di modifica nel tempo, precisa Meta), applicabili sulle impression erogate in ciascun paese:
| Paese | Aliquota DST | Extra su 100€ |
| 🇮🇹 Italia | 3% | 3,00€ |
| 🇫🇷 Francia | 3% | 3,00€ |
| 🇪🇸 Spagna | 3% | 3,00€ |
| 🇦🇹 Austria | 5% | 5,00€ |
| 🇹🇷 Turchia | 5% | 5,00€ |
| 🇬🇧 Regno Unito | 2% | 2,00€ |
Attenzione: la sede fiscale della tua azienda non conta. Conta solo dove vengono erogate le inserzioni. Se il tuo e-commerce vende in Austria ma ha sede legale a Padova, paghi comunque il 5% sullo spending destinato a quel paese.
Perché Meta ha introdotto la web tax?
Negli ultimi anni numerosi paesi europei — tra cui UK, Francia, Italia, Spagna, Austria, Turchia — hanno introdotto le Digital Services Tax: imposte che colpiscono le grandi piattaforme tech sui ricavi pubblicitari generati nel loro territorio. Il concetto è semplice: se Meta guadagna mostrando annunci a utenti italiani, l’Italia vuole una percentuale.
Meta (come Google prima di lei) ha scelto di non assorbire quel costo. Lo ribalta sugli inserzionisti con una voce separata e una riga in fattura. Il meccanismo è identico a quello che Google applica già da anni: il governo tassa la piattaforma, la piattaforma tassa il tuo account pubblicitario.
La catena è questa: governo → Meta → il tuo ad account/azienda. E il terminal della catena sei tu e tutte le aziende che investono in media digitali.
L’impatto reale sui tuoi numeri
Qualcuno potrebbe pensare: “3%? Roba da poco.” In realtà, è una voce aggiuntiva a costo del tutto rilevante, specie se i tuoi margini sono ridotti.
Se lavori su un e-commerce con margini netti del 15-20%, un extra del 3-5% sul costo adv non è trascurabile. Se hai target CPA definiti con il cliente, quelle soglie vanno ricalibrate. Se il tuo reporting si basa sui dati di Ads Manager, preparati a una discrepanza permanente tra spending dichiarato e importo in fattura.
Ads Manager mostra il tuo spend. La fattura include la tassa. Non coincidono più.
Le metriche impattate in modo diretto:
- CPA: salirà sui mercati tassati, anche a parità di performance dell’annuncio.
- ROAS: scenderà leggermente se non aggiungi la fee nel calcolo del costo reale.
- COS: andrà rivisto per includere la componente fiscale nella spesa effettiva.
- Budget forecasting: se pianifichi 10.000€ in Austria, l’effettivo sarà 10.500€.
Cosa fare da subito
1 – Aggiorna i tuoi target. Se il tuo CPA target in Italia era 30€, d’ora in poi considera 30€ come CPA al netto della fee. Il tuo target reale in-platform si abbassa di conseguenza. Stesso discorso per il ROAS: se punti a 3,0, aggiusta la soglia a circa 3,09 per compensare il 3% italiano.
2 – Rivedi i budget nei media plan. Se presenti piani a clienti o a stakeholder interni, aggiungi una riga esplicita per la location fee. Non farlo significa presentare un piano che non tornerà in fattura.
3 — Rivedi il tuo sistema di misurazione multi-canale. Il dato di Ads Manager non sarà mai uguale alla fattura. Devi incrociare i due.
Il quadro generale: non è solo Meta
Questa novità non desta scalpore. Arriva in un ecosistema dove la pressione fiscale sul digital advertising sta aumentando ovunque. I governi europei vogliono la loro fetta, e le piattaforme — tutte, non solo Meta — trovano il modo di scaricare quel peso sugli inserzionisti.
Se fai advertising multichannel — e dovresti — tieni presente che Google ha già le sue location fee attive da anni su tantissimi paesi. TikTok Ads potrebbe seguire la stessa strada nel breve periodo. Quello che cambia non è solo Meta: cambia la struttura dei costi dell’advertising digitale in Europa.
Takeaway
1. Dal 1° luglio 2026, Meta addebita una location fee separata in fattura: 3% per Italia, Francia, Spagna; 5% per Austria e Turchia; 2% per UK.
2. Non conta la sede della tua azienda. Conta dove pubblichi le tue inserzioni.
3. Ads Manager non mostrerà la fee: la trovi solo in fattura. Aggiorna il tuo sistema di reporting.
4. Rivedi subito target CPA/ROAS/COS per i mercati tassati.
5. La web tax non viene applicata solo da Meta. È la direzione generale dell’intero ecosistema advertising europeo.

Consulente di Web Marketing e Ecommerce, Esperto Meta (Facebook/Instagram) Ads e Google Ads con un passato da Giornalista Pubblicista. Public speaker e docente presso Università e Master. Autore del libro “Facebook Ads in pratica”.

